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Innovazione, design e un pizzico di follia: la startup che investe su etica innovazione (e riabilita persone svantaggiate)

All’ultimo Fuorisalone 2017, la mostra-evento milanese che coniuga arte e design, c’erano anche loro.

Nella selezione di lavori innovativi, in edizione limitata e di alta qualità della manifattura, ha sfilato il Cube di Jonix, prodotto negli stabilimenti della cooperativa Sol.Co. di Treviso. Una cooperativa di tipo B specializzata in assemblaggio, imballo e blisteratura, che dal 1992 opera nel trevigiano dove il lavoro diventa strumento per realizzare percorsi di formazione lavoro e inserimento lavorativo di persone in situazione di svantaggio, in particolare nell’area della salute mentale. Sol.Co. conta 44 soci, tra cui soci lavoratori, soci in formazione lavoro e soci volontari, e negli anni sono stati oltre 169 le persone inserite in percorsi professionalizzanti.

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</span></figure> Luciana Cremonese e Mauro Mantovan in Sol.Co.
Luciana Cremonese e Mauro Mantovan in Sol.Co.

Jonix è una startup innovativa nata nel 2014, che produce dispositivi per la decontaminazione dell’aria indoor, destinati prevalentemente alla casa, l’ufficio, ambulatori medici, scuole e case di cura. Il “Cube” è un dispositivo di purificazione dell’aria che coniuga design e tecnologia avanzata a plasma freddo: “Jonix è uno dei nostri clienti più innovativi, che affianchiamo fin dalla loro nascita nel 2014. Se la produzione di Sol.Co. è rappresentata per la maggior parte da assemblaggio e blisteratura, qui si introduce anche l’ingegno industriale e l’apporto che i nostri soci lavoratori offrono è a tutti gli effetti unico e creativo – spiega Luciana Cremonese, presidente della cooperativa – I nostri partner, come ci piace chiamare le aziende che hanno creduto nella nostra mission e collaborano con noi, sono un elemento imprescindibile per l’attività di Sol.Co., e per gli obiettivi sociali che da sempre si pone, in primis l’inclusione lavorativa dei soggetti con disabilità psichica. In questo caso – prosegue Cremonese – siamo particolarmente orgogliosi che Cube sia prodotto nella nostra cooperativa e che partecipi ad un evento di tale portata. Il valore etico della scelta di Jonix non è quantificabile, rappresenta la volontà di credere fino in fondo alla riabilitazione sociale di soggetti svantaggiati, senza rinunciare alla qualità e alla competitività del prodotto finale”.

solcoNessuno sconto sulla qualità, appunto: I criteri di selezione per la scelta dei prodotti presentati a Milano erano l’alta qualità della manifattura, l’innovazione e un’edizione limitata. Crediamo che Cube, e la sua produzione all’interno della cooperativa Sol.Co., ben rivesta questi criteri – dice Mauro Mantovan, ingegnere e presidente di Jonix Elementi che sono accompagnati dall’obiettivo per cui abbiamo fondato Jonix e realizzato Cube, ovvero contribuire al benessere abitativo, rendere le persone libere di respirare aria pulita e proteggerle da malattie e inquinanti. E, non ultima, la volontà di creare una “filiera etica” nella produzione dei nostri dispositivi, che trova piena realizzazione nella collaborazione con Sol.Co., cooperativa alla quale da subito abbiamo affidato l’industrializzazione e la produzione di Cube. Così come crediamo che l’eco-sostenibilità debba essere un dovere morale, anche nel mondo industriale, siamo convinti che sostenere le attività e gli obiettivi del privato-sociale, che pure garantisce standard qualitativi molto alti, sia non solo un’opportunità ma un valore aggiunto irrinunciabile”.

Intanto, Sol.Co. si prepara a compiere i suoi primi 25 anni e lo fa con una certa dose di autoironia: dal 27 maggio al 6 giugno scatta la rassegna culturale “Robe de mati”, e la malattia mentale esce allo scoperto con tutte le sue difficoltà, inserimento lavorativo incluso. Sul palco ci saranno fra gli altri Natalino Balasso, l’attore operaio Mirko Artuso e altre bandiere del teatro sociale. Per finanziare il progetto è stata lanciata anche una raccolta fondi collettiva sul sito Buona causa: “In un momento in cui, di nuovo, si costruiscono muri, noi vogliamo gettare ponti, aprire le piazze e parlare, con il linguaggio della musica, del teatro, dell’immagine, di salute mentale e di follia”, è l’appello. Le ricompense vanno dalla cartolina autografata dagli artisti (per 10 euro) a un posto a sedere in una delle quattro serate (15 euro) per salire fino a donazioni superiori (con accesso a tutti gli eventi e anche una serata della stagione 2017/18 del Teatro del Pane).