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L’aria pulita di Misurina in bombolette: la startup di Chiara è anche il suo ritorno a casa

Chiara Bonel ha 30 anni, ed è originaria di Misurina, cittadina conosciuta per le sue favorevoli condizioni climatiche: l’ambiente ideale per i pazienti con malattie respiratorie, asma e allergie. Un luogo terapeutico, dove – con una permanenza prolungata – si può ridurre e in qualche caso eliminare i farmaci. Qui ha sede l’istituto Pio XII convenzionato con il sistema sanitario nazionale per la diagnosi e cura delle malattie respiratorie infantili, e qui si trova un’aria fra le più pulite d’Italia, ad alta quota, a 1.756 metri di altitudine, nel cuore delle Dolomiti (patrimonio Mondiale Unesco) in un ecosistema specifico, caratterizzato da scarsa presenza di allergeni (acari, pollini) ed inquinanti ambientali come confermano le analisi di Arpav (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto).

Con un passato nel marketing internazionale, Chiara ha pensato di imbottigliare quest’aria purissima delle Dolomiti, per renderla disponibile per chi vive in ambienti inquinati. Il progetto si chiama Bonair, interamente “Made in Italy”, e punta a produrre e distribuire aerosol di aria di Misurina al 100%. Compressa in loco e imbottigliata in appositi inalatori, l’aria rimane pura e intatta, per far provare l’esperienza di un respiro fresco, a replicare la sensazione di trovarsi nell’ambiente incontaminato del Bellunese.
Il prodotto è a scopo ricreativo e che non intende sostituirsi a trattamenti farmacologici o a dispositivi medici.

bonair

chiaraaaPrima in Italia e in UE, la startup dolomitica non ha praticamente concorrenti nel territorio dell’Unione. Altri esempi si trovano in Canada (con un produttore di aria delle Rocky Mountain, pensata per gli sportivi come elemento potenziante per le performance), in Australia (dove si propone l’aria dei luoghi più emblematici del territorio dal punto di vista turistico) e in Norvegia, dove esiste un’azienda che imbottiglia l’aria dei fiordi. Ma c’è un precedente: catturare l’aria di Misurina in una bombola per aiutare una bimba di 5 anni nella sua lotta contro una malattia che la rende intollerante a qualsiasi sostanza chimica è quanto ha fatto nel 2011, su richiesta di un team di medici, un centro sub che grazie a otto bombole ha permesso alla piccola di raggiungere l’Inghilterra per curarsi: “Serviva aria pura, non ossigeno, per affrontare il viaggio. Così le abbiamo fornito bombole cariche di aria di Misurina. Un’aria talmente pura da non nuocere alla bambina”.

L’obiettivo della startup è portare il prodotto sul mercato globale, attraverso distributori e con la vendita online. Bonair Misurina oggi è disponibile nei formati da 100 inalazioni e da 30 inalazioni; la versione mini è pensata per il viaggio e per il settore dell’ospitalità di lusso. Italiano anche il design della bomboletta, ergonomica ed esteticamente gradevole, concepito anche per personalizzazioni e collaborazioni con altri brand.

Il progetto è stato avviato a maggio 2017, e Chiara Bonel ci si dedica a tempo pieno. «Ho immaginato – afferma la fondatrice della startup – un prodotto che renda un’esperienza nuova del respirare, particolarmente gradevole; per questo ho optato per la forma con un semplice beccuccio che concentra l’aria in un getto piuttosto consistente, interessando la sola respirazione per via orale, evitando le mascherine naso-bocca».
Bonair Misurina è una startup, costituita come Srl semplificata, interamente autofinanziata con un investimento personale, da parte di Chiara Bonel. Le fasi di progettazione e produzione di un primo lotto sono terminate, e ora sta iniziando la fase di distribuzione. Sono già in via di definizione nuovi progetti, per i quali si cercheranno invece investitori.

Chiara ha una formazione a respiro internazionale, iniziata seguendo il sogno di una carriera diplomatica e l’amore per le tematiche ecologiche, che l’hanno portata a lavorare in un Club Unesco, a Dublino, legato ai temi della sensibilità ambientale. Successivamente ha maturato esperienza in ambito di marketing nel settore del lusso e dell’hotellerie.
Bonair risponde al suo desiderio di rientrare a casa, e di dare vita ad un business che fosse profondamente radicato alla sua terra, per condividere il progetto con la comunità globale, sensibilizzando le persone sui temi dell’inquinamento atmosferico, attraverso un prodotto che diventa testimone di purezza e di positività. «Questo progetto – racconta – punta a sensibilizzare sul valore dell’aria pulita, dell’ambiente come bene da difendere. Per questo si parla di consapevolezza con il motto “be awAIR”, con un gioco di parole sull’inglese “aware”(consapevole) e “air” (aria). Il respiro è la connessione tra corpo e spirito, Joseph Pilates definisce la respirazione una doccia interna, respirare aria pulita alza i livelli di serotonina, quindi aumenta il senso di benessere.»

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Bonair Misurina conta su due partnership; la prima è quella con Coltri Compressors di Desenzano del Garda (BS), tra i marchi più noti al mondo per la progettazione e la costruzione di compressori ad alta pressione per aria respirabile e gas tecnici. L’azienda esporta il 90% dei suoi prodotti, in 60 Paesi: Nord, Centro e Sud America, in Asia, Cina, Filippine, Malesia, Indonesia, Thailandia, India e Australia. La seconda coinvolge Lorenzo Cervellin, sommozzatore professionista è il fondatore di Aquatica, nata a Marghera (Venezia) nel 1978, ditta altamente specializzata in grado di proporre e fornire attrezzature subacquee specifiche per finalità sportive, professionali e militari o per utilizzi scientifici e di protezione civile.

Il sito è già online: pubblicato in cinque lingue (italiano, inglese, spagnolo, cinese e giapponese), un e-commerce che a breve permetterà l’acquisto ai privati (al prezzo di 20 euro per la bombola da 100 inalazioni, e 15 euro per quella da 30 inalazioni) e offre opportunità di collaborazione per distributori e per i brand, come aziende, alberghi e spa di lusso o eventi speciali, che desiderano creare un prodotto personalizzato.

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  • DialM4 |

    Come vengono smaltite queste bombolette? L’idea è buona, ma intravedo un boomerang in termini di rifiuto. Grazie

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