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Una rivoluzionaria turbina antincendio da Trento al Sud: è quattro volte più efficace dei sistemi tradizionali

Una estate di fuoco: la morsa degli incendi sta attanagliando l’Italia, dalla Sicilia al Lazio, dalla Campania alla Calabria fino in Toscana e Sardegna. Le fiamme, alimentate dal grande caldo agostano stanno distruggendo ettari di vegetazione, uccidendo la fauna e talvolta mettendo in pericolo i centri abitati o costringendo a chiudere strade e autostrade. Per contrastare questo stato di calamità, EmiControls, azienda insediata nel Polo Tecnologico di Trento e afferente a Polo Meccatronica, l’hub hi-tech di Trentino Sviluppo, propone l’utilizzo della sua rivoluzionaria turbina antincendio che arriverà nei prossimi giorni in Sardegna e Calabria per avviare la prima sperimentazione su vasti fronti di fuoco.

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La turbina, che per l’occasione sarà montata su due veicoli 4×4, sufficientemente maneggevoli e veloci per potersi muovere con facilità su territori impervi, è in grado di nebulizzare la poca acqua solitamente disponibile nei luoghi teatro di incendi, irradiando così sulle fiamme una nebbiolina che si rivela molto più efficace dei consueti strumenti di spegnimento utilizzati dai vigili del fuoco.

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In un test eseguito da EmiControls in Ungheria infatti sono stati bruciati 2.400 litri di benzina su una superficie di 160 metri quadri: a parità di acqua, l’utilizzo della turbina ha permesso di abbassare quasi a zero l’emissione di calore generato dal combustibile (pari a 350 megawatt) in soli 20 secondi, a differenza dei 70 secondi richiesti per ottenere il medesimo effetto con la tradizionale manichetta.

Con la soluzione di EmiControls i vigili del fuoco possono dunque più velocemente farsi strada nel territorio infuocato per mettere in salvo cose e persone, grazie al fatto che la polverizzazione dell’acqua (e dello schiumogeno usato in questi casi) aumenta la superficie di assorbimento del calore. Ciò comporta una potenza di raffreddamento sensibilmente più alta rispetto a quanto non accada con i sistemi tradizionali.

La turbina può essere montata su qualsiasi automezzo solitamente utilizzato dai vigili del fuoco e anche su mezzi radiocomandati: varie configurazioni sono state vendute al corpo di Bolzano, che ha contribuito allo sviluppo della stessa, all’Ilva di Taranto e alle raffinerie Eni di Milazzo, oltre che all’estero negli stabilimenti di Wacker in Germania, nelle municipalità di Istanbul in Turchia, Jinan e Zhejiang  in Cina, Busan e Daegu in Corea del Sud e altre ancora. Ma è disponibile anche per l’installazione fissa su sottostrutture a torre o a braccio in impianti industriali, raffinerie petrolifere, industrie chimiche e in tutti quei siti in cui un intervento tempestivo al primo accenno di fuoco è fondamentale per evitare danni patrimoniali e preservare vite umane: alcune soluzioni sono state installate presso il colosso tedesco della chimica Evonik. In queste configurazioni fisse, dove l’approvvigionamento idrico è più semplice rispetto a quello dei veicoli, la turbina può arrivare a nebulizzare fino a 5 mila litri d’acqua al minuto.

emicontrols_incendioLa tecnologia innovativa degli ugelli nella turbina, in grado di generare una nebulizzazione dell’acqua anche a basse pressioni, che permette di ridurre la quantità d’acqua usata rispetto ai sistemi di estinzione tradizionali, è un’evoluzione di quella per l’innevamento tecnico delle piste da sci, utilizzata da TechnoAlpin, società controllante di EmiControls.

Alla ricerca di nuovi campi di applicazione, EmiControls ha testato la particolare efficacia della turbina contro gli incendi ma anche per l’abbattimento delle polveri provenienti da sorgenti puntuali: in caso di incendio il liquido nebulizzato cattura anche particelle di fumo e fuliggine, limitando l’emissione di gas nocivi durante lo spegnimento, mentre in altri contesti, come nel caso di estrazione nelle miniere, siti di demolizione e riciclaggio dei rifiuti, escavazione di tunnel, contiene la diffusione nell’aria di detriti limitando l’impatto ambientale di queste attività.

 

 

panoramica-installazioni-traliccioE sul fronte della prevenzione: Si chiama EFLAME il sistema sviluppato nel parco scientifico tecnologico di Trieste AREA Science Park da Elimos, azienda specializzata in progettazione e sviluppo di software e di soluzioni integrate nel campo dell’automazione industriale, dell’elettronica e dell’image processing. Una soluzione  innovativa, in grado di individuare un focolaio di due metri di fronte a quattro chilometri di distanza.