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Da detenuti a ponteggisti; un crowdfunding per un progetto che porta al lavoro e migliora il rapporto fra padri e figli

Una raccolta fondi collettiva – crowdfunding – per dare una spinta a un progetto che mette insieme il lavoro e il rapporto fra detenuti e figli. “Da detenuti a ponteggisti” è una integrazione di un altro progetto (raccontato qui) già finanziato dalla Regione Veneto, “Lavorare per i propri figli”: obiettivo il restauro dell’ex chiostro del Carcere maschile di S.M. Maggiore, perché possa essere utilizzato per svolgere i colloqui tra i detenuti padri e i loro figli, anche all’aperto.

Ma non solo: oltre al ripristino del chiostro – perché gli incontri genitori-figli avvengano lì, anziché nella sala colloqui stretta, lunga e spoglia – si può contenporaneamente far imparare un mestiere ai detenuti attraverso lezioni teorico-pratiche (e i dati mostrano come imparare un mestiere durante la detenzione riduca strasticamente le recidive).

 

Non appena il progetto è cominciato si è posto il problema del noleggio dei ponteggi che sarebbero serviti per intonacare i muri del chiostro fino in cima: ecco perché si è pensato di integrare il primo progetto con un secondo, “Da detenuti a ponteggisti” appunto.

La raccolta fondi è stata avviata con Produzioni dal Basso, e si può aderire in questa pagina dove si trovano anche tutti i particolari del progetto.

L’architetto Athos Calafati, che segue tutti i lavori del chiostro, ha contattato il Centro Edili Venezia, perché tenga ai detenuti un corso di formazione abilitante al mestiere di ponteggista. Inoltre, ha ottenuto dal Consorzio Edili Veneti il noleggio, a prezzo contenuto e “solidale”, dei ponteggi. In questo modo si potrebbero fare i necessari ponteggi e i necessari intonaci. I principi di fondo del progetto originario sarebbero ribaditi e resi più efficaci dal fatto che il mestiere di ponteggista è davvero richiesto sul mercato del lavoro.

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“Senza il secondo finanziamento, che qui richiediamo – spiegano gli organizzatori – le mura del chiostro sarebbero intonacate solo ad altezza d’uomo e tutto il lavoro risulterebbe misero, meno completo e bello. Se invece questo secondo progetto venisse finanziato, le facciate sarebbero completate e acquisterebbero maggiore dignità. Inoltre i detenuti avrebbero la possibilità di ricevere una formazione professionale davvero utile da spendere dopo la conclusione della pena“.

“Nel caso in cui non riuscissimo a raggiungere l’obiettivo di budget che ci consentirebbe di attivare il progetto “Da detenuti a ponteggisti”, utilizzeremmo le donazioni raccolte a favore delle attività dell’Associazione”  fa sapere La gabbianella e altri animali”, nata nel 1999 per occuparsi di adozione e di affidamento. E’ stata iscritta nel Registro Regionale delle Associazioni di Volontariato della Regione Veneto dalla nascita al settembre 2012, ora è un’associazione di Promozione Sociale.

gabbianella“La gabbianella” ha reperito, formato e sostenuto genitori adottivi e affidatari. Oggi cerca soprattutto di  prevenire il distacco tra i bambini e i loro genitori nei vari modi possibili, attraverso forme diverse di solidarietà familiare. Si occupa dei bambini presenti nel carcere femminile della Giudecca: provvede ad accompagnarli ogni giorno all’asilo comunale, li porta a giocare fuori dalla casa di reclusione nelle festività e al mare d’estate. E’anche  presente nella Casa Circondariale di S.M. Maggiore per sostenere i figli dei detenuti durante i colloqui con i padri.