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Studiate da geometri, ingegneri o architetti? Al Festival di Trento si presentano due nuove professioni

Fino a sabato 17 ottobre, a Trento, c’è il Festival delle professioni; un’occasione unica in Italia – secondo l’assessora provinciale alle Politiche giovanili Sara Ferrari – “di confronto e di riflessione per i giovani iscritti agli ordini professionali e ai lavoratori autonomi, ma anche un’opportunità formativa e informativa rivolta alla cittadinanza. Tra i valori aggiunti di questo festival l’apporto degli organizzatori, giovani professionisti che ogni giorno, sul campo, sfidano il mercato”.
Quest’anno – il quarto consecutivo dal lancio nel 2012 – il Festival delle Professioni sperimenta un nuovo approccio destinato a solleticare non solo l’attenzione di lavoratori autonomi e di giovani professionisti, ma anche la curiosità del grande pubblico, con un programma più vasto in termini di estensione e di contenuto. Per cinque giornate (dunque due in più che un tempo), il programma andrà a toccare la più stretta attualità e la storia passata, l’economia e lo sport, la tecnologia e lo spettacolo.

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Fra le varie proposte del programma, il lancio in anteprima nazionale di due opportunità di specializzazione per professionisti e studenti del settore edile, oggi 14 ottobre a Palazzo Geremia dalle 17 alle 19. Due nuove figure professionali del settore edile che potrebbero aprire nuovi sbocchi professionali ai giovani e agli operatori.
L’iniziativa è dei Sercomated, società creata con lo scopo di realizzare servizi per i distributori di materiali edili, per contribuire a migliorare la cultura imprenditoriale del settore e per studiare e realizzare forme di riduzione dei costi di interfaccia tra le figure presenti nella filiera distributiva, con il patrocinio di Federcomated (Federazione nazionale commercianti cementi laterizi e materiali da costruzioni edili), e parte dall’idea che il futuro del settore delle costruzioni è legato soprattutto alla riqualificazione degli edifici, e alla necessità di una figura professionale diversa da quella del progettista tradizionale.

Il progettista sistemico e il tecnologo delle costruzioni rappresentano se vogliamo – spiegheranno oggi gli organizzatori – due “neologismi” che individuano un operatore al passo con i tempi, esperto di pacchetti e sistemi costruttivi nonché di tutte le innovazioni e tecnologie volte alla riqualificazione degli edifici, compresi gli elementi di domotica etc. Con possibilità di riscontri occupazionali sia nell’ambito della libera professione, sia nel mondo della produzione, fino all’ambiente degli store specializzati di materiali edili.

In particolare il tecnologo in tecnologie della fisica delle costruzioni, da non confondere con un tecnico di laboratorio, è una figura professionale che unisce aspetti dello scienziato con quelli dell’ingegnere. Nei Paesi anglosassoni la figura del tecnologo (technologist) può essere sinonimo di scienziato applicato oppure ingegnere.
Il tecnologo è in grado di svolgere lavori simili a quelli di un ingegnere o uno scienziato/ricercatore, riceve una formazione più orientata alle applicazioni e, lavorando in team, può migliorare processi produttivi delle costruzioni, gestire il controllo della qualità, effettuare analisi statistiche o risolvere problemi applicativi.

Allo stesso modo, il progettista sistemico sarà in grado di progettare una ristrutturazione – e, naturalmente, una nuova costruzione – utilizzando tutti i più innovativi sistemi e materiali a disposizione, fornendo soluzioni moderne e chiavi in mano all’utente finale.

Ambedue infatti andrebbero a rispondere all’esigenza di una conoscenza approfondita dei sistemi e dei pacchetti costruttivi (composti da più materiali che collaborano per l’ottenimento di un determinato risultato di performance abitativa, sia essa acustica, termica, sismica etc.) nonché delle loro azioni sinergiche all’interno dell’edificio in modo da raggiungere gli standard qualitativi ed energetici richiesti. Un modo, anche, per ridare appeal a corsi di studi come quelli di Geometri, Periti, Architetti e Ingegneri dei materiali che negli ultimi anni hanno registrato un calo di iscrizioni perché la crisi del settore ha prefigurato negli studenti la sensazione che questo genere di professioni non potessero dare sbocchi lavorativi.

L’incontro è a partecipazione gratuita fino a esaurimento posti.