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Il colosso delle farine e l’osteria solidale: missione Burger (di tutti i tipi, in salsa etica)

Della vecchia centrale del latte è rimasto solo il nome: Plip.

Adesso è un contenitore, la sede rimasta inutilizzata per lustri e ristrutturata dieci anni fa dal Comune di Venezia. Doveva ospitare il distretto sanitario, poi gli uffici dell’anagrafe. Alla fine nello spazio multifunzionale che tuttora ospita maratone di ballo per anziani (qui nascono nuovi amori, ma soprattutto qui – fra una piroetta e l’altra – si insegna come difendersi dalle truffe), happening e spettacoli musicali, ha trovato casa anche un’impresa sociale.

Ci sono voluti due anni perché l’Osteria Plip, arredata con sedie di seconda mano e tavoli ricavati da pallet (e i bicchieri sono fondi di bottiglia), riuscisse a conciliare rispetto del gusto, inclusione di soggetti svantaggiati ed equilibrio dei conti. “Oggi – dice il direttore David Marchiori con il presidente della cooperativa Sesterzo Sandro Mazza – abbiamo 14 dipendenti, 10 dei quali a tempo indeterminato, abbiamo stabilizzato un inserimento lavorativo e ne stiamo per inserire altri due part time“. Nel frattempo l’Osteria Plip ha raggiunto una media di tremila coperti al mese affinando la propria offerta in cucina. Nel menù c’è anche il famoso Sally’s Sandwich (pane nero di segale, carne pastrami, cipolle, formaggio, cetriolini), quello che ordinava Meg Ryan nella scena cult di “Harry ti presento Sally“.

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Qui ne sono nati di ogni tipo: l’ultimo è l’EmiliaBurger (con svizzera di maiale, manzo e salsiccia, pelati. misto soffritto e crema di parmigiano), poi c’è il BoletoBurger (doppi porcini del Cadore, pastellati e in forno, formaggio di malga e rucola), il RastaBurger (maionese di canapa, pane alla canapa, verdure e cheddar cheese), il NormaBurger (pane di produzione propria, melanzane pastellate, pomodori datterini Confit, ricotta salata, mayonese al basilico): non solo un luogo dove si mangia, ma anche dove molte persone, spesso meno fortunate di altre, possono trovare dei percorsi lavorativi e di relazione adeguati e gratificanti.

Abbastanza da attirare l’attenzione di Agugiaro&Figna,  un colosso da 180 milioni di euro di fatturato, ha voluto portare con sé gli chef dell’Osteria al prossimo Salone del gusto di Torino. L’azienda veneta-emiliana, leader sul mercato italiano per le farine da pizza con il brand Le5Stagioni, ha scelto la manifestazione per presentare in anteprima assoluta la propria linea di farine dedicate alle ristorazione. “Tradizione, gusto e produzione responsabile delle materie prime sono i concetti principali che da anni guidano le evoluzioni del centro di ricerca e sviluppo dei mulini Agugiaro&Figna  – spiega l’azienda – che sposa a pieno i valori del più importante salone firmato Slow Food per presentare la nuova linea A&F Alta Cucina & Farina. Una nuova linea di farine al plip4servizio di tutti coloro che fanno delle materie prime, e in questo caso della farina, non solo un ingrediente bensì quel componente fondamentale capace di determinare la vera identità di un preparato di panificazione, di una pasta fresca o di una frittura”.

L’azienda, attiva dal XV secolo, diretta ora da due famiglie (ciascuna interessata direttamente da otto generazione), 280mila tonnellate di macinato all‘anno, ha tre stabilimenti – a Parma, Padova e Perugia – specializzati per rispondere a tutta la gamma di esigenze del mercato quali l’industria, la panetteria tradizionale, il catering, la Gdo e le pizzerie. Con il marchio Cinque Stagioni infatti è leader sul mercato italiano per le farine da pizza ed esporta in 70 Paesi nel mondo; oltre al prodotto, crea interazione e collaborazione con il cliente e fornisce assistenza tecnica e di marketing per panettieri e pasticceri.

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Agugiaro&Figna Molini sarà presente nell’area Mercato allestita presso il Parco del Valentino, insieme all’ambasciatore d’eccellenza designato per l’occasione: proprio l’Osteria Plip, sulla base di valori comuni con “un luogo storico e strettamente legato al suo territorio che ogni giorno propone la freschezza in tavola con piatti che variano in base ai prodotti di stagione per garantire ricette realizzate con le materie prime di qualità”. Qui, dove il tramezzino è nato, gli chef ne porteranno una versione gourmet elaborata a Mestre. Che non a torto si considera la seconda patria del tramezzino. Ma al Salone del gusto “Terra madre” gli chef dell’Osteria Plip di Mestre porteranno anche i propri hamburger rivisitati con tre piatti della tradizione culinaria italiana.
Intanto la cooperativa che gestisce il locale sta studiando con l’amministrazione comunale nuovi progetti di inclusione sociale da ospitare nella vecchia centrale del latte. Dopo tutto, l’appetito vien mangiando.

plip1Al Salone del Gusto di Torino l’Osteria Plip by Agugiaro&Figna proporrà tutti i giorni dalle 10 alle 19 spuntini tipici al banco e su prenotazione tre temi di degustazioni ispirati a tre cucine regionali, siciliana, piemontese ed emiliana, tutto in forma di burger. L’Osteria – al cui interno sarà possibile assaggiare lo storico tramezzino gourmet, nato a Torino e reinterpretato originalmente a Venezia, al bancone del bacaro – offrirà la possibilità di prenotare due tipi di degustazioni: una  al tavolo singola e una verticale. Quest’ultima proporrà l’assaggio dei tre burger accompagnato da una bottiglia di birra. Le degustazioni sono prenotabili al sito dell’evento, entro il 18 settembre.

 

 

 

 

 

</span></figure> L’osteria oggi
L’osteria oggi
</span></figure> La vecchia Plip
La vecchia Plip