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Otto ragazze (che studiano da Piero Angela) in uno scantinato alle prese con le magie della Fisica: #invasionidigitali

Steve Jobs e il suo garage? Pfui. Vuoi mettere otto ragazze in uno scantinato alla prese con le magie della Fisica? Loro sono Anna, Giulia, Laura, Manuela, Marta, Monica, Silvia e Silvia: sono le allieve del Master in Comunicazione delle Scienze dell’Università di Padova, e questa è la storia della loro invasione.

La Fisica in Cantina è un evento organizzato da loro per promuovere un tesoro nascosto in uno scantinato: il museo di Storia della Fisica dell’Università di Padova.
Programmata per sabato 29 aprile (appuntamento alle 15 in via Loredan, 10) nell’ambito delle Invasioni Digitali 2017, iniziativa nata nel 2013 per far conoscere i luoghi del patrimonio culturale che vengono letteralmente invasi da chiunque voglia trasmettere e valorizzare la Bellezza del proprio Paese, e diffusi via smartphone, macchine fotografiche e videocamere per promuovere, attraverso il web, un immenso patrimonio.

La Fisica in Cantina è una “scorribanda” in questo museo pressoché sconosciuto, che pure raccoglie pezzi rari e a volte unici, dal Rinascimento al Novecento.
Astrolabi, telescopi, bicchieri di Tantalo, sfere armillari, battipali, paradossi meccanici… gli strumenti del museo testimoniano vicende di scienziati, esperimenti, spesso curiosi e giocosi, contatti che si stabilirono in varie epoche fra l’Università di Padova e la comunità scientifica internazionale.

</span></figure> Nella foto, in senso orario, dall’alto in centro: Laura Paneghetti, Silvia Missaggia, Silvia Pittarello, Giulia Paladini, Anna Ferrarese, Manuela D’Amen, Monica Zocchi, Marta Rollandin
Nella foto, in senso orario, dall’alto in centro: Laura Paneghetti, Silvia Missaggia, Silvia Pittarello, Giulia Paladini, Anna Ferrarese, Manuela D’Amen, Monica Zocchi, Marta Rollandin

Quella del Master #MCSunipd 2017 è una annata molto pink, con grandi aspettative e tanta curiosità. Le protagoniste di questa storia sono otto aspiranti divulgatrici scientifiche, con una gran voglia di sperimentare e mettersi alla prova.

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Da grandi vogliono fare quello che fa Piero Angela in TV: comunicare la scienza a “mila mila” persone, renderla “popolare”, cioè spiegarla in modo comprensibile a tanti, possibilmente a tutti… si pensa in grande in questo master tutto rosa.
In Italia, del resto, c’è tanto bisogno di familiarizzare con la scienza, di frequentarla per non averne paura, di non fraintenderla per scegliere con consapevolezza, per imparare, per innovare.

Sono fortunate, queste ragazze, perché i corsi che frequentano coniugano lezioni di teoria con momenti di pratica: laboratori di scrittura, giornalismo e ufficio stampa, di comunicazione sui nuovi media, visite a centrali elettriche e a parchi, analisi di mostre e musei.
Eppure la loro curiosità non si placa e torna la domanda: “qual è un modo yeah per rendere la scienza “user-friendly”, accattivante?”

invasioni-copertina-2-1La risposta? A colazione, coi Social

Sono le 6 di un sabato mattina di inizio marzo. Una delle ragazze è già in piedi, smanetta col suo smartphone, saltabeccando da un social all’altro, mentre sorseggia una tazza di caffè caldo.
Alle 9 parteciperà al laboratorio “Comunicazione digitale e Social media” insieme alle sue compagne.
Improvvisamente il suo wall Facebook le mostra un post sponsorizzato:
“Dal 21 Aprile al 7 Maggio ritornano le #invasionidigitali. Organizza un’invasione!”
…un segno?
Lei sa cosa sono le Invasioni Digitali ma era da mo’ che non ne sentiva parlare.
Sbarra gli occhi, deglutisce, sorride tra stupore e soddisfazione e presa dal “morbìn” (“allegria e desiderio sfrenato di fare”, secondo il Dizionario del Dialetto Veneto di Giuseppe Boerio) gira il link via Messenger alle sue amiche/colleghe: “Ragazze, un modo yeah lo abbiamo trovato!!! Che ne dite, ci proviamo?

Un’invasione Digitale? Si può fare!

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Le risposte delle colleghe non tardano ad arrivare. Tanti “wow”, tanti “fantastico”, insomma tanto entusiasmo e “morbìn” anche da parte loro.
Le Invasioni Digitali sono un format ben avviato e di successo, con il quale tutti posso cimentarsi. Si tratta di un gioco di scoperta, condivisione, promozione “dal basso”, realizzata dagli utenti, e creato per valorizzare, via social, il nostro patrimonio artistico e i luoghi meno noti della nostra cultura.
Nei loro 5 anni di attività, le Invasioni Digitali hanno raccolto moltissimi consensi, incoraggiando nuove esperienze di visita ai musei e di fruizione delle opere d’arte.

Pop science actually. Un laboratorio di comunicazione delle scienze, autogestito

30atribometronolletDurante due lezioni “pratiche” del Master, le ragazze avevano visitato due musei: il museo di Geologia e Paleontologia, ospitato nella splendida sede di palazzo Cavalli, e quello di Storia della Fisica, un autentico gioiello custodito, tuttavia, in un luogo assai improbabile: il seminterrato di uno degli istituti del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università. Una specie di cantina, insomma.

Discutendo di Invasioni, tutte insieme si dicono: “Perché non conquistare il Museo di Fisica?”
Detto fatto. Le ragazze espongono l’idea alla curatrice del museo, Sofia Talas, e al direttore del Master, Giulio Peruzzi, che, entusiasti, danno loro carta bianca.
Subito al lavoro, attivano un sorta di laboratorio autogestito al grido di “comunichiamo la scienza per davvero”. Chiedono aiuto all’esterno coinvolgendo associazioni, blogger, partner istituzionali.
Tutti rispondono positivamente. Alcuni addirittura le sostengono attivamente: gli instagramers, IgersPadova e IgersVeneto, l’associazione Sorsi d’Arte di Padova, l’Università.

Son gasate. Si parte.

L’emozione della scienza che stimola l’azione

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Il museo di Storia della Fisica è visitabile solo su appuntamento e l’invasione è un’occasione rara per scoprirne la straordinaria collezione.

Uno degli obiettivi dell’invasione è di mostrare il museo a bambini, adulti, curiosi, influencer affinché ne parlino sui social, raccontando la loro esperienza ad amici e follower.

“La molla che fa scattare la partecipazione attiva di un utente davanti ad un opera è sempre un’emozione”, questo le ragazze lo sanno bene. “L’approccio emotivo-esperienziale favorisce la trasformazione dello spettatore, che guarda l’opera/esperienza, in attore.”

L’esperienza compiuta da un visitatore, libero di agire e stimolato ad interagire con i mezzi che gli sono più graditi, si accompagnerà ad un’emozione che facilita l’apprendimento e mette in moto azioni. Queste azioni lo invoglieranno a produrre, a sua volta, forme d’arte: immagini, racconti, audio, video, del tutto personali e originali.
Questo meccanismo sta alla base dell’apprendimento cognitivo: il soggetto impara perché ha un ruolo attivo nel processo di conoscenza.

Per dirla con due grandi intellettuali, che vissero a cavallo tra Otto e Novecento, Walter Benjamin e Paul Valéry, un’opera contiene in sé un desiderio di relazione con gli altri. È mezzo di condivisione di esperienze ed è “evento” e cioè avviene (dal latino advenio, “giungo, arrivo”) perché arriva al fruitore che, in questa relazione dinamica (o, come si diceva allora, dialettica), diviene a sua volta autore/attore.

“Scienziati d’altri tempi”, per un giorno

75telescopiogregorianoGli strumenti conservati al museo vennero utilizzati nel corso dei secoli dagli scienziati, e raccolti a partire dal Settecento da Giovanni Poleni, fisico e matematico che creò a Padova il primo Teatro universitario di Fisica Sperimentale d’Italia.

Per soddisfare il pragmatismo tipico dei veneti e stimolare l’azione, agli “invasori” del museo verrà offerta l’opportunità unica di diventare per un giorno “scienziati d’altri tempi”: verranno effettuati alcuni esperimenti classici delle lezioni di fisica del Settecento e Ottocento, utilizzando alcuni strumenti della collezione del Poleni, che egli stesso usava con i suoi studenti.

Scopo ultimo del laboratorio autogestito?

Quella delle otto allieve del master è anche una sfida personale, di carattere didattico, e insieme una raccolta di impressioni per eventuali sviluppi futuri. Misurare il gradimento e testare l’efficacia di un certo tipo di comunicazione e di un certo modo di fare divulgazione della scienza sarà utile, infatti, per mettere in pratica gli insegnamenti del Master. Orientarsi su quale possa essere un buon modo per mettere a proprio agio il pubblico su temi scientifici sarà interessante per cominciare a capire dove e come fare divulgazione che crei interesse e comprensione e stimoli sempre più bisogno di scienza.

Piero Angela, stai in guardia!

Ricapitolando

Invasione: La Fisica in Cantina. Alla conquista del Museo di Storia della Fisica dell’Università di Padova

invasioni
Dove: Museo di Storia della Fisica – Padova, Via Loredan, 10
Quando: sabato 29 aprile 2017 alle 15
Quanto: gratis
Per chi: tutti, bimbi compresi
Come partecipare: qui trovi il modulo per iscriverti

Social: gli hashtag ufficiali sono #mcsunipd #msf #invasionidigitali. Puoi già seguire gli aggiornamenti relativi all’evento sulla pagina Facebook

Informazioni: eventi.mcsunipd@gmail.com

Ps: anche questo post è un esercizio per le allieve: lo ha scritto Silvia Pittarello (grazie!)