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L’impresa di portare un pasto caldo a pranzo e a cena, in 16 Paesi e in ogni condizione, lavorando con 40 diverse nazionalità

A bordo di una nave – che sia mercantile o da crociera, o magari una posatubi impegnata per mesi nell’oceano – ma anche su una piattaforma petrolifera o un campo di lavoro come quello che, per due anni, ha ospitato 3mila fra operai e ingegneri impegnati nella costruzione di una diga in Brasile. Situazioni nelle quali non esistono giorni di riposo per chi predispone pranzi e cene.

La veneziana Ligabue – cent’anni da compiere il 21 settembre del 2019 – ha oltre 400 di questi punti di attività nel mondo: qui è nato il catering, e oggi gestisce situazioni di diversa complessità, dal semplice rifornimento di un traghetto alla gestione delle cucine con proprio personale, gestendo 150 fornitori affiliati nei diversi porti del mondo nei quali, in base al piano di viaggio, si decide cosa acquistare e stoccare. Il tutto gestendo 16 società e sedi in altrettante nazioni, 16 sistemi fiscali differenti, 10 valute e dipendenti (6mila persone) di 40 nazionalità.

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Oggi l’impresa cresce: dopo otto mesi di lavoro ha messo a punto l’acquisizione di Maas Shipstores, società fondata nel 1994 che svolge nel porto di Rotterdam servizi di forniture navali, ship supply, transport & logistics, forniture di parti tecniche e di motori, parti di ricambio per navi mercantili, merci e commerciali e per diporto. “Un modo per diversificare l’attività – spiega Inti Ligabue, terza generazione al vertice dell’azienda – ma anche di allargare il portafoglio clienti e proporre un servizio sempre più completo, dalle forniture alimentari a quelle di componentistica”.

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Questa è la seconda acquisizione nell’anno, ma per dimensione la principale: “Unendo il know-how e la piattaforma logistica della Mass Shipstores alle capacità e competenze del Gruppo Ligabue sarà possibile sviluppare servizi aggiuntivi e sempre più moderni per la clientela internazionale. Questa operazione – che è la più importante degli ultimi anni verso un competitor in un’area di rilevanza mondiale – si inserisce in una strategia di sviluppo del Gruppo Ligabue che consolida così la sua presenza nel porto di Rotterdam che diventa anche area di riferimento sempre più importante per le forniture del Gruppo alle attività imprenditoriali nel Nord Europa. L’attività acquisita registra un giro di affari di circa 30 milioni di euro e occupa 70 collaboratori”.

La nuova realtà, che nasce dalla partnership italo-olandese, diventerà uno dei primi player nel porto di Rotterdam: “Abbiamo trovato una azienda simile per storia e valori, familiare anche se con una forte componente manageriale. Negli ultimi anni era finita in difficoltà perché le banche avevano deciso di togliere risorse al settore marittimo, una situazione che conosciamo e che abbiamo visto altre volte, ma che determina crisi non legate a oggettive carenze interne. Averla messa in sicurezza è una soddisfazione anche personale, così come il riconoscimento che ci è stato dato per la velocità e la determinazione nel portare a termine l’operazione. Quasi come se fossero abituati a vedere gli italiani come prede, più che altro“.

img_6077Il Gruppo Ligabue – 300 milioni di fatturato annui (70% del quale sviluppato all’estero) con un incremento del 10% rispetto al 2016 – è uno storico player nel settore del Food Service, specializzato nei servizi di approvvigionamento e ristorazione per il mercato marittimo e industriale legato alle risorse energetiche dall’Africa al Sud America, dall’Europa al Kazkhstan, alla Russia. Fondato a Venezia nel 1919 – in sede lavorano 90 persone – sviluppa servizi di approvvigionamento, di catering e di facility management che vanno dalle attività marittime come navi da crociera, traghetti (i principali operatori in Italia, come Grimaldi), navi da carico; oltre ad attività operanti nell’Oil & Gas, mining e construction, come piattaforme off shore e campi on shore in zone remote. “In queste condizioni – spiega Ligabue – portare a tavola pranzo e cena è una impresa che si copre di significato: ci sono persone lontane da casa per lavoro, il momento del pasto e della convivialità è importante. Non solo: ci sono diversi gusti, culture, esigenze anche dal punto di vista religioso. E bisogna accontentarle e rispettarle tutte”.

Gli addetti sul posto si turnano seguendo le regole internazionali. Dal 2013 il Gruppo Ligabue è certificato da bureau veritas per il reclutamento e impiego del personale marittimo. Ciò comporta l’obbligo di seguire le direttive stabilite dalla convenzione internazionale in materia di ricerca,  selezione e reclutamento del personale impiegato a bordo di navi da crociera e attività off shore.  Attualmente il Gruppo impiega circa 600 marittimi  ogni anno, quasi 900 se consideriamo il turnover imposto dalle scadenze contrattuali e relativi periodi di riposo.

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Il personale proviene da Italia, Europa e da varie altre nazioni extra europee. La componente femminile si aggira attorno al 35%. A bordo delle navi da crociera si raggiunge il 50%; in misura inferiore nelle attività off shore dove la natura dell’attività e le condizioni ambientali rendono meno attraente l’impiego di personale femminile.

Inti Ligabue è entrato in azienda nel 2005: “Solo negli ultimi tre anni il personale a Venezia è cresciuto del 18%, compresa una squadra di dieci nuovi manager per seguire tutti gli aspetti di una attività così complessa. Abbiamo avuto le nostre difficoltà, ma avere alle spalle un secolo e avere sfiorato due guerre mondiali fortifica: nel secondo semestre del 2018 valuteremo altri dossier già aperti per possibili nuove acquisizioni, con l’obiettivo di crescere ancora”.

C’è anche un risvolto sociale: Ligabue Responsibility è il settore del Gruppo Ligabue che si occupa di iniziative etico-sociali e culturali.

Il Gruppo supporta la Fondazione Giancarlo Ligabue che da oltre quarant’anni favorisce lo svolgimento di attività di promozione culturale e di ricerca con particolare riferimento ai settori dell’archeologia, antropologia, paleontologia, scienze naturali ed arti figurative, anche attraverso manifestazioni aperte al pubblico, mostre a tema, conferenze, pubblicazioni, editoria, consulenze scientifiche, restauri, erogazioni filantropiche, sia in Italia all’estero.

Molte le attività in programma per il 2018, in particolare le mostre a Venezia “Il Mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella collezione Ligabue” e “Idoli: gli sguardi del potere”.