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La tecnologia dei droni, il know how della mummia: l’ex fabbrica di alluminio più grande d’Italia è la nuova casa dell’innovazione

Un complesso che era –  al momento della sua apertura, nel 1937 –  il più grande stabilimento per la produzione di alluminio in Italia. Qui, dal recupero del sito industriale ex Alumix di Bolzano, storico stabilimento fatto costruire da Mussolini nel 1937, è nato NOI Techpark, la nuova casa dell’innovazione italiana al centro dell’Europa con 750mila metri cubi  (190mila già completati) a disposizione delle aziende che scelgano l’Alto Adige come location per sviluppare l’innovazione ai massimi livelli.

L’impatto è potente: l’entrata è un edificio chiamato Black Monolith, il monolite nero, con una copertura rivestita di pannelli fotovoltaici scuri e lastre in schiuma d’alluminio scura. Un esempio di architettura razionalista, tutelato e integrato con la modernità rappresentata dal monolite orizzontale che richiama 2001, Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Una metafora che prosegue con la leggera inclinatura della struttura che serve a ricordare l’uomo che si alza in posizione eretta, a mano a  mano che procede nella sua evoluzione.  E di notte, un’illuminazione da set cinematografico esalterà la monumentalità del luogo, segnalando  l’incessante lavoro che si svolge al suo interno.


Sono già sessanta i progetti imprenditoriali che hanno superato l’esame di selezione per entrare in NOI Techpark, appena inaugurato. Fra questi c’è MavTech (che sta per Micro Aerial Vehicles Technology) , spinoff creata nel 2005 – all’alba della tecnologia dei velivoli senza pilota – da due docenti del Politecnico di Torino. Oggi ha due dipendenti, e si occupa di droni, dal disegno e progettazione in base alle esigenze specifiche di chi lo ha richiesto fino all’integrazione con telecamere, sensori e altre tipologie di dotazioni.

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NOI è un acronimo che richiama la prima persona plurale e significa «Nature of Innovation»: nel nome racchiude la particolarità di tenere uniti, in un parco tecnologico pienamente integrato nel tessuto urbano e nella vita sociale della città di Bolzano, centri di ricerca pubblici, imprese innovative e laboratori di ricerca applicata.

Qui  l’innovazione si «mette in pratica» all’interno di oltre 20 laboratori a disposizione di imprese e istituti di ricerca: ci sono anche  sei istituti di ricerca pronti a collaborare con le imprese: Fraunhofer Italia, Eurac, Università di Bolzano, Agenzia CasaClima, Laimburg, Eco Research.

Per supportare le aziende, ad esempio, l’ateneo metterà in campo dieci team di ricercatori che si concentreranno su data science, design, family business, tecnologie alimentari, efficienza e produzione energetica, automazione e innovazione agroforestale. Tra le attività dei laboratori firmati Unibz rientreranno ricerche per migliorare l’assetto in sicurezza dei trattori impiegati nell’agricoltura di montagna (una delle principali cause di infortuni sul lavoro) o quelle sugli involucri nell’edilizia o, ancora, l’utilizzo di impianti pilota per sviluppare nuovi prodotti alimentari.  La vicinanza stimolerà poi collaborazioni tra imprese e istituti, ma anche tra gli stessi centri di ricerca. Sono infatti già previsti i primi due laboratori gestiti a quattro mani: l’«Environmental Sensing Lab», che aprirà nel 2019 per sviluppare tecnologievolte a migliorare il monitoraggio dell’ambiente,  gestito da Università ed Eurac Research; il laboratorio Nuclear Magnetic Resonance (NMR), che da ottobre 2018 permetterà ai ricercatori di Università e Centro Laimburg di verificare e autentificare l’origine dei prodotti agricoli. Tra i progetti anche quello di continuare la ricerca sulle proprietà di prodotti tipici, come le mele.

blackmonolith4_previewNon solo gli imprenditori si avvarranno dei servizi offerti dai ricercatori al NOI Techpark, ma anche l’Agenzia CasaClima: «Trasferendo la nostra sede nel parco tecnologico potremo sfruttare al meglio le sinergie e ulteriormente rafforzare la collaborazione di ricerca nell’ambito dell’efficienza energetica sia con l’Università che con Eurac Research», spiega  il d irettore Ulrich Santa. E la vicinanza a laboratori e altri ricercatori sarà un valore aggiunto anche per le attività del Fraunhofer Italia, sede italiana dell’istituto specializza in Industria 4.0: «Essere all’interno di un parco tecnologico, con il suo brulicare di idee, ci permetterà di ampliare ulteriormente il nostro portfolio di servizi di ricerca applicata per le Pmi» commenta il direttore Dominik Matt.

Alcuni dei laboratori ospitati all’interno del Techpark prendono poi spunto dal territorio che li circonda. Così, ad esempio, Eurac Research costruirà entro  fine 2018 un simulatore in grado di ricreare le condizioni climatiche più estreme presenti in alta quota e in natura: saranno riprodotti pressione, temperatura, vento e altre caratteristiche presenti sulla terra fino a 9mila metri d’altitudine. Un laboratorio che potrà servire a testare la resistenza di materiali tecnici, utile a più settori, come quello dell’automotive. Sempre  Eurac dà valore a una delle eccellenze della ricerca altoatesina: il know how nella conservazione delle mummie, conseguenza del lavoro fatto negli ultimi 25 anni su Ötzi, l’uomo del Similaun rinvenuto nel 1992.

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Nel  nuovo quartiere green sorto nella zona industriale di Bolzano – oltre 100 milioni di euro di investimento pubblico che raddoppieranno grazie al coinvestimento privato – hanno già trovato casa 40 startup italiane, e  20 imprese innovative hanno già prenotato lo spazio. Tutte entreranno entro il 2018 nel nuovo quartiere, che vivrà  in simbiosi con la città grazie a ristoranti, un teatro a gradoni per appuntamenti serali e  un centro eventi composto da quattro sale.

«I laboratori del parco tecnologico saranno il punto d’incontro tra sapere ed esigenze del mercato: la volontà delle aziende di innovare per restare competitive sul mercato troverà unarete di competenze ancora più reattiva e trasversale rispetto a quanto succede già ora», afferma Arno Kompatscher, presidente della Provincia aAutonoma. « Si tratta – aggiunge – di un patrimonio che mettiamo a disposizione del Sistema Italia».

lab_previewE le aziende hanno il nome di  Huawei, Maccaferri, Leitner, Grandi Salumifici Italiani e altre che hanno già scelto il NOI – progettato dallo studio Claudio Lucchin e da Chapman Taylor – per installare i propri centri di ricerca: «La nostra struttura è aperta  – continua Kompatscher – per accogliere tutte le aziende innovative italiane che vogliano sviluppare in sinergia con il territorio altoatesino un’innovazione capace di mettere al centro il territorio, la natura e l’uomo». Così la divisione infrastrutture Ict di Huawei, colosso cinese dell’Ict, costruirà un Innovation hub per le attività R&S nei settori green, alpine, food, automation e welfare. Huawei è già partner tecnologico di Alperia, società pubblica per l’energia, per lo sviluppo della banda larga in Alto Adige. A Bolzano partirà un nuovo reparto per elaborare e sviluppare infrastrutture Ict nel campo della safe e smart city e dell’Internet of things. Alla pari delle altre realtà, anche Huawei ha sostenuto la procedura di selezione perentrare in NOI Techpark, dove, spiega Ulrich Stofner, direttore del Dipartimento provinciale economia, innovazione ed Europa, «passato e futuro si incontrano».

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