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Chi, come, dove e perché ha riempito l’aula del primo corso di disegno brutto a Treviso

“Nessuno, a parte forse un paio di persone, credeva di poter stare un giorno intero, otto ore a disegnare, senza requie e senza rimorsi. A imbrattare più di una risma di carta, a vedere cosa si può fare a tracciare segni, cosa si può evocare, cosa spiegare, cosa scoprire. Eppure disegnare è una rivelazione. Lo potevamo fare anche noi, potevamo farcela. E possiamo farlo mentre lavoriamo, anzi, per migliorare il lavoro”.

Un venerdì di settembre, a Treviso, 12 persone si sono presentate al primo corso di disegno brutto (*correzione inserita a fondo pagina) organizzato in regione: docente Alessandro Bonaccorsi creatore del format Disegno brutto, grafico e illustratore (autore del libro Illustrazione. L’immaginario per professione.) con il supporto di Silvia Toffolon, ideatrice del Great meetings notebook (ricordate? il taccuino che guida a prendere appunti in modo proficuo, lanciato con una campagna di crowdfunding) e facilitatrice (cioè colei che supporta le aziende e migliorare i loro processi organizzativi).

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Taglio della giornata su misura per manager imprenditori e consulenti. Obiettivo, insegnare a raccontare idee e punti di vista con le immagini (e a risolvere problemi aumentando la chiarezza). “L’idea è nata durante una telefonata in cui ci stavamo raccontando le ultime attività prima di andare in ferie – racconta Silvia – il nostro punto in comune è che entrambi nel nostro lavoro facciamo disegnare le persone, non per realizzare opere d’arte ma per rendere evidenti i propri pensieri e per tenerne traccia trasformandoli in progetti, flussi di lavoro o piani d’azione. Veniamo educati a usare le parole ma non a disegnare per farci capire. ll disegno è concepito per una produzione estetica, ma non utile”.

Così si è pensato ad affrontare i condizionamenti che ci impediscono di disegnare, e a capire i processi mentali che usa chi fa un certo tipo di illustrazione.

“E’ stato entusiasmante vedere i partecipanti, spesso abituati a usare solo la tastiera del computer o lo schermo del telefono, impegnarsi a eseguire gli esercizi richiesti usando penna, matita e pennarelli. Ed è stato bello accogliere Alessandra che è arrivata direttamente da Rimini pur partecipare a questa edizione speciale”.

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Il pensiero visivo sta guadagnando sempre più interesse in tutti quegli ambiti in cui è necessario comunicare bene, comprendersi e riuscire a stimolare discussioni o processi creativi: “Lo si chiama Visual Thinking, pensando che sia qualcosa di più di imparare a pensare per immagini, ma è un’attitudine che tutti abbiamo e che per vari motivi spesso non coltiviamo. La nostra mente associa continuamente concetti e immagini, parole e immagini, ma non sappiamo come tradurre tutto questo lavoro, spesso nascosto sotto trame intricate di neuroni che lavorano incessantemente, anche se non lo crediamo…”.

Eppure il disegno è lo strumento più potente che abbiamo per supportare il pensiero visivo. Disegnare è un atto altamente creativo quasi immateriale e istantaneo nel suo scorrere dai pensieri giù sul foglio, attraverso un inchiostro nero che potremmo aver prodotto noi stessi. È il pensiero che si fa liquido e si trasforma, sublimandosi, creando nuovi percorsi, nuove idee.

brutto3Per il corso di Disegno Brutto versione Visual Thinking edizione Treviso i partecipanti sono stati accolti in un’aula non tradizionale: lo Spazio Caffelarte,  che ha messo a disposizione una sala con un’intera parete/lavagna su cui disegnare. “Pur non essendo Treviso un grande centro, è un esempio di come nel Veneto ci siano un bel numero di consulenti e aziende che vogliono sentire parlare linguaggi nuovi, che ci tengono all’engagement, al divertimento e all’azione. E che hanno grande interesse verso il Visual Thinking. Non ne possiamo più di questo mondo fatto di slide, piene di elenchi puntati e di testi piccolissimi, che per la nostra mente hanno un effetto tremendo, di confusione e rumore. Le slide, ammettiamolo, ci lasciano spesso senza un ricordo, senza un fremito, senza niente di memorabile. E così ci siamo dimenticati di disegnare, di usare le lavagne e i gessetti, di spiegare le cose con un disegno, di tracciare linee. Che è quello che facevamo da bambini e poi non abbiamo più fatto perché ci hanno detto che dovevamo diventare più intelligenti e smetterla di disegnare. Così abbiamo smesso”.

Ma non è mai troppo tardi (prossima edizione del corso già in preparazione, probabilmente per gennaio o febbraio).

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(*) correzione iserita 2 novembre 2017: quello di Paese è stato il primo corso di disegno brutto in edizione visual thinking in Italia oltre che in Veneto  Mentre come disegno brutto in generale si tratta del 3° in Veneto.