L’economia circolare in un pannolino usato: a Treviso il primo impianto per il riciclaggio, unico al mondo

Il pannolino è una brutta bestia, per chi si occupa di rifiuti, perché ne contiene tre: l’umido, la plastica, la carta. E si butta pure ben arrotolato.

Così dice l’ingegner Marcello Somma, che ha progettato l’impianto appena inaugurato a Lovadina di Spresiano (Treviso), nella sede di Contarina Spa: è il primo impianto su scala industriale al mondo in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati (pannolini per bambini, per l’incontinenza e assorbenti igienici), trasformandoli in materie prime ad alto valore aggiunto come plastica, cellulosa e polimero super assorbente che potranno essere riutilizzati in nuovi processi produttivi.

Nella foto, l’ingegnere ha in mano una gruccia prodotta proprio con il materiale di recupero, ma ci sono anche mollette da bucato, contenutori per i rifiuti e altro ancora. Da notare il colore: azzurro. Di solito quel che si produce dal materiale riciclato è scuro, ma i pannolini partono da componenti pregiate, compreso il film di plastica deve stare a contatto con la pelle delicata dei neonati. E poi sono oggetti bianchi, rosa o celesti, chiari insomma: questo allarga le opportunità di riutilizzo.

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Un esempio di economia circolare pronto per essere esportato sotto forma di impianti pensati per inserirsi in strutture già esistenti di recupero e trattamento rifiuti, a misura di città o consorzi di comuni, minimizzando l’impatto.

La tecnologia è sviluppata e brevettata in Italia da Fater Spa, joint venture paritetica fra Procter & Gamble ed il Gruppo Angelini e leader di mercato in Italia nella produzione e commercializzazione di prodotti assorbenti per la persona: in Italia si usa un milione di tonnellate di pannolini all’anno: in questo modo diventa riutilizzabile una categoria di prodotti sino ad ora non riciclabili.

pannolino2L’impianto, unico in Europa e nel mondo, ha l’obiettivo di confermare l’efficienza su scala industriale della tecnologia, per trattare, a regime, 10mila tonnellate l’anno di prodotti assorbenti usati, così servendo una popolazione di circa 1 milione di persone. Si trova nella sede di Contarina Spa, società che si occupa di gestione e di raccolta dei rifiuti in 50 comuni del bacino Priula, dove è stato mostrato il suo funzionamento.

I pannolini vengono raccolti dai contenitori posti in case di riposo e ospedali, ma anche dalle famiglie con bambini: il processo è completamente automatizzato in tre fasi: il materiale viene scaricato su nastro trasportatore e messo sotto pressione per contenere gli odori. Segue la sanificazione che elimina la carica batterica, poi essiccazione e smistamento. Da ogni tonnellata di rifiuto si ottengono, eliminata l’umidità, 150 chili di cellulosa, 75 di plastica e altrettanti di polimero super assorbente. Da questi si producono infiniti altri prodotti, dal packaging per nuovi pannolini alle grucce per armadi, mentre per il polimero si studiano applicazioni, dalle lettiere per gatti all’agricoltura, dove potrebbe essere usato per trattenere l’acqua vicino alle colture.

L’impianto «si regge economicamente», precisa Giovanni Teodorani Fabbri, al vertice della Business unit di Fater per il riciclo: «Puntiamo all’industrializzazione del nostro processo di riciclo entro il 2018 e a breve installeremo un impianto con ulteriori innovazioni in Olanda».

«Una rivoluzione – spiega Franco Zanatta, presidente di Contarina, società pubblica che gestisce i servizi ambientali per 50 comuni del Trevigiano –. Per la prima volta un’azienda si occupa del fine vita dei propri prodotti, nel segno dell’economia circolare».
Fater è una azienda italiana con base a Pescara, joint venture paritetica fra Procter & Gamble e Gruppo Angelini (che si alternano al vertice); produce e distribuisce in 39 Paesi, nei mercati dell’Europa Centrale, Occidentale e Orientale, Medio Oriente e Africa, i prodotti a marchio Ace Neoblanc e Comet, e per l’Italia produce e commercializza con marchio Pampers, Lines, Lines Specialist, Tampax. Gli stabilimenti di produzione sono a Pescara e Campochiaro (Cb), all’estero in Portogallo, a Porto, e in Marocco. «Cercavamo un partner per gestire logistica e trasformazione – spiega Roberto Marinucci, vicepresidente P&G –. A Contarina siamo arrivati grazie all’eccellenza loro riconosciuta nel settore».

La tecnologia è pensata per essere replicata nei centri di trattamento rifiuti, senza dover creare nuove strutture di impatto elevato. Il progetto Fater sarà sostenuto a livello mondiale da P&G,«in piena sintonia con la visione della multinazionale di coniugare crescita economica e attenzione all’ambiente attraverso iniziative e prodotti che migliorano la qualità della vita ».
pannolino3Un esempio concreto di come l’industria possa creare sviluppo e crescita senza venire meno ai requisiti della sostenibilità ambientale e dell’uso efficiente delle risorse, che è valso a Fater Spa il riconoscimento Legambiente di Circular Economy Champion”, conferito direttamente dalla Commissione Europea.

I vantaggi ambientali ed economici – spiegano in azienda – sono evidenti: innanzitutto l’eliminazione dei prodotti assorbenti da discariche ed inceneritori che evita emissioni equivalenti a quelle assorbite ogni anno da oltre 30 mila alberi. Se esteso a tutto il territorio nazionale, questo sistema industriale consentirebbe di ridurre le emissioni climalteranti prodotte ogni anno da oltre 100 mila automobili.

E poi il riciclo in materie prime di elevata qualità che saranno utilizzabili in molteplici nuove produzioni. Da 1 tonnellata di rifiuti raccolti in maniera differenziata infatti sarà possibile ricavare fino a 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente, che potranno essere impiegati in nuovi processi produttivi restituendo dunque una nuova vita – sotto una diversa forma – ai prodotti assorbenti usati.

Fater spa ha iniziato lo studio e lo sviluppo della tecnologia nel 2008 provando innanzitutto la capacità del processo con macchine in piccola scala per poi confermarne l’efficacia a volumi sempre maggiori. I dati prodotti e le esperienze maturate durante la fase di sperimentazione sono stati riversati nel modello inaugurato a Treviso.

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Fai la raccolta differenziata e hai lo sconto dal parrucchiere, in pizzeria, al bar o al museo (buone idee da esportazione)