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Storia di un cioccolatino capace di raccontare molte storie (e una città, e un paio di musei)

La prima generazione, agli albori dell’era italiana di Rovereto, vendeva spezie. La seconda ha aggiunto  cioccolata e confetti. La terza si è messa a produrre: dal progetto al prototipo, cioccolatini “su misura” capaci di raccontare una storia, che sia quella di una città, di un museo o di una azienda di telecomunicazioni o di uno studio di architettura.

“Sono cresciuto rubando la cioccolata in negozio” racconta Walter Tomio, che ora con tre dipendenti (sette in stagione) e una rete di artigiani cioccolatieri nel Nord Italia guida la Exquisita, che discende dall’azienda fondata negli anni Venti. Il marchio Exquisita nasce invece nel 2003.

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Una gioventù lontano dall’azienda di famiglia, una pausa di riflessione nella solitudine di un deserto americano per ritrovarsi dopo un periodo difficile, e poi la famiglia, i figli, il desiderio di prendere in mano l’attività aggiungendo un tocco personale. Il nome, Exquisita, si deve a un’intuizione: “Stavo sfogliando insieme alla mia piccola figlia il diario che tenevo nel deserto, e mi sono imbattuto in una pagina sulla quale avevo scritto che uno dei miei sogni sarebbe stato far sorridere la gente della mia città con un cioccolato squisito. Poi me ne sono dimenticato: questo era solo uno dei tanti sogni, fino alla rilettura del diario nel 2003″.

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Per l’azienda “la scelta – spiega Walter – è stata di non investire su una struttura produttiva interna, che in qualche modo può diventare un limite: così invece andiamo a cercare l’abilità e la specializzazione che ci serve dove è ai massimi livelli. In Piemonte, ad esempio, per la lavorazione delle nocciole. La nostra forza è partire da una storia, dalla sua narrazione, e trasformarla in un cioccolatino unico”.

Un esempio? L’ultima nata è la pralina dedicata a Palazzo Ducale di Venezia: una architettura complessa come lo storico edificio e quello che contiene. Perfino le materie prime scelte testimoniano il legame della Serenissima con l’Oriente, i suoi commerci, l’incontro di civiltà diverse: ci sono arancia e mandorla, che arrivando dall’Oriente hanno trovato una casa accogliente in Italia, e la nocciola, altro dono di un Paese lontano, il primo albero a risvegliarsi a primavera anticipandone la luce. Dalla Cina arriva il pepe di Sichuan, mentre il cacao – fra le migliaia di tipi che esistono al mondo – arriva dalle valli pluviali del Sudamerica, l’Occidente più a ovest che si possa trovare, così da mettere la laguna proprio al centro. E poi il packaging, con il leone di Venezia, e il simbolo dei suoi musei.

prallineIl contatto con Venezia è nato dall’esperienza di Exquisita con un altro museo, il Mart di Rovereto: in questo caso un  guscio in cioccolato extra fondente a simboleggiare  un contenitore raffinato, ripieno in pasta di lampone come omaggio ai piccoli frutti del Trentino e al centro un acino di uva bianca, come quella che cresce nelle valli (ma senza semi per non disturbare l’assaggio).

“Ultimamente fra i clienti sono arrivate coppie di sposi che cercavano una bomboniera particolare, ma anche piccole aziende e perfino privati che volevano un cioccolatino su misura dei propri gusti. Basta un quantitativo anche piccolo, una dozzina di chili di cacao, e due o tre settimane di attesa per le “storie” più semplici da raccontare”. In altri casi possono volerci anche mesi di studio e approfondimento. “Il cioccolato è plastico, farlo a forma di monumento o di stemma sarebbe semplice: noi scegliamo di trasformarlo in una ricetta capace di trasmettere un significato”. Nel caso della pralina per Venezia, poi, resta la sensazione di non essere riuscito ad afferrare il messaggio per intero, “un po’ come la città che, per quanto tu possa conoscere, non puoi mai dire totalmente tua”.

E scatta il bisogno di mangiarne un’altra.

La pralina è stata presentata ufficialmente a Venezia dal direttore Muve (musei di Venezia), Gabriella Belli, con Walter Tomio, in una giornata che ha sancito l’avvio della partnership tra la Fondazione e la storica azienda di Rovereto: “Si tratta di un nuovo modo di comunicare l’amore per la bellezza’ – hanno ricordato – ‘che si manifesta attraverso l’incontro tra la straordinarietà del patrimonio culturale veneziano da un lato e l’arte dolciaria  e culinaria dall’altro, oltre che un nuovo capitolo che s’inserisce a pieno titolo nelle attività di valorizzazione delle alte produzioni artigianali del territorio“.

La pralina di Palazzo Ducale nei prossimi mesi si potrà trovare presso le caffetterie dei Musei Civici (ma è già disponibile nei canali di distribuzione Exquisita)