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E’ iniziata la scuola per 20 futuri tecnici superiori delle bevande (una novità assoluta) – E ci sono due nuovi aperitivi

Sono i futuri mastri distillatori, esperti birrai, produttori di succhi di frutta, sidro e altre bevande, i venti ragazzi e ragazze che, alla Fondazione Edmund Mach, hanno iniziato lo scorso 9 gennaio il percorso formativo di alta formazione professionale che li porterà ad ottenere fra due anni il diploma di tecnico superiore delle bevande. Una nuova iniziativa formativa, post diploma, studiata e progettata in collaborazione con il mondo produttivo.

Il corso di durata biennale (che si racconta anche su Facebook) conta 20 iscritti, provenienti per lo più dal Trentino, ma con qualche presenza anche da Alto Adige e Veneto.

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Il corso per tecnico superiore delle bevande rappresenta una novità assoluta nel panorama formativo. Grazie a questo corso i tecnici saranno in grado di gestire l’intera filiera, dalla scelta delle materie prime, passando per la trasformazione fino alla promozione e valutazione dei prodotti; gli ambiti di intervento sono distillerie, birrifici e aziende produttrici di bevande, sia alcoliche che non, a conduzione artigianale o a carattere industriale, ma l’esperto può anche intervenire come consulente in piccoli impianti ed essere promotore dei prodotti ottenuti.
L’iniziativa formativa della durata di 3000 ore, di cui 1.200 di praticantato, si rivolge a chi è in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore in ambito enologico, agrario, chimico, biologico o altro diploma di istruzione secondaria superiore, associato a specifiche esperienze professionali e/o formative certificate nel settore.

bevande“E’ una grande soddisfazione inaugurare questo nuovo corso, per il quale abbiamo creato un gruppo di progettazione formato da esperti di San Michele e rappresentanti del mondo produttivo e istituzionale” ha detto il dirigente del Centro Istruzione e Formazione, Marco Dal Rì.  “Il settore di riferimento è quello delle bevande, escluso il vino, per il quale sono già attivi i nostri corsi per enotecnico e il corso di laurea in viticoltura ed enologia con l’Università di Trento”.

Per le bevande, in generale, c’era una lacuna formativa e in forte raccordo col mondo produttivo è stata colmata con questo nuovo corso. Come hanno riferito gli stessi rappresentanti del mondo produttivo.  “Per quanto riguarda il settore dei distillati, finalmente potremo contare su dei tecnici preparati, che conoscono dal punto di vista scientifico e tecnico  sia le materie prime che  i processi di trasformazione, inclusi gli aspetti di marketing. Conoscenze che finora venivano trasmesse solo da genitore a figlio”  ha evidenziato Giuseppe Bertagnolli, presidente dell’ Istituto Tutela della Grappa del Trentino,  intervenuto con Alessandro Cammelli di Dolomiti Fruits e Stefano Gilmozzi di Birra di Fiemme per portare il punto di vista del mondo produttivo.

Il nuovo corso post-diploma per tecnico superiore della produzione, trasformazione, valorizzazione dei prodotti agri-food  conta 20 iscritti, provenienti per lo più dal Trentino, ma  con qualche presenza anche da Alto Adige e Veneto. Formerà  esperti specializzati nella produzione di bevande, in particolare distillati, sidro, birra e succhi di frutta.

Il corso ha anche lo scopo di educare all’uso consapevole della bevanda alcolica. Per questo motivo all’inaugurazione è intervenuta anche la Polizia Stradale di Trento col suo comandante  Giansante Tognarelli e l’ispettore capo, Roberto Ferrais,  che hanno ricordato ai ragazzi gli effetti dell’alcool sulla guida  nonché la normativa  sull’omicidio stradale che prevede dal 2016 pene molto severe.

E’ un settore produttivo in fermento, e lo dimostrano le ultime novità

Lo spritz dei colli euganei (con il brevetto)

Ora è protetto da brevetto lo “Spritz Euganeo”, brevettato dal sommerlier Pino Cesarotto (si trova all’Enoteca di Arquà, ad Arquà Petrarca). Una formula nata già dal 2015, per rispondere ai desideri della clientela curiosa di immergersi il più possibile nell’atmosfera dei Colli Euganei e di sperimentare i prodotti del territorio.

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Al posto del classico Prosecco, nello Spritz Euganeo c’è il moscato Fior d’Arancio: non una qualità a caso, ma il “Giallo docg dei Colli Euganei”. In Italia le qualità sono diciassette, e nessuna – dicono sul posto – ha le stesse caratteristiche fresche, estive e floreali del Giallo dei Colli. In più il Fior d’arancio è una garanzia di qualità, perché è un vino che non esiste alla spina. Al posto dell’oliva, poi, Pino Cesarotto ha scelto una giuggiola conservata sotto grappa: un altro prodotto tipico del padovano, che risulta sconosciuto perfino in altre città del Veneto. E in più c’è l’ingrediente segreto, che insieme alla grappa smorza il sapore dolce del vino. Il risultato è un aperitivo amabile e leggero: il tenore alcolico è di circa 7 gradi, più o meno la metà di uno spritz al Campari, che è intorno ai 13.

Proprio per le sue novità lo Spritz Euganeo è stato protetto anche da un brevetto che tutela la bevanda e il suo ingrediente segreto.

«Il mio obiettivo» spiega Pino Cesarotto «era quello di lanciare una provocazione, proponendo un vino tipicamente da fine pasto, come il Fior d’Arancio, per l’aperitivo. Il risultato è un aperitivo originale, diverso dal classico spritz e dai soliti cocktails».

San Benedetto firma il nuovo analcolico allo zenzero

Novità – varata la scorsa estate – anche per San Benedetto: si chiama Ginger Spritz è il nuovo aperitivo analcolico a base di estratto naturale di zenzero: a casa per un aperitivo tra amici oppure al bar per un happy hour.

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La sua “ricetta innovativa, dal gusto bitter piacevolmente amarognolo – è la presentazione – è in grado di stupire ad ogni assaggio grazie all’intenso profumo di note speziate che ne esaltano l’animo versatile rispondendo così alle diverse esigenze di consumo: ottimo liscio, consumato on the rocks accompagnato da cubetti di ghiaccio e una scorza di limone, ma ideale anche per lo Spritz, se mixato con un Prosecco”.

Per un aperitivo sfizioso il consiglio è di versare il 50% di Ginger Spritz e il 50% di Prosecco in un bicchiere tumbler medio o da aperitivo colmo di ghiaccio in cubetti; mescolare tutto con leggerezza per non disperdere le bollicine degli ingredienti e decorare con una fetta d’arancia… ed ecco un cocktail – a casa o al bar – con quasi la metà della gradazione alcolica del classico Spritz.  Il prodotto ha un design cool ed un’esclusiva bottiglia in vetro con tappo ring-pull semplice e istantaneo da aprire.

Nata nel 1956, Acqua Minerale San Benedetto è oggi una Spa con una presenza in oltre cento Paesi nei cinque continenti. E’ il Gruppo a capitale interamente italiano più importante nell’intero mercato del beverage analcolico. L’azienda opera in tutti i segmenti del mercato del beverage analcolico: dalle acque minerali (San Benedetto, Antica Fonte della Salute, Acqua di Nepi, Cutolo Rionero Fonte Atella, Pura di Roccia, Guizza e Fonte Vivia) alle “near water” (Aquavitamin e San Benedetto Ice Formula Zero); dalle bibite gassate (San Benedetto e Schweppes) al thè (San Benedetto e Guizza); dai prodotti per bambini (San Benedetto Baby) agli sport drink (Energade); dalle acque toniche (Schweppes) alle bibite e bevande a base di succo (Oasis, Tropico, San Benedetto Succoso) fino agli aperitivi (Ben’s, Ginger Spritz e Schweppes).