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Cucine a Londra, carta in Marocco, imprese vicentine a Bruxelles e altoatesine in Svizzera #AziendeConLaValigia

Nasce AMG Packaging Marocco

E’ stata inaugurata a Marrakech la AMG Packaging SARL, nuova sfida imprenditoriale della famiglia Zago. La nuova società fa capo a Bruno Zago e a Anna Maria Gasparini.L’interessamento dei coniugi per il nord Africa inizia nel 2015 quando vengono avviati i primi contatti con il Consolato Italiano di Casablanca per approfondire le esigenze di quel mercato.

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In Marocco l’agricoltura riveste un ruolo fondamentale nell’economia del Paese: produce quasi il 15 % del Pil nazionale e occupa il 46% della popolazione attiva. Le produzioni agroalimentari tipiche sono: orzo, grano, agrumi, uva, ortaggi, olive, carni ovine e bovine, pesce, vino. Evidenti e concrete quindi le opportunità per le aziende che operano nei settori della filiera: dalla meccanizzazione agricola all’irrigazione, dalla conservazione al packaging e all’imballaggio.

Proprio dalla domanda di imballaggi di qualità e performance superiori rispetto alla produzione locale, nasce la decisione di Bruno Zago di costituire una nuova società con sede a Marrakech. Lo stabilimento sarà dedicato allo stoccaggio e al montaggio di packaging per l’ortofrutta. L’obiettivo dell’azienda è quello di integrare la produzione, entro 12 mesi, con una linea dedicata al cartone ondulato con un investimento complessivo, in prospettiva, di 30 milioni di euro su un’area di 30mila metri quadri che potrà occupare 50 addetti.

«L’apertura di AMG Packaging – ha dichiarato Bruno Zago – rappresenta per noi un primo test di produzione oltre i confini nazionali. Le garanzie che abbiamo circa la solidità di questo investimento e le aspettative di crescita del mercato nordafricano, ci hanno convinto che erano maturi i tempi per compiere questo passo. L’esperienza consolidata che abbiamo del settore, può offrire un supporto di assoluta qualità alla filiera agro-alimentare.  Siamo sicuri che in poco più di un anno saremo in grado di produrre sia per il mercato locale che per tutta l’Africa occidentale».

minotticucine apre a Londra

L’azienda veronese produttrice di cucine minotticucine, parte del Gruppo Asso, inaugurerà il 6 marzo, alle ore 17, il primo showroom monomarca londinese. Uno spazio dedicato in Market Place alla cui serata di apertura sarà ospite d’onore l’architetto Claudio Silvestrin, insieme alla famiglia Venturini – a capo del Gruppo Asso – e all’Art Director Alberto Minotti.

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Una possibile “versione british” di minotticucine era già stata fatta trapelare negli ultimi mesi dal Gruppo Asso che, fin dal momento dell’acquisizione del celebre marchio veronese, nel 2014, ha posto in essere investimenti importanti per la sua crescita sul mercato internazionale. Ne sono una prova le recenti aperture di negozi monomarca a Miami, Algarve, Vancouver, Vienna e Seoul, il posizionamento a Barcellona, a New York e l’implementazione di spazi multimarca già esistenti, come Stoccolma, Hong Kong, Tokyo.

L’invito ufficiale arriva dalla fiera architects@work che in questi giorni sta avendo luogo proprio a Londra e alla quale minotticucine partecipa per la prima volta, sottolineando quello che per il Gruppo Asso è un investimento a lungo termine inserito in una strategia di crescita internazionale di lungo periodo.
Gestito da Asso LTD, società londinese che fa capo direttamente alla sede italiana del Gruppo Asso, il nuovo flagshipstore minotticucine si affaccia su Market Place con 7 vetrine. La sua superficie è di 180 metri quadri.

Fondata da Adriano Minotti, minotticucine nasce nel 1949 in Valpolicella. Dagli anni ’60, e per circa trent’anni, vengono realizzate cucine moderne, sul modello classico della cucina americana. Agli inizi degli anni ‘90 Adriano passa il testimone al figlio Alberto grazie al quale, nel 1999, avviene un cambiamento di stile. Alberto Minotti individua un percorso progettuale, all’interno della filosofia minimalista. Oggi, minotticucine fa parte del Gruppo Asso, gruppo imprenditoriale al tempo stesso tecnico e artigiano del mobile.

Nella fotografia (da sinistra a destra): Stafano Venturini, Monica Venturini, Marcella Venturini, Giovanni Venturini, Vittorio Zardini, Andrea Zardini, Alice Zardini.

Confindustria Vicenza sbarca a Bruxelles

Vicenza si conferma come terza provincia d’Italia per valore complessivo di export, dietro le metropoli Milano e Torino, e prima per export pro capite. Nei primi nove mesi dell’anno sono infatti già state esportate merci per un valore di 12.989 milioni di euro (+5,4% rispetto allo stesso periodo del 2016), confermando una vocazione ai mercati esteri delle imprese vicentine che non ha eguali in Italia.

Per questo Confindustria Vicenza ha deciso di espandere i propri confini con il lancio di un servizio dedicato a diminuire il gap che separa le imprese vicentine dall’Europa politica. Si tratta di “EUVI – L’Europa Vicina”, desk a supporto delle aziende associate nell’accesso alle opportunità di finanziamento a gestione diretta messe a disposizione dall’Unione Europea.

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“In diverse occasioni ho detto avuto modo di affermare come la nostra direttrice tecnica guardi più all’Europa che a Roma – spiega Luciano Vescovi, Presidente di Confindustria Vicenza . Per questo la nostra associazione ha lavorato sodo per aprire questo sportello che intende avvicinare le imprese vicentine al complesso mondo dei programmi europei, assistendole nelle diverse fasi del processo, da una prima attività di orientamento all’individuazione del bando che meglio risponde alle loro esigenze, dalla presentazione della proposta progettuale alla ricerca di partner internazionali per la costituzione del consorzio. L’Europa offre molte opportunità che spesso, per complicazioni burocratiche o scarsa informazione, vengono mancate dalle nostre imprese ed è un vero peccato. Il nostro ruolo è quello di metterle nelle condizioni di poter sfruttare ogni occasione e su questa direzione abbiamo deciso di investire con il progetto EUVI”.

Il servizio prevede infatti un’azione di monitoraggio e informativa sui bandi europei, un’attività di informazione e aggiornamento sui principali temi UE di interesse delle imprese beriche, l’organizzazione di eventi informativi e formativi sull’accesso ai finanziamenti diretti, l’assistenza nella ricerca di partner internazionali per la costituzione dei consorzi necessari per avere accesso a molti bandi europei (si pensi ad Horizon 2020), un’azione di rappresentanza degli interessi delle imprese presso le istituzioni europee in riferimento a tematiche legislative particolari e a opportunità progettuali in ambito europeo che permetterò di facilitare il rapporto fra imprese associate e i principali soggetti istituzionali che svolgono un ruolo chiave nel supporto all’accesso ai finanziamenti diretti europei.

EUVI poi supporterà le aziende nel presentare proposte progettuali, sulla base dell’incrocio tra l’oggetto delle call for proposals e le specializzazioni produttive dell’azienda e per individuare il partner più idoneo per la redazione e presentazione della proposta progettuale.

L’azione di supporto da parte di EUVI sarà resa possibile grazie anche alla collaborazione con la Delegazione di Bruxelles di Confindustria, che da anni svolge sul tema un’importante azione di collegamento fra l’Unione Europea e il tessuto manifatturiero italiano, con l’obiettivo ultimo di aumentare il tasso di successo delle imprese che partecipano ai programmi europei.

“Visto il sempre maggior peso che l’Europa esercita sul nostro lavoro quotidiano – conclude Vescovi -, abbiamo deciso che il desk EUVI avrà una persona ad esso interamente dedicata e che, tutte le volte che sarà necessario, sarà fisicamente presso gli uffici e le istituzioni di Bruxelles. Questa era una promessa che ho fatto gli imprenditori vicentini che ora hanno una nuova arma a disposizione per la competitività delle proprie aziende”.

Alpitech China porta la tecnologia alpina in Asia

Negli ultimi dieci anni, Alpitec China – organizzata da Fiera Bolzano insieme a ISPO (Fiera Monaco) – è diventata la piattaforma più importante per la tecnologia alpina ed invernale nella regione Asia-Pacifico. Nel 2018 non aumenta solo la superficie espositiva di oltre il 60% ma si rafforza anche il programma eventi per operatori del settore. La decima edizione ha luogo, come al solito, assieme a ISPO Beijing, la fiera leader per numerosi settori sportivi in Asia, fino al 27 gennaio 2018 nel China National Convention Center di Pechino.

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Il settore degli sport invernali in Asia sta crescendo rapidamente e il conto alla rovescia per i Giochi Olimpici Invernali è ormai partito: non solo per le XXIII Olimpiadi Invernali di Pyeongchang (Corea del Sud), che avranno luogo fra sole due settimane, ma anche per Pechino 2022. “Con Alpitec China offriamo un accesso importante al mercato asiatico degli sport invernali, che sta crescendo a ritmi accelerati, e accompagniamo l’evoluzione della Cina ad una delle destinazioni top per il turismo invernale. La chiave del successo non è solo una vasta gamma di prodotti, ma anche e soprattutto un programma informativo di alto profilo, che in occasione di questa 10a edizione abbiamo potuto affinare e migliorare”, sottolinea Armin Hilpold, presidente di Fiera Bolzano.

Per l’edizione che celebra il decimo anniversario, Alpitec China si presenta più grande che mai: la superficie espositiva aumenta di oltre il 60% arrivando a coprire un’area di circa 4.500 m². 79 espositori e marchi provenienti da undici paesi (Austria, Canada, Cina, Francia, Germania, Italia, Polonia, Slovenia, Svezia, Svizzera, USA) mostrano la gamma completa di tecnologie alpine ed invernali. Rispetto alla prima edizione del 2009, il numero di espositori è raddoppiato. Dall’Alto Adige partecipano TechnoAlpin, Leitner Group (DemacLenko, Prinoth e Leitner Ropeways) e Intercom.

L’Asia Pacific Snow Conference rappresenta un appuntamento assolutamente imperdibile per operatori di impianti sciistici e per l’intero settore degli sport invernali. Relatori di fama internazionale e nazionale affronteranno temi attuali come, per esempio, gli standard di sicurezza, la digitalizzazione, la promozione tramite nuovi media e gli eventi sportivi come volano per lo sviluppo delle mete turistiche. Benny Wu, CEO di Carving China, presenterà inoltre il suo nuovo “White Book 2017”, contenente i dati più aggiornati relativi al settore sciistico in Cina.

Per la prima volta, Alpitec China propone anche l’APSC Technical Workshop con l’obiettivo di offrire agli operatori un’opportunità per approfondire le conoscenze tecniche. Esperti del settore, tra cui Doppelmayr, Bartholet Ropeways, Poma, DemacLenko, TechnoAlpin e Sufag, affronteranno diversi aspetti delle funivie ad ammorsamento automatico e dei sistemi di innevamento artificiale.

Per saperne di più: www.alpitec.cn

Nuove regole per il valore aggiunto in Svizzera

100.000 franchi svizzeri sono diventati una somma essenziale per le aziende  che lavorano o esportano in Svizzera: a partire dal primo gennaio ogni impresa che raggiunge un fatturato globale pari a questo importo ha l’obbligo di pagare l’imposta sul valore aggiunto sul suolo elvetico. Fare affari oltreconfine rimane ugualmente interessante per le aziende altoatesine: ecco perché IDM Alto Adige continua a puntare su questo mercato. Nei giorni scorsi, per esempio, ha organizzato uno stand collettivo alla fiera Swissbau di Basilea.

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«La nuova legge svizzera sull’IVA ha portato un cambiamento sostanziale, ma non rende meno interessante l’export verso la Svizzera. Questo mercato è importante per le aziende locali e nel 2016 è stato secondo soltanto a Germania e Austria per quanto riguarda le esportazioni altoatesine», commenta il direttore di IDM Hansjörg Prast. In particolare le imprese altoatesine che esportano macchinari e prodotti in metallo hanno ricavato buoni profitti in questo mercato fortemente dipendente dall’estero.

«Si tratta certamente di un mercato impegnativo, che va conosciuto bene: oltre alle novità sull’IVA, vanno considerati diversi altri aspetti legati alle prestazioni lavorative e alle pratiche doganali», continua Prast. Aspetti che le aziende altoatesine desiderano conoscere in modo più approfondito, come rilevato dai responsabili del servizio Export Helpdesk di IDM, che fornisce informazioni e consulenze su regolamenti e procedure relativi alle esportazioni.

Per stringere nuovi contatti con possibili partner commerciali, sette aziende altoatesine hanno partecipato nei giorni scorsi alla fiera Swissbau con uno stand collettivo organizzato da IDM. Dalla falegnameria alle pietre naturali, sono diversi i prodotti proposti, accomunati dal loro impiego nel settore edile. «In Svizzera l’edilizia offre buone opportunità per le aziende artigiane e i fornitori di tecnologie impiantistiche: ecco perché organizzeremo uno stand collettivo anche alla fiera Bau und Energie, che si svolgerà in novembre a Berna», commenta Bettina Schmid, responsabile del dipartimento Sales di IDM.

Un altro trend sul mercato svizzero è quello alimentare, che dal 2015 al 2016 ha visto una crescita delle importazioni dall’Alto Adige di poco inferiore ai 5 milioni di euro. In risposta a questa tendenza, nel 2017 delle aziende attive nel settore alimentare e nelle forniture alberghiere hanno preso parte tutte assieme alla fiera IGEHO di Basilea. In questo settore, così come nel settore edile, sono stati realizzati anche alcuni progetti export rivolti a singole aziende e a gruppi di imprese, attraverso i quali è stato possibile introdurre nuovi prodotti sul mercato svizzero.

Delegazione palestinese a Vicenza

Una delegazione palestinese è stata in visita a Vicenza per la fase conclusiva del progetto di cooperazione internazionale supportato dal Pmsp (Palestinian Municipalities Support Programs) e promosso dal Comune di Vicenza e da Aim Ambiente (qui la notizia completa). Con il progetto “Rehabilitation and beautification of the degraded commercial centre in Bethlehem” il Comune, con ruolo di capofila, insieme ad Aim, partner tecnico, aveva già dato il via ad una fruttuosa collaborazione con la città di Betlemme, occupandosi della ristrutturazione di una delle strade principali del centro inaugurata nel dicembre 2015.

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Successivamente Vicenza ha aderito ad un secondo progetto denominato “Support to higher joint service council through the strengthening of management capacity and develop of composting system” con il quale ha offerto sostegno, grazie al supporto tecnico di Aim Ambiente, per la gestione dei rifiuti solidi di Hebron e Betlemme a servizio della discarica comprensoriale di Al Minya, dove l’assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza si è recato in sopralluogo nel dicembre del 2016.

C’è un legame particolare tra Vicenza e i territori palestinesi e in particolare con Betlemme dove le suore dorotee, che sono di casa a Vicenza, gestiscono un centro per bambini sordi – ha dichiarato il sindaco Achille Variati rivolgendosi alla delegazione palestinese – . Per la crescita di un Paese è importante garantire uno sviluppo sotto il profilo ambientale e sociale. Per quanto riguarda l’aspetto sociale, i bambini devono essere al centro del nostro impegno perché rappresentano il futuro: se educati alla pace e al rispetto delle differenze potranno costruire un mondo migliore anche in terra palestinese, dove i rapporti sono molto difficili e dove le suore cattoliche lavorano per i più piccoli proprio per contribuire a una società migliore. Per quanto riguarda il tema ambientale, noi abbiamo il dovere di lasciare a chi verrà dopo di noi una terra vivibile. A Vicenza, in tema di smaltimento dei rifiuti, abbiamo maturato una progettualità importante e all’avanguardia. Abbiamo messo le professionalità di Aim ambiente a disposizione del progetto per migliorare la discarica di Al-Minya che contiamo possa diventare un fiore all’occhiello di quei territori. Speriamo che questo nostro progetto di solidarietà internazionale sia stato gradito e possa soprattutto essere utile, in un’ottica di rafforzamento del legame di amicizia tra i nostri popoli”.

La visita della delegazione ha fatto tappa negli impianti di compostaggio e gestione dei rifiuti del territorio vicentino, dove i tecnici di Aim Ambiente hanno fatto da guida e dato spunti ed esempi di buone pratiche riproducibili presso la discarica di Al-Minya.