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Incentivi e baby sitter: il Friuli VG sostiene il lavoro delle donne che escono da percorsi di violenza

E’ stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia (quello del 21 febbraio scaricabile dal sito) l’Avviso pubblico “SiConTe – Progetto Matelda – 2018“, pensato per offrire supporto alla situazione occupazionale delle donne impegnate in percorsi di uscita da situazioni di violenza.

Il progetto Matelda nasce dalla convinzione che anche il fenomeno della violenza di genere contro le donne è problema da cui non si esce se non agendo, in modo sia preventivo che strutturale, sull’elemento chiave della parità e dell’eguaglianza, in particolare sostenendo la loro partecipazione attiva al mondo del lavoro e alla vita economica del territorio che – elemento fondamentale per l’indipendenza – è spesso a rischio, come il resto della loro vita.

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Per questo si è pensato a un intervento a favore di donne che, impegnate in percorsi personalizzati di protezione e sostegno all’uscita da situazioni di violenza, si trovano in condizioni di particolare fragilità rispetto al loro inserimento e permanenza nel mercato del lavoro in quanto – occupate o impegnate nella ricerca attiva di lavoro, oppure in un percorso di completamento degli studi ovvero di specializzazione, aggiornamento, qualificazione o riqualificazione professionale e alla ricerca di soluzioni di conciliazione tra la loro vita professionale ed il lavoro di cura per i propri figli – più difficilmente riescono ad avere accesso a misure ordinarie di sostegno (quali ad esempio carta famiglia, abbattimento rette, punteggi per accesso a servizi, etc.): la loro temporanea e speciale situazione, infatti, può far sì che i criteri normalmente utilizzati per l’accesso ai benefici disponibili (composizione nucleo familiare, isee, residenza, situazione alloggiativa, etc.) risultino indicatori non corrispondenti alla realtà che esse stanno vivendo.
I contributi economici previsti, nell’ambito del “Progetto Matelda” sono pensati con lo scopo di offrire a queste donne, a seconda dei casi in modo gratuito o con una commensurata compartecipazione, soluzioni “su misura”, in particolare per quanto riguarda la possibilità di avvalersi del supporto a domicilio di personale qualificato.

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Gli interventi previsti dalla Regione con il progetto Matelda – già concertati insieme ai Centri antiviolenza e ai Servizi sociali dei Comuni e realizzati nel corso del 2017 con il coinvolgimento di più di 100 donne beneficiarie del progetto – prevedono, in sintesi: un percorso personalizzato di sostegno alla situazione occupazionale e all’accesso agli strumenti e servizi che favoriscono la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; l’erogazione di un contributo economico – compreso tra i 2 e i 3mila euro – per l’acquisto, attraverso l’attivazione di contratti di lavoro domestico, di servizi di “baby sitting” in aggiunta o in alternativa all’utilizzo dei servizi educativi e di comunità.

Il tema del contrasto alla violenza sulle donne è molto avvertito tra le nuove generazioni, spesso impegnate, mediante le loro forme associative, a ragionare intorno alla cultura del rispetto e della parità. In relazione a Matelda, i ragazzi dell’Associazione Rotaract di Trieste hanno contribuito alla buona riuscita del progetto mettendo a disposizione, attraverso il Centro antiviolenza Goap di Trieste, un fondo destinato a coprire eventuali problemi di anticipazione delle spese da parte delle donne beneficiarie: importi piccoli, ma subito disponibili, da restituire poi, ad avvenuta erogazione del contributo da parte della Regione (trenta giorni), in modo che la somma possa essere riutilizzata, a rotazione appunto, dalle nuove richiedenti.

È possibile aderire al progetto recandosi, previo appuntamento, a uno degli sportelli SiConTe delle sedi di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia (centralino 040 377 5252, e-mail: siconte.info@regione.fvg.it).