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C’è una storia – un po’ veneta – su Giovinazzo, Bari, il paese delle code (che non lo erano) per il reddito di cittadinanza

C’è una storia da raccontare su Giovinazzo, Bari: è non è quella delle code (che non lo erano) per la richiesta del reddito di cittadinanza.

Dal paese pugliese arriva più di metà dei mille dipendenti delle Acciaierie Valbruna di Vicenza. Perché a Giovinazzo, fino agli anni ’80, erano attive le Acciaierie Ferriere Pugliesi. Dopo la loro chiusura è iniziata una migrazione di operai verso il Nord, che è diventata anche un film.

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Giovinazzo: la (vera) storia della città del (finto) “assalto” al reddito di cittadinanza racconta Giulio Todescan, giornalista e regista (con Marina Resta nel 2015) di “L’acqua calda e l’acqua fredda”, presentato anche al Working Title Film Festival di Vicenza.

“AFP, le Acciaierie Ferriere Pugliesi – scrive Todescan – è un’industria privata che ha occupato mille persone per decenni, fondata agli inizi del ‘900 e chiusa all’inizio degli anni Ottanta, dopo proteste, lotte, occupazioni dei binari. Una storia di lavoro, organizzazioni operaie e battaglie per la salute, “welfare aziendale” ante litteram (la squadra di hockey del paese si chiama ancora oggi AFP). Oggi è il rudere che vedete nella foto, in attesa di bonifica dei terreni fortemente inquinati, a pochi metri dalle case”.

Il titolo del documentario – fatto delle voci degli operai – racconta una strana mescolanza di veneti e pugliesi che un dirigente dell’azienda ha descritto con la metafora dell’acqua calda e dell’acqua fredda, la cui unione dà vita a qualcosa di nuovo e più complesso.

Per raccontare il lavoro che cambia e dare spazio al meglio della produzione audiovisiva indipendente che racconta con sguardi e linguaggi originali il mondo del lavoro e i suoi temi è nato anche un festival, proprio a Vicenza. Dal 2016 il Working Title Film Festival vuole dare visibilità alle opere audiovisive ai margini delle distribuzione ufficiale e mainstream, al cinema emergente, creando una rete fra filmmaker indipendenti e pubblico.

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Il festival vuole anche portare uno sguardo contemporaneo sui nuovi modelli e condizioni del lavoro, evidenziando non solo gli aspetti negativi, legati alla precarietà, alla frammentazione e alla riduzione dei diritti, ma anche le possibilità creative.

Una realtà indipendente che non potrebbe esistere senza il lavoro e la passione degli organizzatori e la partecipazione del pubblico. La prossima edizione – la terza – si terrà dal 27 aprile al 1 maggio 2018 a Vicenza, al Ridotto del Teatro Comunale e allo spazio Exworks. Si può sostenere donando un contributo all’ associazione Lies – Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale, che organizza il festival, o partecipando al crowdfunding (che prevede diverse ricompense: c’è anche l’accredito per tutte le proiezioni).