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Caramelle gastronomiche, specchi che dialogano con bilancia e spazzolino: quando metti i giovani a pensare al futuro

E se una caramella diventasse ambasciatrice del buon gisto italiano in cucina? Mica una caramella qualunque: al sapore del pregiato vino Amarone, ad esempio, o del pregiato radicchio di Treviso, ma volendo osare un po’ anche di pizza o – per raggiungere tutta Italia – di cannolo siciliano. L’idea è di Elisabetta Grego, classe V indirizzo sistemi informativi aziendali all’Itet Einaudi di Bassano del Grappa, una delle finaliste di PensoFUTURO, un concorso nato per rispondere a un problema.

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Il mondo dell’impresa e della scuola sembrano lontanissimi? L’Associazione Ifs, Innovation Future School, è nata come risposta a questo scollamento. E ha messo le scuole a lavorare sull’economia.

Ad esempio, perché i ragazzi pensano che l’Italia sia un paese alla frutta mentre è leader mondiale nell’agroalimentare? Perché gli imprenditori si lamentano di tasse, burocrazia e mafia ma poi lavorano nelle aziende più pulite e green in Europa? Oltre a creare un ponte tra ragazzi ed imprese, Ifs ha puntato a raccontare la parte migliore dell’Italia.
Con il concorso di idee PensoFUTURO l’associazione ha voluto iniziare un percorso per dare voce alla creatività e alle idee di tutti i giovani del territorio, avvicinandoli alle imprese e alle istituzioni. Tra 200 partecipanti delle scuole superiori del NordEst, ne sono stati selezionati 15 chiamati a raccontare il futuro del mondo secondo quattro “sfide” basate sull’orizzonte temporale dei dieci anni. Come riuscire a ridurre l’inquinamento? Quale saranno i metodi di pagamento per l’acquisto di prodotti e servizi? Come ti immagini che funzionerà la casa in cui abiterai tra 10 anni? Come possiamo valorizzare la nostra cultura culinaria per aiutare tutta l’Italia?

pensofuturo4Il vincitore è stato nominato nei giorni scorsi, ospite la sede Nice Spa di Oderzo, nel Trevigiano: una sede scelta perché l’azienda, che ha voluto sostenere l’iniziativa, ha nella sua mission l’attenzione all’innovazione ed al tessuto sociale, a partire dai giovani, e mette al centro la persona come valore aggiunto dell’impresa.

Dopo un anno di lavoro, e la selezione dei duecento elaborati dai quali sono emersi quindici finalisti, è stata definita la griglia dei cinque vincitori. Cinque idee di studenti che hanno accolto quattro “sfide” basate sul futuro tra dieci anni. Come riuscire a ridurre l’inquinamento? Come ti immagini che funzionerà la casa in cui abiterai tra 10 anni? Quali saranno i metodi di pagamento per l’acquisto di prodotti e servizi? Come possiamo valorizzare la nostra cultura culinaria per aiutare tutta l’Italia? Proposte pensate e ideate da Gianpaolo Pezzato, cofondatore di Innovation future school.

La giuria ha premiato cinque idee. Sul palco l’idea di Stefano Da Rin, dell’Ipssar “Alfredo Beltrame” di Vittorio Veneto, nel Trevigiano, che l’ha spiegata così: “Per diminuire l’inquinamento bisognerebbe creare un’azienda che riesca a creare dei mezzi di trasporto che viaggiano esclusivamente grazie all’utilizzo di energia solare o acqua”, spiega. “Non solo: dovrebbe essere ricercato un progetto non troppo costoso che permetta a tutte le famiglie di poterne acquistarne una senza troppi sacrifici”. Per lui, come per tutti gli altri cinque finalisti, il riconoscimento è stato quello di un tablet super tecnologico e di un attestato che ha sancito la vittoria.

Premiata anche l’ “EcoBuz” di Rosa Spaziani, Francesca Parisi, Mauro Scollo, Beatrice Severin e Alvise Rizzo, studenti del Liceo artistico statale di Treviso. “Abbiamo pensato ad un box destinato al riciclaggio dei mozziconi di sigaretta”, dicono. “Un’idea che nasce dal quotidianità dei 1,5 miliardi di fumatori esistenti al mondo che gettano spesso i mozziconi a terra, inquinando. Con il box, invece, sarà possibile raccoglierli per poi portarli in una fabbrica dove il processo di pulitura e stoccaggio li renderà materia prima per un nuovo utilizzo. Dal 1849 esiste infatti l’azienda Mazzuchelli a Castiglione Olona, in provincia di Varese, che è leader mondiale per la produzione e distribuzione di lastre in acetato di cellulosa. Materiale che si può comporre dai mozziconi e che poi potrebbe servire per realizzare asticelle per occhiali”.

Da segnalare poi l’idea di Andrea Bianchi e Margherita Fantoni, studenti veronesi dell’ ITT “Galileo Ferraris”: uno specchio Smart. “Nel bagno della casa del futuro ci sarà uno specchio, dotato di un display a scomparsa, che noi abbiamo chiamato SmarMirror”, dicono. “Una volta attivato sarà possibile collegarlo a diverse apparecchiature presenti in un bagno, come ad esempio lo spazzolino da denti oppure la bilancia. Con un collegamento wire-less si verificherà tramite dei sensori di acidità posti sulla testina, lo stato di salute della propria bocca. La bilancia sarà, invece, incorporata con le mattonelle che compongono il pavimento e suggerirà le migliori diete”.

Marco Ragogna del ITST “J.F.Kennedy” di Pordenone propone la sua App “We Love Italy” che ha ragionato su come promuovere i prodotti italiani. “La mia idea è quella di progettare un’app multilingue che contenga dei percorsi enogastronomici già impostati e di facile consultazione, suddivisi per Regione”, dice. “I percorsi sono finalizzati sia alla degustazione dei prodotti gastronomici locali, sia alla loro scoperta attraverso laboratori di cucina e visite guidate del territorio. Non solo cibo ma anche storia e cultura, perché le tappe dei percorsi potranno essere presso agriturismi e trattorie, ma anche presso musei o locali tipici del posto”.

Infine Elisabetta Grego dell’ITET “Einaudi” di Bassano del Grappa, nel Vicentino, che ha proposto le proprie “caramelle italian taste”. Ecco come le spiega: “Per far conoscere le eccellenze del specialità agroalimentari italiane nel mondo serve creare per ogni pietanza caratteristica delle caramelle o gomme che rispecchino il gusto del cibo”, dice. Queste caramelle dovranno poi essere messe a disposizione dei clienti nei supermercati esteri al momento che queste persone vogliano acquistare questi cibi selezionati”.

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La giuria popolare era composta da manager e imprenditori specializzati in innovazione nei vari segmenti.

Per l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan “l’auspicio è che quanto prodotto possa diventare punto di partenza per efficaci percorsi di transizione tra scuola e lavoro. La costruzione di ponti tra il mondo della scuola e quello lavorativo sembra dover coprire fossati sempre più ampi: il mondo del lavoro è cambiato moltissimo, la scuola, invece, ha un ritmo di cambiamento indubbiamente più lento”.

“La prima edizone di PensoFUTURO ha dimostrato che i giovani, se adeguatamente stimolati, sanno tirare fuori idee e quel tocco di follia unico ed irripetibile;  la presenza alla finale di imprese ed imprenditori indica come questi ultimi hanno capito quanto importante sia trovare un modo nuovo per avvicinarsi ai giovani – spiega Pezzato – In questo senso Penso FUTURO diventa un’occasione per i ragazzi di far emergere i propri talenti e farsi notare dalle imprese, sempre a caccia di talenti  e giovani “hungry & foolish”. Mi piace segnalare che PensoFUTURO diventerà un appuntamento annuale su cui far convergere tutte le idee che facciamo sviluppare ai ragazzi nei nostri percorsi con le scuole del territorio mentre il sito sarà una vetrina online con cui dare visibilità alle idee sviluppate dagli studenti, con la possibilità  inoltre per chi interessato di inviare in autonomia le proprie idee”.

Intanto, molti sono i modi in cui l’associazione punta a far dialogare scuola e impresa: infatti IFS (Innovation future school) tra giugno e settembre sarà impegnato in diverse iniziative con le scuole, dal Liceo Scientifico L. Da Vinci di Treviso al Liceo Brocchi di Bassano, senza dimenticare l’organizzazione dei prossimo Treviso INNovation DAYS previsti in autunno. qui tutte le iniziative previste.