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Carta riciclata, scarti come materie prime, mercatini e la lana alternativa: ecco i campioni dell’economia circolare a NordEst

Eco-design, carta riciclata prodotta da scarti agroalimentari, moda etica ed sostenibile con materiale tessile scartato dai grandi brand, un mercatino che recupera oggetti usati… sono solo alcuni esempi di economia circolare in Veneto. Una ricognizione è stata fatta da Ecodom, il principale Consorzio italiano per il recupero dei RAEE ( i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) che insieme a CDCA (Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali in Italia) sta raccogliendo esperienze virtuose d’impresa con un Atlante Italiano di Economia Circolare (www.economiacircolare.com), una piattaforma web georeferenziata, interattiva e in continua evoluzione.

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Solo in Veneto nel 2017 Ecodom ha raccolto 8.475 tonnellate di RAEE, da cui sono stati ricavati 5.209 tonnellate di ferro, 162 tonnellate di alluminio, 167 tonnellate di rame e 789 tonnellate di plastica da reinserire nel ciclo produttivo per realizzare 520.000 cerchioni di automobile, più di 2 milioni di cestini da ufficio di plastica, 191.000 caffettiere di alluminio e 187 km di cavo di rame. Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha permesso di risparmiare 8,2 milioni di kWh di energia elettrica, pari al consumo annuo di 7mila abitanti, e di evitare l’emissione in atmosfera di 65mila tonnellate di anidride carbonica.              

I campioni del Veneto

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Progetto Quid: brand veronese di moda etica e sostenibile, dal 2013 utilizza tessuti di fine serie altrimenti inutilizzati. Il materiale tessile che Quid impiega viene donato oppure acquistato a prezzo simbolico da prestigiose aziende di moda italiane, le quali non hanno più modo di utilizzarlo nella loro catena produttiva. Ciò avviene per via della disponibilità limitata in termini di metrature o perché si tratta di tessuti utilizzati nelle stagioni passate. I Quid store sono una realtà presente in tutta Italia con oltre 50 punti vendita. Progetto Quid conta diversi riconoscimenti e premi, ricevuti in virtù del propriocontributo in campo sociale ed ambientale: nel 2014 ad esempio ha partecipato al European Social Innovation Competition, aggiudicandosi il primo premio fra 1254 progetti, mentre nel 2017 ha vinto la prima edizione del Premio AngeloFerro per l’innovazione nell’economia sociale.

Alisea: trasforma gli oggetti e i materiali in disuso in un successo commerciale come Perpetua, la matita composta all’80% di polvere di grafite, scarto di produzione industriale (la matita perfetta che non sporca e non rotola). Coperta da brevetto (è un’invenzione), non sporca le mani, se cade non si rompe, atossica, si tempera normalmente ma scrive anche senza punta o se tagliata in due. E’ l’unica matita prodotta in Italia. Chi la usa consuma e ricicla scrivendo 15gr di grafite che altrimenti sarebbe finita in discarica, sottoterra.  Altro esempio le agende realizzate con Carta Riciclata al 100% senza utilizzo di cloro o sostanze derivate e stampate con inchiostri ecologici ricavati dalla soia.

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Favini (Rossano Veneto – VI): azienda storica nella produzione di carta (fondata nel 1736). È diventata tra le aziende di riferimento a livello mondiale nella realizzazione di specialità grafiche innovative a base di materie prime principalmente naturali (cellulosa, alghe, frutta, noci, ecc.) per il packaging dei prodotti realizzati dai più importanti gruppi internazionali del settore luxury e fashion. Nel 2012 è nata Crusch, realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriale. realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero. Nello specifico, vengono utilizzati residui di mandorle e nocciole, agrumi, caffè, mais, kiwi, lavanda, ciliegia, uva e olive. Tutti questi sottoprodotti sono comunemente utilizzati come integratori in zootecnia o come combustibili per la produzione di energia o eliminati in discarica. Favini ha individuato un impiego alternativo per questi residui, rivalorizzandoli come materia prima nobile per la produzione di carta e non da scartare.

Zerocento (Padova): Zerocento S.r.l. è un’azienda nata nel 2006 che si occupa del recupero di un rifiuto proveniente dall’industria siderurgica. Attraverso il controllo del processo di raffreddamento ed una lavorazione chimico-meccanica si ottiene una Materia Prima Seconda (MPS). Questo nuovo prodotto è un aggregato durissimo, impiegato in sostituzione di porfido e basalto nelle infrastrutture stradali e ferroviarie.

EDB (Verona): è proprietaria del marchio Kecè, il negozio dell’usato che opera nel campo del riuso con negozi che utilizzano il sistema del conto vendita di oggetti usati di privati che vogliono vendere le proprie cose presenti in ogni casa: arredi ,oggettistica , elettrodomestici, abbigliamento ,quadri , lampadari, ecc. In questo modo si dà a questi prodotti una seconda vita, ma soprattutto si genera una vera economia circolare e si prolunga così il loro ciclo di vita.

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Ecozema (Schio VI): realizza prodotti per catering monouso biodegradabili e compostabili utilizzando biopolimeri e fibre vegetali ottenendo, primi al mondo, la certificazione OK-Compost. Dal casalingo (accessori per il bucato, mollette ecc) alla ristorazione collettiva (posate e stoviglie in bio-plastica). Inoltre l’azienda offre aiuto al prossimo attraverso donazioni e sponsorizzazioni a organizzazioni no-profit impegnate in progetti di sostenibilità ambientale e sociale.

mercatino10_1Mercatino (Verona): recupera oggetti usati per reinserirli nel circolo virtuoso del riuso, ricevendo premi durante la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti e il Premio Sviluppo Sostenibile. Mercatino condivide e raggiunge gli obiettivi stabiliti dalla normativa europea, difatti in partenariato con il Centro di Ricerca Economica e Sociale Occhio del Riciclone (Italia e Messico), l’Università Leiden (Olanda), l’Università La Sapienza (Roma) e l’Università Sant’Anna di Pisa ha sviluppato sul proprio modello l’Analisi dell’Impatto Ambientale del RIUSO applicando la metodologia LCA (Life Cycle Assessment). Attualmente il modello LCA è analizzato da Ecoinnovazione, spin off di ENEA.

In Friuli Venezia Giulia i rifiuti diventano isolanti

In regione la raccolta 2017 è stata di 2.556 tonnellate di RAEE, da cui si sono ricavati: 1.571 tonnellate di ferro, 47 di alluminio, 50 di rame, 230 di plastica. Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha permesso di risparmiare 2.344.555 kwh di energia elettrica e di evitare e di evitare l’emissione in atmosfera di 16.482 tonnellate di anidride carbonica.    

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GEES RECYCLING (PN): costituita nel 2010 presso la CCIAA di Pordenone, ha l’obiettivo di implementare un processo di riciclo della vetroresina sostenibile e competitivo. trasforma i rifiuti in CFR in nuovi pannelli di particelle fibro rinforzate riaggregate, lavorabili come il legno, con elevate prestazioni meccaniche e resistenza agli agenti atmosferici che li rendono idonei agli ambienti umidi interni ed esterni. I nuovi prodotti, 100% riciclabili, sono reimmessi nel circuito economico attraverso i settori del mobile, cucina, edilizia, arredo bagno e urbano. Nel 2014 ottiene, prima ed unica azienda a livello internazionale, la certificazione di prodotto CSI (accreditato Accredia) per “Manufatti in Compositi Fibro-Rinforzati ricavati da riciclo”.

MATERIALSCAN (TS): fondata nel 2015 come spin-off dell’Università di Trieste ed è supportata nell’ambito di TechnoSeed (incubatore d’impresa di Friuli Innovazione). La soluzione che MaterialScan propone consiste nell’introduzione di un modello economico circolare, capace di trasformare rifiuti difficilmente riciclabili in un nuovo materiale isolante eco-sostenibile a elevata efficienza.  Il metodo di produzione (patent pending) prevede una miscelazione delle polveri da riciclo con additivi di origine naturale a cui segue un congelamento e l’estrazione dell’acqua. L’azienda ha già ottenuto buoni risultati utilizzando vetroresina, fibre di carbonio, mattoni e poliuretano e sta lavorando per sviluppare un processo che permetta di riciclare altri materiali come il cartongesso.

Trentino AA fra moda innovativa,

riciclo e turismo sostenibile

Nelle due province la raccolta 2017 è stata di 2.209 tonnellate di RAEE, da cui si sono ricavati: 1.362 tonnellate di ferro, 38 di alluminio, 42 di rame, 187 di plastica.

RE-BELLO (Laives BZ): L’azienda RB MORE SRL, nata nel 2013 dall’idea di tre giovani imprenditori, opera nel settore della moda e produce e commercializza capi di abbigliamento a marchio Re-Bello. Tutti i capi Re-Bello sono prodotti con innovativi materiali sostenibili (es. eucalipto, faggio, cotone biologico, ma anche PET riciclato, Nylon riciclato, etc.). Particolare attenzione viene data anche alla produzione la quale avviene principalmente in Italia, Grecia e Turchia. Tale vicinanza e la legislazione vigente nei paesi citati garantisce condizioni di lavoro eque.

ECOBNB (Folgaria TN):  è la principale community dedicata al turismo sostenibile in Europa. Permette di conoscere e contattare strutture ricettive che utilizzano energia pulita e cibo biologico, che hanno investito nel fotovoltaico e nella permacultura, che offrono biciclette gratuite per gli ospiti e servizio di transfert per chi viaggia senza auto, che utilizzano saponi naturali e sistemi di risparmio delle risorse (energia, acqua, riduzione dei rifiuti). Prenotando una camera in una delle ospitalità di Ecobnb più virtuose, quelle che possiedono tutti i 10 requisiti di sostenibilità principali, risparmi fino a 8085 g di CO2 e 302 litri di acqua per persona al giorno. Un gesto che equivale al piantare 295 alberi! Nel 2017 è stata premiata dall’Organizzazione Mondiale del Turismo come esempio di innovazione di impresa turistica a livello mondiale.

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BOLLAIT (Fersina TN): Il Comitato Bollait – Gente della Lana nasce nel 2016 in Valle dei Mocheni/Bersntol, in Trentino, con lo scopo di utilizzare localmente la lana proveniente dai greggi dei pastori della catena montuosa del Lagorai.  La lana delle pecore locali, invece di essere smaltita come scarto, viene acquistata dal comitato (generando così un reddito per i pastori), inviata in Austria per il lavaggio e poi commercializzata. I prodotti che il comitato punta a realizzare sono le trapunte imbottite di lana, i cuscini e i materassi: un vero e proprio “sistema letto” alternativo a quelli fatti con i derivati del petrolio. I lavorati vengono fatti da una piccola manifattura di Trento. Il comitato è composto soprattutto da donne residenti nella Valle dei Mocheni e valli limitrofe, tutte artigiane della lana (tintore, feltraie, magliaie). Con la lana delle pecore locali vengono dunque anche creati prodotti artigianali 100% hand made e viene generata una piccola integrazione del reddito delle donne locali.

PASSAMANO (BZ): Associazione di promozione sociale è uno spazio libero per oggetti e idee. Nasce all’interno di un’iniziativa per la transizione, una libera iniziativa di persone, che prende spunto dal Movimento “Transition Town” fondato dall’inglese Rob Hopkins e dal Movimento decrescita felice. Passamano è l’antitesi di un negozio: nulla, vi viene venduto. Ognuno può entrare e prendere ciò che più gli è utile, o che più gli piace. In cambio non viene richiesta nessuna forma di compenso. si può fare un’offerta. Passamano esce dalla logica del “do ut des”, cercando di creare un’alternativa al consumismo e allo spreco, ripristinando nello stesso tempo un senso di comunità. Al Passamano non trovano spazio solo gli oggetti, ma anche le idee, lo scambio di saperi e di relazioni. È qui infatti possibile trovare informazioni su vari argomenti e iniziative che toccano i temi della decrescita economica, dell’ecologia, di forme di vita alternative ed ecosostenibili. Attraverso bacheche informative si cerca di sensibilizzare e attivare la popolazione della città. Lo scopo è infatti anche quello di rendere i fruitori parte attiva del processo di cambiamento che Passamano auspica attuare all’interno della città. Un cambiamento di mentalità in primo luogo, volto a creare una nuova forma di comunità, scardinata dalle logiche di mercato e orientata verso la solidarietà, il rispetto delle differenze, l’interculturalità, l’ecologia.

aquafilAQUAFIL (TN): Da più di 50 anni il Gruppo Aquafil opera nel mercato del Nylon 6 per la produzione di filo per pavimentazione tessile e per abbigliamento. Nel 2011 Aquafil ha creato il Sistema di Rigenerazione Econyl®, un modello produttivo che permette di sostituire la materia prima vergine di origine non rinnovabile, con materia prima seconda derivante dal riciclo di vari rifiuti tra cui le reti da pesca a fine vita, il fluff dei tappeti e altri. Questo sistema consente non solo di recuperare rifiuti che finirebbero in discarica o negli oceani causando seri danni all’ecosistema, ma anche di ridurre sensibilmente le emissioni di gas serra legate alla produzione di caprolattame vergine.

Un premio per chi racconta la sostenibilità

Questa storie, ma non solo, potranno essere raccontate, entro il 31 maggio, da giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, storyteller con quattro diversi linguaggi – video, foto, radio e scrittura – partecipando al concorso annuale lanciato da Ecodom e CDCA, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti (//www.economiacircolare.com/bando/). I quattro vincitori, uno per categoria, saranno selezionati da una giuria formata da esperti del mondo dell’informazione e della cultura, come Andrea Segre, regista di film e documentari per i video, Giulia Tornari, dell’agenzia fotografica Contrasto per le foto, Florinda Fiamma, giornalista culturale per la radio, Giuseppe Rizzo, giornalista di Internazionale per la scrittura.