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L’economia della bicicletta e gli effetti su salute, commercio, turismo. Esperti riuniti a Lignano (e nuovi percorsi)

Lignano Sabbiadoro è per tre giorni – dal 4 al 6 maggio –  la capitale della mobilità sostenibile su due ruote. Perché l’economia della bicicletta ha un peso sempre maggiore: per discuterne si confronteranno istituzioni, esperti e operatori del settore.

Nell’ambito della “bikenomics” il solo cicloturismo incide in Italia per circa 2 miliardi di euro: un dato importante ma ancora distante da cifre come quelle che fanno segnare Germania e Francia, ai vertici in Europa con rispettivamente 11,37 e 7,49 miliardi. Il valore potenziale è, però, probabilmente molto superiore, come dimostra un’analisi di Confindustria-ANCMA e The European House Ambrosetti sul valore delle due ruote, che ipotizza un valore potenziale del cicloturismo italiano di circa 3,2 miliardi di euro.

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(credit studio Aldo Sodoma)

I numeri

Secondo i dati Legambiente  l’insieme degli spostamenti a pedali genera in Italia un fatturato superiore ai 6 miliardi di euro, inteso come somma della produzione di biciclette e di accessori (l’Italia è il maggior produttore di biciclette in Europa, con una quota di mercato di circa il 18%), delle vacanze su due ruote e dell’insieme delle ricadute positive generate dall’utilizzo della bicicletta in sostituzione di mezzi a motore. Se è il cicloturismo a fare la parte del leone con un’incidenza pari a circa 2 miliardi, l’economia della bicicletta può portare altri benefici, con ricadute sulla benessere e la salute, per un risparmio sanitario quantificabile in circa 1 miliardo di euro. E poi ci sono i risparmi di carburante (oltre 127 milioni di euro) e la riduzione dei costi ambientali e sociali delle emissioni di gas serra (circa 500 milioni di euro).

Secondo Forbes Italia, il cicloturismo nel solo Trentino – una delle regioni italiane che più ha investito in questo ambito –  vale 100 milioni di euro l’anno. Secondo studi recenti, soprattutto nelle regioni del Nord-Est sta crescendo sempre più la “voglia di bicicletta”: un vero e proprio cambiamento culturale, come dimostra ad esempio un recente sondaggio realizzato in Friuli Venezia Giulia dall’istituto di ricerca SWG, in collaborazione con la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta). Oggi solo il 6% dei cittadini friulani usa tutti i giorni la bici, cui si somma però un altro 16% che la utilizza “qualche volta al mese” e un 11% che la usa per fare delle gite. In totale, quindi, 1/3 della popolazione del Friuli Venezia Giulia utilizza la bicicletta in vari modi. Il 21% del campione intervistato ha poi dichiarato che la userebbe se fossero presenti delle piste ciclabili. Inoltre, 1/3 dei cittadini coglie l’esigenza di dare un certo spazio a forme di mobilità alternativa al motore, mentre molto meno della metà si pone in posizione di preclusione.

Quindi, come commenta Fiab, vi è la dimostrazione di “un’attitudine positiva da non trascurare nella definizione delle scelte urbanistiche e di investimento”, una sfida di cui tenere conto anche nelle future politiche.

E sempre più privati cercano nell’economia delle due ruote un nuovo sbocco economico per le proprie attività.

Imprese a due ruote

In Trentino, terra favorevole alle startup, la bikenomics ha visto nascere più di una nuova impresa, dal “trolley” per bici che permette di viaggiare con un bagaglio al disco meccatronico che, applicato a una normale ruota, può trasforma una qualsiasi bici in un veicolo a pedalata assistita.

In Veneto, a Vicenza, è nato Girolibero, tour operator che nel 1998 ha scommesso di trasformare una passione in un lavoro: oggi è il principale tour operator italiano specializzato in vacanze in bicicletta, con un catalogo di oltre 200 itinerari nel mondo. Negli anni i fondatori sono riusciti a costruire una solida impresa economica e anche una rete di collaborazioni e di attività legate alla diffusione della cultura della bici e del cicloturismo, realizzando progetti anche con diverse Regioni italiane. “Oggi in fatturato supera i  15 milioni di euro, dà lavoro a 50 dipendenti e porta in vacanza quasi 20 mila persone all’anno” spiega Pierpaolo Romio, ideatore e amministratore delegato di Girolibero. “Oltre al riscontro economico rimane l’orgoglio di aver sviluppato un’impresa che ha saputo differenziarsi, dove la qualità del lavoro è migliorata per tutti, in primis per i nostri dipendenti. L’idea nasce anche ispirandosi alle filosofie di altri Paesi che da anni investono in questo tipo di turismo, come Germania o Olanda”.

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Alla comunicazione e formazione dedicata alla bicicletta è dedicata Bikenomist, società nata nel 2013 quando dalla fusione di due blog nasce Bikeitalia.it, testata giornalistica pensata per chi utilizza la bicicletta senza velleità di competizione e con un particolare focus su ciclismo urbano, cicloturismo, politiche della ciclabilità e meccanica di bici. Oggi, con un milione di page views/mese, Bikeitalia.it è la rivista di bici più letta in lingua italiana. Dal 2015 Bikenomist offre anche corsi di formazione sulla meccanica ciclistica e sulla biomeccanica e da un anno gestisce una scuola a Monza dove si sono formate già oltre 1000 persone.

Commercio e biciclette

Anche il commercio guarda con interesse al mondo della bicicletta: gli studi svolti in questo senso hanno mostrato una maggiore propensione alla spesa per chi si muove con mezzi diversi dalle auto.  A Toronto, in Canada, una indagine condotta su 61 negozi ha rilevato che solo il 10 % dei clienti utilizza l’auto per fare acquisti e che coloro che arrivano a piedi e in bicicletta spendono più denaro su base mensile. Trasformare i parcheggi in piste o corsie ciclabili difficilmente, secondo gli autori, può avere un impatto negativo sul volume di business generato nella zona e anzi questo cambiamento può verosimilmente incrementare l’attività commerciale.

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Un risultato confermato da una ricerca condotta dall’Università di Washington, che ha raccolto i dati della vendita al dettaglio prima e dopo che la costruzione di una pista ciclabile portò alla cancellazione di 12 posti auto sulla 65a strada a Seattle. L’indice di vendite sulla 65a strada si è impennato del 400% rispetto a prima della creazione della ciclabile, soprattutto se paragonato con gli altri negozi del circondario. Anche se non ci sono naturalmente evidenze che possano collegare la crescita delle vendite alla costruzione della pista ciclabile, è però senz’altro possibile dire che le attività commerciali non sono state danneggiate dalla riduzione del numero dei parcheggi.

E oltre ai benefici per i commercianti, non sono secondari nemmeno quelli garantiti ai proprietari delle abitazioni nelle vicinanze delle quali vengono costruite infrastrutture per la mobilità ciclabile: la realizzazione di piste ciclabili di alta qualità può infatti far aumentare il valore delle case in loro prossimità fino al 50%.

In Italia la propensione a puntare su questi investimenti resta limitata, ma si fanno strada iniziative come quella avviata a Ferrara da Ascom Confcommercio con l’obiettivo di fare in modo che sia le politiche pubbliche sia le iniziative private si muovano nella direzione dello sviluppo della mobilità ciclabile. In particolare “I bike it” è un progetto di cicloturismo che raggruppa a oggi 20 strutture che rappresentano l’intera filiera del turismo: alberghiero, extralberghiero, escursionismo, ristorazione, noleggio biciclette e altro, con strutture attrezzate per offrire servizi mirati a chi si muove sulle due ruote, come ad esempio custodia, ricovero e assistenza meccanica per le biciclette.

Il turismo

Come detto, il valore potenziale del cicloturismo italiano potrebbe arrivare a circa 3,2 miliardi di euro.

bike_credit-studio-aldo-sodoma-117Fra le best practice italiane c’è proprio Lignano Sabbiadoro, che con l’obiettivo di attirare l’attenzione di un turismo slow, evoluto e attento alla sostenibilità, ha scelto di investire sugli itinerari cicloturistici, sviluppando nuovi percorsi ed estendendo la rete esistente, anche grazie all’apertura di nuovi collegamenti via barca, come quello che sarà inaugurato a breve e che metterà in comunicazione Lignano con Bibione attraversando il fiume Tagliamento. Un servizio gratuito, riservato a ciclisti e pedoni permetterà di collegare – lungo un percorso che si svolge per gran parte attraverso piste ciclabili – il faro rosso di Lignano Sabbiadoro con il faro di Bibione, passando quindi dal Friuli Venezia Giulia al Veneto.

Potenzialmente, quindi, sulle due ruote si potrà arrivare, mediante percorsi che si snodano sia su piste ciclabili sia su strade a basso scorrimento, addirittura fino a Venezia, attraverso una rete di itinerari che arriva a raggiungere i 240 km e che permette, fra l’altro, il collegamento con la ciclovia Alpe Adria, che connette Grado a Salisburgo, in Austria.

Fra le inaugurazioni attese anche quella del primo tratto della ciclovia del lago di Garda, che con oltre 95 chilometri unisce tre regioni: Lombardia, Veneto e provincia autonoma di Trento e già si annuncia come la pista più spettacolare d’Europa.

I progetti del Veneto

Intanto ammonta esattamente a 13 milioni e 360 mila euro lo stanziamento deciso dal CIPE, su richiesta della Regione del Veneto, per la realizzazione di una decina di interventi di mobilità ciclabile finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020.

“Si tratta di un importante riconoscimento finanziario a sostegno del lavoro che come Regione stiamo svolgendo sul fronte della mobilità sostenibile – sottolinea con soddisfazione l’assessore regionale ai Lavori pubblici, infrastrutture e trasporti – che ci permette di realizzare e sistemare circa 110 chilometri di percorsi e itinerari ciclabili che vanno ad aggiungersi agli oltre 1.500 già esistenti.Stiamo candidando il Veneto – conclude l’assessore – a diventare uno degli snodi più importanti e strategici della rete ciclabile nazionale ed europea. La nostra regione, infatti, è attraversata da 5 delle 10 ciclovie di interesse nazionale, quella ‘del Garda’, la ‘Trieste-Venezia’, l’Adriatica (che interessa tutte le regioni della costa adriatica), la ‘VenTo’ (Venezia-Torino) e la ‘Ciclovia del Sole’ che collega Verona a Firenze. Il nostro obiettivo è connettere queste grandi ciclovie tra loro e ai percorsi regionali e interregionali ai quali stiamo lavorando, per formare così, gradualmente, uno dei sistemi infrastrutturali di mobilità leggera tra i più ampi e attrezzati del nostro Paese”.

Questi in dettaglio gli interventi finanziati:

  1. Trepalade-Museo Archeologico di Altino (Venezia)

Percorso di 2,45 km in sede propria, nel Comune di Quarto d’Altino (Ve); costo complessivo dell’opera: 735 mila euro; contributo FSC: 600 mila euro.

Tratto lungo il canale Siloncello, per il collegamento con la ciclovia lunga delle Dolomiti; nell’ottica del percorso Green Tour – Lungo Sile, costituisce una possibile variante per favorire la  visita al museo e la fruizione del percorso della Memoria sulla via “Augusta”.

  1. Castion Veronese – Costermano – Albarè (Verona)

Percorso di 5,2 km in sede propria e riservata, nel Comune di Costermano (Vr); costo complessivo dell’opera: 1,6 milioni di euro; contributo FSC: 1,25 milioni di  euro.

Pista ciclabile che permette il collegamento delle frazioni di Castion Veronese e Albarè con il capoluogo di Costermano, al centro del sistema dei percorsi ciclabili della riva orientale del Garda e del Basso Baldo.

  1. tratto lungo la SS 516 “strada Piovese”, in prosecuzione della pista già realizzata nel centro di Legnaro (Padova)

Percorso 630 metri in corsia separata dalla carreggiata stradale mediante aiuola, nel Comune di Legnaro (Pd); costo complessivo dell’opera: 1,2 milioni di euro; contributo FSC: 810 mila euro.

La pista ciclabile permette il collegamento scolastico/culturale con il centro Universitario, la Clinica Veterinaria, l’istituto di Fisica Nucleare e l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

  1. tratti di pista nei Comuni di Melara, Castelnovo Bariano, Salara, Ficarolo, Stienta, Occhiobello, Polesella, Papozze (Rovigo)

Interventi di realizzazione e miglioramento per complessivi 15,6 km di percorso; costo complessivo dell’opera: 1,89 milioni di euro; contributo FSC: 1,4 milioni di euro.

Secondo stralcio dell’intervento denominato “Progetto integrato per la valorizzazione turistica del sistema fluviale della sinistra Po” che prevede la realizzazione di un percorso sulla sponda sinistra del fiume Po da Melara a Porto Tolle: 140 km complessivi, con aree di interscambio, di sosta e di servizio. Con il primo stra1cio è già stato realizzato un itinerario di circa 95 km su sommità arginale, ora, con il secondo, si completano una serie di interventi “puntuali” o di collegamento dei centri abitati alla pista ciclabile e si realizzano tratti di collegamento ad altri percorsi ciclistici presenti nella zona.

  1. tratti di pista nei Comuni di Campodarsego – Camposampiero – Massanzago –Piombino Dese – San Giorgio delle Pertiche – Santa Giustina in Colle –Trebaseleghe – Villa del Conte (Padova)

Percorso di 9,8 km di lunghezza; costo complessivo dell’opera: 2,6 milioni di euro; contributo FSC: 1,56 milioni di euro.

Realizzazione di connessioni di piste ciclabili per uno sviluppo turistico sostenibile in aree di pregio ambientale e culturale nella Federazione del Camposampierese. Il  progetto prevede la realizzazione di tratti di pista ciclabili sui seguenti sistemi:

  • sistema del Tergola (lungo l’argine e sulla S.P. 39, nei comuni di Campodarsego, Santa Giustina in Colle e San Giorgio delle Pertiche);
  • sistema del Muson Vecchio e sistema del Muson dei Sassi (la pista si inserisce lungo il confine est del Comune di Camposampiero con Massanzago nella direttrice della S.P. n. 31 che porta da Camposampiero a Massanzago in cui è presente una pista ciclabile che collega la zona periurbana di Straelle all’abitato di Camposampiero);
  • sistema Ostiglia (interventi nei territori dei Comuni di Piombino Dese e Trebaseleghe: il primo tratto prevede il collegamento diretto tra la Villa Cornaro e il percorso ciclabile dell’ex ferrovia Ostiglia; il secondo tratto riguarda il collegamento tra la pista ciclabile lungo la S.S. 245 Via Albare, fino ad arrivare alla ciclabile dell’ex ferrovia Ostiglia e rendere così possibile il collegamento del vicino centro abitato di Trebaseleghe direttamente al percorso ciclabile dell’Ostiglia).

 tratto di pista ciclabile nei Comuni di Castelmassa e Castelnovo Bariano, lungo la ex S.S. n. 482 (Rovigo)

Percorso di 3,21 km di lunghezza; costo complessivo dell’opera: 1,8 milioni di euro; contributo FSC: 1,445 milioni di euro.

La pista ciclabile di nuova realizzazione “Massa Superiore” prevede il collegamento tra i centri urbani di Castelmassa e Castelnovo Bariano, lungo la ex Strada Statale n. 482, con una larghezza media di 2,50 metri. Si prevede così di prolungare un’esistente pista ciclabile di sotto argine (lunghezza di 682 metri).

  1. Green Tour: tratto in provincia di Vicenza della Treviso – Ostiglia (Vicenza)

Percorso di 9,3 km di lunghezza; costo complessivo dell’opera: 1,8 milioni di euro; contributo FSC: 1,8 milioni di euro.

Questo stralcio comprende il tratto della ex ferrovia militare Treviso-Ostiglia, che inizia a Grisignano di Zocco e prosegue in direzione Ostiglia, con collegamento con la pista ciclabile della Riviera Berica a Mossano (Comuni attraversati: Grisignano, Montegalda, Montegaldella, Castegnero, Nanto e Mossano).

 Tratto lungo la sponda destra del fiume Adige nei Comuni di Badia Polesine – Lendinara – Lusia – San Martino di Venezze

Percorso di 52,1 km di lunghezza; costo complessivo dell’opera: 2,6 milioni di euro; contributo FSC: 1,8 milioni di euro.

Progetto integrato per la valorizzazione del sistema fluviale della “Destra Adige”,  che mira alla creazione di un percorso cicloturistico lungo l’argine destro del corso del fiume Adige fino al mare Adriatico, per un’estensione di circa 86 km complessivi nel territorio della provincia di Rovigo.

  1. Greenway del Fiume Sile: da borgo a borgo, da Treviso a Quinto (Treviso) Percorso di 6 km di lunghezza; costo complessivo dell’opera: 900 mila euro; contributo FSC: 900 mila euro.

Il progetto, inserito nell’ambito della razionalizzazione e riqualificazione dei percorsi ciclopedonali all’interno del Parco del Sile, prevede la realizzazione del collegamento tra la località Sant’Angelo (Treviso Ovest) con Quinto di Treviso.

  1. percorso ciclo-pedonale di collegamento tra le piste dei canali Biffis e Camuzzoni a Verona

Due distinti tratti di ciclabile per una lunghezza complessiva di 5,5 km di lunghezza; costo complessivo dell’opera: 2 milioni di  euro; contributo FSC: 1,8 milioni di euro.

Nell’ambito del programma adottato dal Comune di Verona finalizzato a realizzare una rete di percorsi ciclo pedonabili a supporto del cicloturismo ma anche del pendolarismo urbano, la proposta di progetto mira al completamento di percorsi esistenti creando un unico percorso ciclabile che dal centro di Verona (stazione FFSS) si congiunga alla pista ciclabile Biffis a nord del centro abitato.