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A tempo record pronto il corso per giovani tappezzieri e cucitori dell’imbottito, li aspetta il distretto di sedia e mobile

Oltre 2.500 imprese in Friuli Venezia Giulia sono alla ricerca di figure professionali sempre più difficili da reperire sul mercato del lavoro, ma essenziali per garantire la qualità dei prodotti imbottiti del Made in Italy e del distretto locale, così apprezzata all’estero.

Giovani tappezzieri e cucitori dell’imbottito cercansi per cambio generazionale: per loro percorso formazione gratuito, stage in azienda, possibilità occupazionali concrete. Del resto nei pochi giorni passati dalla presentazione del corso è già arrivata dalle imprese la disponibilità ad ospitare quasi 30 persone da formare in stage.

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La collaborazione che ha dato vita alla “Soft Design Academy” è scattata fra il Cluster Arredo e Sistema Casa con l’Enaip Fvg, con il sostegno della Regione Fvg (Area Agenzia regionale per il lavoro – Servizi alle imprese): obiettivo rispondere alle esigenze delle aziende del comparto dell’Arredo. Un’urgenza emersa dagli incontri promossi dal Cluster Arredo con le associazioni di categoria e le imprese, che ha dato il via alla partenza a tempi record (soli due mesi) di un percorso formativo dedicato alle fasi produttive della tappezzeria e cucitura, in programma da giugno all’autunno.

Per capire meglio l’iniziativa partiamo dal contesto; quello di un distretto più che in salute. “Fresche” di Salone del Mobile, le imprese del Fvg riportano il 26% di visite in più rispetto all’edizione 2017, “un numero altissimo – ha commentato Franco di Fonzo, presidente del Cluster Arredo e Sistema Casa – che dà una percezione di quanto vale il made in Italy nel mondo, di cui il Fvg ha parte importante. Il nostro export nel comparto legno-arredo vale il 13% di quello nazionale, dal 2014 in continua crescita grazie alla riconosciuta qualità dei prodotti. Ma siamo in grado di fornire ciò che ci viene richiesto se sta venendo a mancare una figura qualificata come il tappezziere? Ci ritroviamo ad assumere personale volenteroso ma formato, solitamente, con un passaggio di consegne orale da parte di persone ormai a fine carriera”.

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Di Fonzo ha dunque rimarcato l’importanza di qualificare nuovi, giovani tappezzieri con un percorso ad hoc di cui il Cluster, sviluppatore di sinergie tra pubblico e privato, è promotore. “Il sistema economico dell’Arredo Fvg è cambiato – ha aggiunto il direttore Carlo Piemonte -, dal venire qui a comprare qui in Friuli Venezia Giulia, ora è il Sistema Fvg a vendere e a raccontare i suoi prodotti garantendo la qualità intrinseca delle nostre aziende: saper produrre mobili, sedie, imbottito; saper fare un mestiere vero. Oggi però manca proprio la figura professionale che ci serve nelle cuciture e nelle tappezzerie”. Dopo diverse riunioni con gli attori interessati, si è giunti a un percorso formativo che vede la disponibilità delle aziende ad inserire subito in stage 20 giovani. “La nostra sfida è riuscire far capire ai giovani e alle famiglie che diventare un sarto dell’arredo è un valore e un’opportunità di crescita”, ha chiuso Piemonte, con una postilla di di Fonzo: “E’ bene che le famiglie indichino gli sbocchi professionali ai figli che abbiano un futuro: la manualità, la bellezza, l’artigianalità torneranno in auge”. Anche in questo progetto, concretizzato a tempo record, si è espresso il ruolo (previsto per legge) del Cluster di fare sistema e la sua capacità di far dialogare pubblico (Agenzia del lavoro) e privato (imprese).

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A confermare la previsione di di Fonzo la direttrice Area Occupabilità dell’Enaip Fvg Antonella Vanden Heuvel: “Molte professioni saranno sostituite da intelligenze artificiali, ma non quella delle mani, della capacità di fare. Una delle sfide di questo corso, che è la chiusura del cerchio perfetto di come si parlano imprese, istituzioni, è quella di far capire quanto il tappezziere o il cucitore sia un mestiere appetibile. L’aspetto più critico, infatti, non è tanto reperire persone, ma assumere chi è veramente motivato ed orientato verso questo lavoro, che ne capisca il valore”.

Lungi dalla vecchia visione dell’operaio in fabbrica in catena di montaggio, oggi diventare tappezzieri o cucitori (figure adatte ad entrambi i generi) significa fare un bel lavoro ed avere soddisfazioni. E questo va fatto comprendere ai giovani, ma soprattutto alle famiglie, è stato detto da tutti i relatori.

Il corso Soft Design Academy”, finanziato dalla Regione, si svolgerà parallelamente in due sedi, a Pasian di Prato e Pordenone, per coprire al meglio le aree della Sedia e del Mobile. Durerà 600 ore, di cui metà di stage, “ma anche in aula non ci sarà solo la lezione frontale, perché si impara facendo”, ha precisato Vanden Heuvel; previste dunque la presenza di imprenditori in veste di docenti e visite in azienda. Il corso partirà a giugno (da 12 a 20 partecipanti) e sarà così suddiviso: Tecnologia delle lavorazioni per imbottito e tappezzeria (40 ore), Tecniche di taglio e e cucitura (102), Lavorazioni per tappezzeria e imbottiti (122), stage (300), esame (8), oltre alle lezioni obbligatorie sulla sicurezza.
Agenzia Regionale per il Lavoro

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A breve verrà aperto un avviso che i candidati troveranno sul sito istituzionale della Regione – ha spiegato Gianni Fratte, responsabile del Servizio alle Imprese dell’Agenzia Regionale per il Lavoro –; basta cliccare nella home page la sezione “offerte di lavoro”, segnalate con frecce arancioni”. Anche sul sito del Cluster Arredo dei banner consentiranno di accedere direttamente all’avviso, che verrà amplificato dalla comunicazione sui social. I destinatari, nell’ambito del Progetto Pipol, sono giovani under30. “E’ una opportunità che stiamo realizzando assieme alle aziende con prospettive occupazionali interessanti – ha affermato Fratte -. C’è una ripresa importante, lo abbiamo constatato al Salone di Milano. Le aziende locali stanno alzando la testa, con rinnovato ottimismo, e cercano personale”. “Faremo una preselezione – ha chiuso Manuela Fracarossi, responsabile dei Servizi di Lavoratori Hub Udine e Bassa Friulana dell’Agenzia Regionale per il Lavoro –. Le maglie non saranno tanto larghe anche se c’è necessità e urgenza, perché il personale deve essere motivato. Nei primi mesi del 2018, solo a Cividale, abbiamo ricevuto al Centro dell’impiego ben dieci richieste da aziende, coprendo solo due posizioni”.