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Due sole startup italiane alla fiera della tecnologia di Shanghai: una è vicentina (e ha già sfidato anche il fallimento)

Giusto in queste ore Guido Nardo, lo startupper di cui si parla in questo post, è sbarcato a Shanghai, carico di bagagli (e carico in generale).

Al CES Asia 2018 – dal 13 al 15 giugno 2018, presso lo Shanghai New International Expo Center (SNIEC) – parteciperanno oltre 100 startup da 13 Paesi:la più grande esposizione da quando l’evento è stato creato. Qui oltre 100 delle imprese più innovative di tutto il mondo presenteranno le loro ultime tecnologie: due sono italiane, una è vicentina, ed è stata invitata a partecipare dopo avere infilato una serie di titoli che non lascia indifferenti. Non solo: è stata anche nominata per il premio Startup Awards. Il CES ASIA Startups Awards è il riconoscimento ufficiale di CES: questo premio riconosce le startup più innovative e in crescita esponenziale per le nuove tecnologie nel mondo della realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e intelligenza artificiale (AI).

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Vision Lab Apps Srl è nata a fine 2015, e la sua è una storia di tenacia. “Non è la mia prima startup – racconta Guido Nardo, fondatore e ingegnere – anzi è la quarta. Le altre sono nate da esperienze all’estero, prima la conclusione della laurea magistrale  nel centro di ricerca di Bioinformatica a Palma di Maiorca, poi un anno nella Silicon Valley, infine in Brasile. Negli Stati Uniti i finanziatori guardano favorevolmente a chi ha avuto precedenti esperienze anche non andate a buon fine: sanno che anche così si impara e si fa esperienza“.

Tenacia significa anche credere in un progetto – gli occhiali smart – senza esitazioni nemmeno nei periodi in cui colossi come Google sembrano non scommetterci più di tanto. Vision Lab Apps produce – e presenterà al mercato asiatico – “ERA” (Enterprise Remote Assistance), una piattaforma che offre assistenza e manutenzione di macchinari industriali da remoto, , tramite l’utilizzo di Google Glass Enterprise e Smart Glasses. Un modo per “cambiare il modo di lavorare della manodopera industriale – spiega Guido Nardo, ceo e co-fondatore della startup – Tramite gli Smart Glasses l’operatore viene supportato da informazioni in realtà aumentata. Non solo sarà possibile condividere i compiti da svolgere e le fasi delle lavorazioni, ma anche suggerimenti interattivi, animazioni sovrapposte alla realtà, sintesi vocali e riconoscimento dei macchinari”.

PrintChe cosa fa, in parole semplici, questa startup? Vision Lab Apps è specializzata nello sviluppo di software per la realtà aumentata e gli “occhiali intelligenti” capaci di trasmettere informazioni e dati a chi li indossa, implementando il nuovo paradigma della tecnologia Uomo-Macchina.

Il debutto è stato con il lancio della piattaforma ERA al CES 2018 di Las Vegas: “Siamo stati contattati da molte aziende italiane e europee interessate a scoprire i vantaggi legati alle tecnologie degli Smart Glasses – prosegue Nardo – Così abbiamo sviluppato dei progetti pilota in diversi settori industriali e testato i differenti casi d’uso che offre la piattaforma ERA, implementando il paradigma 4.0 nelle aziende. Nel secondo semestre del 2018 lanceremo i moduli di machine learning e Intelligenza Artificiale per offrire analisi predittive su guasti e malfunzionamenti dei macchinari.”

In questo momento la startup sta lavorando con circa 15 aziende del Veneto, tutte manifatturiere, testando e mettendo a punto visori intelligenti tarati sulle singole necessità: “Il mercato include tutte le aziende che esportano macchinari, ma anche quelle che vogliono poter offrire un servizio post vendita del tutto innovativo”, spiega Nardo. Vicenza è stata scelta perché sua città natale – e dopo tanti anni all’estero la voglia di ritornare a casa c’è – e ora si dimostra terreno fertile per portare le nuove tecnologie anche in aziende tradizionali.

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Oggi il team comprende una decina di persone: ingegneri, ma anche designer e copywriter, molti conosciuti negli hackathon, quelle maratone creative dove giovani talenti si mettono alla prova lavorando in squadra sui temi assegnati e studiando soluzioni. Nardo, 36 anni, è da poco rientrato dalla Russia dove ha partecipato a Startup Village, il principale appuntamento dedicato all’innovazione ospitato nel parco tecnologico “Skolkovo Innovation Centre ” (nel distretto Mozhaysky di Mosca).

Il mercato russo – racconta Nardo – è tra i più promettenti, anche per gli ingenti finanziamenti pubblici e privati, e per la forte spinta del Paese verso l’ industria 4.0. Il report pubblicato dalla rivista Inc. Russia parla di 45 miliardi di rubli (650 milioni di euro circa), investiti tra il 2016 e il 2017 in settori specifici in forte ascesa nel web russo: e-commerce (12.5 miliardi), risorse umane e lavoro (10.4 miliardi), soluzioni per il business (10.3 miliardi), Internet of Things (5.6 miliardi). Lo stesso Skolkovo Innovation Centre  è un progetto voluto fortemente dal Governo russo nel 2010, finanziato con oltre 2.7 miliardi di dollari: un vero e proprio polo del business dedicato all’Hi-Tech che organizza ogni anno oltre 200 eventi rivolti al mondo dell’innovazione e ospita centinaia di startup capaci di attirare grossi investimenti”. Tra il 2013 e il 2016 circa 1.200 startup residenti a Skolkovo hanno attratto investimenti per oltre 225 milioni di dollari e creato quasi 13.000 posti di lavoro.

Tutti questi aspetti sono incoraggianti per startup innovative come Vision Lab Apps, che vede anche in Russia un terreno fertile per la crescita del nuovo mercato degli Smart Glasses / AR Enterprise. C’è la Russia nel futuro della startup veneta? “Stiamo valutando, le offerte di collaborazione ricevute sono interessanti. In generale negli ultimi anni diversi fattori economico-politici interni hanno creato uno sfondo sfavorevole agli investimenti nel territorio: ecco perché, ci sembra importante sottolineare l’esistenza di interessanti facilitazioni per le startup legate al parco tecnologico di Skolkovo. Il governo della Federazione, infatti, ha istituito leggi speciali per queste realtà, limitando – o eliminando del tutto – diversi impedimenti burocratici, come il rilascio del visto o l’avvio di procedure import/export. Tutti questi aspetti giocano a beneficio di Vision Lab Apps, dei suoi partner e dei suoi clienti”.

Come si mette benzina in una startup nuova di zecca che deve crescere? Nardo ci ha investito in prima persona, i suoi genitori Lidia e Libero, poi c’è stato il bando per il consolidamento delle startup innovative della Regione Veneto (148mila euro finanziati POR 1.4.1 Fesr-Regione). Partecipare a un fiera come il CES ASIA significa aprirsi delle porte, ma a proprie spese. Un investimento sul futuro, mentre l’attività di Ricerca e Sviluppo si concentra su un futuro davvero prossimo: quello delle tecnologie Wearable portabili e indossabili, l’internet of Things (IoT) come estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. “Tecnologie alla base della quarta rivoluzione industriale che porterà i computer ad essere realmente, sempre e dovunque presenti nelle nostre vite e ci permetteranno di monitorare noi stessi e il mondo che ci circonda”, sottolinea Nardo.

 A proposito di startup nate con l’aiuto di mamma e papà: questa è la storia di Irene e del “love money” (il denaro prestato da chi ti vuole bene) che le ha dato il via.
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  • Luca |

    In Italia mancano investitori e lo si capisce anche da questa intervista. Negli Stati Uniti non devi accontentarti delle briciole dei fondi regionali per fare qualcosa.

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