A Pitti c’è anche la scarpa veneta che innova il modo di allacciarsi le scarpe (e con la suola ti restituisce l’energia del movimento)

Fino a domani, a Firenze, c’è Pitti Uomo, dove si incontra il meglio della moda maschile: in passerella le collezioni primavera estate 2019. Una industria di tutto rispetto, che fa all’estero oltre il 65% dei propri ricavi. C’è molto Veneto, naturalmente

Fra le aziende – 1.240 i marchi presenti – c’è Diadora, che porta –  come spiega Enrico Moretti Polegato, dal 2009 presidente – «due tecnologie messe a punto dal nostro centro ricerche e finora applicate ai prodotti per lo sport, che ora servono a rendere maggiore il comfort anche nella vita quotidiana. Questo è un altro segno distintivo della nostra realtà: trasferire la ricerca da una linea all’altra».

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Nel dettaglio la prima tecnologia è TXS – Taping Cross System, un sistema di allacciatura sviluppato a metà anni ‘90: originariamente ideato per il tennis, per  aumentare il controllo garantendo maggiore stabilità durante il gesto atletico, oggi viene riproposto per la prima volta nella collezione Diadora Heritage. Il risultato? N9000 TXS  è un prodotto unisex dall’immagine moderna e d’ispirazione sportiva che unisce l’autenticità di uno dei modelli running che ha fatto la storia del brand, la N9000, alla tecnologia TXS.  L’ applicazione della tecnologia TXS nella suola e il plateau danno alla scarpa un aspetto che riporta al trend della “chunky sneaker”.

201_174818_60074La seconda tecnologia,  MDS Mass Damper, invece  restituisce l’energia assorbita durante il movimento del piede grazie a una intersuola in poliuretano a bassissima densità di ultima generazione, molto confortevole nella calzata. Applicata alla suola della MI Basket, altra icona di Diadora, rende questo modello un pezzo di modern design d’avanguardia.

La strada maestra dell’azienda resta la stessa, conferma Moretti Polegato: rispettare il Dna dell’azienda che ha fatto la storia dello sport, unendo autenticità e innovazione.

La collezioni Diadora lifestyle Primavera Estate 2019 diventa  «un’ode all’unicità del brand, determinato a ottenere il meglio da sé stesso: il coraggio di essere ciò che gli altri non sono. Shaped by life è il tema che descrive queste collezioni che celebrano l’esperienza  coniugando sapientemente l’impeccabile artigianalità con la più audace voglia di sperimentare – spiegano in azienda -. Così Diadora fa riscoprire al consumatore i suoi pezzi migliori e li rivisita grazie a lavorazioni  che ne esaltano l’unicità ricorrendo all’applicazione di tecniche e trattamenti innovativi e a dettagli inediti che danno vita a prodotti unici e dal design d’avanguardia». Il risultato sono due collezioni lifestyle all’insegna della novità.

201_174955_80013Anche Diadora Sportswear in questa stagione celebra il suo archivio: i pezzi migliori del brand vengono rivisitati grazie a un mix & match di materiali non convenzionali, e all’applicazione di tecniche e trattamenti all’avanguardia, lavaggi e dettagli inediti. Nelle scarpe, la pelle pieno fiore trattata è esaltata dai dettagli in materiali provenienti dall’abbigliamento casual, come la linguetta e il back tab in cotone fleece, tipico delle felpe anni ’90, che, insieme al logo in suede, contribuiscono ad un feeling retro vintage che contrasta con gli ultra-moderni dettagli in velcro.

L’altro punto di forza del marchio trevigiano resta l’italianità: «L’operazione di reshoring, con l’avvio di una produzione interna per i prodotti alti di gamma, ci è servita ad affermare questo valore, e ha dato risultati tanto positivi da portarci ad aumentare anche la produzione. Continuiamo così, e il riscontro dai mercati esteri è importante: dagli Usa i negozi specializzati ci stanno chiedendo il riassortimento». Diadoraha chiuso il 2017 con un fatturato consolidato di 162 Milioni di euro, segnando una crescita del 7% rispetto all’anno precedente.

A ben pensarci questo blog si è occupato spesso di scarpe: quelle che rivoluzionano l’arrampicata, per esempio, gommate Michelin, e la star delle polacchine, 100mila paia vendute, prodotta in Riviera del Brenta.

E per i giovani c’è un percorso gratuito: dalla collaborazione fra Umana, Rossimoda e Politecnico Calzaturiero nasce “Talenti in Rossimoda, un percorso formativo di approfondimento sulla calzatura rivolto in particolar modo a figure di rilevante importanza, quali addetti al Controllo qualità e operatori della Logistica. Il successo del distretto – spiegano gli organizzatori  –  racconta il valore della manifattura, costruito negli anni grazie alla qualità dei professionisti che ogni giorno lavorano concorrendo a mantenere l’alto profilo di una fra le più importanti e antiche tradizioni manifatturiere in Italia. La professionalità che esprime questo mondo rappresenta un patrimonio prezioso da curare, costruire e formare. E di nuove leve c’è grande bisogno.