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Uno squero sulla nave da crociera per il mercato cinese, Friuli e Islanda per Erasmus+, Masterclass per attori #AziendeConLaValigia

Costa Crociere, compagnia italiana del gruppo Carnival Corporation, il più grande gruppo crocieristico del mondo, e Fincantieri, uno dei più importanti complessi cantieristici navali del mondo, hanno celebrato nello stabilimento di Monfalcone il varo tecnico di Costa Venezia, la prima nave Costa progettata e costruita appositamente per il mercato cinese.

 Durante la cerimonia Costa Venezia ha toccato il mare per la prima volta. La celebrazione ha seguito il protocollo previsto dalla tradizione marinara per queste occasioni, con l’allagamento del bacino dove la nave ha preso forma negli ultimi mesi, a seguito del taglio del nastro per la rottura della bottiglia da parte della madrina Chiara Ustulin, una dipendente del cantiere di Monfalcone. Costa Venezia entrerà in servizio a marzo 2019, una volta completati gli allestimenti interni.

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Oltre ad accrescere ulteriormente la flotta Costa che opererà in Cina, Costa Venezia segna un nuovo traguardo per la compagnia italiana e il suo impegno per lo sviluppo del settore crocieristico cinese.

Come prima nave realizzata appositamente per il mercato cinese, Costa Venezia segna una nuova era non solo per Costa e Fincantieri, ma per l’industria crocieristica cinese nel suo complesso”, ha dichiarato Mario Zanetti, direttore generale di Costa Group Asia. “Dal suo concepimento sino al varo tecnico di oggi e oltre, tutto ciò che riguarda Costa Venezia è stato progettato pensando al cliente cinese. Costa Venezia continuerà ad offrire l’autentica esperienza italiana tipica di Costa, ma con l’aggiunta di ulteriori novità, mai proposte prima, in grado di soddisfare ancora meglio le esigenze del mercato locale”.

Oggi celebriamo una tappa fondamentale per la realizzazione di Costa Venezia che, insieme alla sua gemella, potenzierà l’impegno di Costa in un mercato emergente”, ha dichiarato Luigi Matarazzo, direttore New Building-Direzione Navi Mercantili di Fincantieri. ”Grazie allo sforzo profuso dal cantiere di Monfalcone, in un momento di eccezionale crescita dell’industria crocieristica, confermiamo la nostra leadership globale nel settore e il nostro legame duraturo con Costa Crociere”.

Costa Venezia farà rivivere agli ospiti cinesi l’unicità della cultura veneziana e italiana. Il teatro della nave sarà ispirato al teatro veneziano “La Fenice”; l’atrio principale ricorderà “Piazza San Marco”, mentre i ristoranti ricalcheranno la tipica architettura delle calli e dei campi veneziani. A bordo ci saranno anche delle vere e proprie gondole, realizzate dagli artigiani dello Squero di San Trovaso, mentre un’incantevole festa in maschera ricreerà la magica atmosfera del famoso Carnevale di Venezia. Gli ospiti potranno inoltre assaporare la cucina italiana, fare shopping nei negozi di bordo con tanti marchi famosi del “made in Italy” e godersi l’intrattenimento italiano di fama internazionale. Allo stesso tempo potranno sentirsi come a casa loro, grazie all’offerta di un’ampia scelta di cucina cinese, del karaoke in stile cinese, e di feste come il “Golden Party”, pieno di sorprese e di regali da poter vincere ogni dieci minuti. Prima di arrivare in Cina il prossimo maggio, Costa Venezia salperà per due crociere, entrambe in partenza dal porto italiano di Trieste. Il 3 marzo 2019 partirà la crociera vernissage in Grecia e Croazia, seguita l’8 marzo da una crociera inaugurale di 53 giorni, sulle orme di Marco Polo, che attraverserà il Mediterraneo, il Medio Oriente, il sud-est asiatico e l’Asia orientale, prima di arrivare a Tokyo. Quella di vernissage e la crociera inaugurale saranno le uniche partenze disponibili per gli ospiti europei e americani per godersi una vacanza sulla nuova nave. Dal 18 maggio 2019 infatti Costa Venezia sarà dedicata esclusivamente agli ospiti cinesi, offrendo crociere in Asia con partenza da Shanghai.

Costa Venezia sarà la più grande innovazione introdotta da Costa nel mercato cinese dal 2006, anno in cui la compagnia è entrata per prima al mondo nel mercato locale. Con una stazza di 135.500 tonnellate lorde, una lunghezza di 323 metri e una capacità di oltre 5.100 ospiti, Costa Venezia sarà inoltre la più grande nave da crociera di Costa in Cina.

Una seconda nave progettata esclusivamente per il mercato cinese, gemella di Costa Venezia, è attualmente in costruzione da Fincantieri a Marghera, con consegna prevista nel 2020. Queste due nuove navi per l’Asia porteranno a 14 il numero totale di navi Costa costruite da Fincantieri in Italia, per un investimento complessivo di oltre 6 miliardi di euro. I progetti per la costruzione delle nuove navi stanno coinvolgendo migliaia di lavoratori dei cantieri e dipendenti dell’indotto. I benefici per l’occupazione non riguardano solo i cantieri ma, soprattutto per l’allestimento degli interni, anche imprese esterne, la maggior parte delle quali italiane.

Il piano di espansione del Gruppo Costa prevede in totale 7 nuove navi in arrivo entro il 2023. Dopo Costa Venezia arriverà Costa Smeralda, nuova ammiraglia del marchio Costa Crociere, la cui entrata in servizio è prevista nell’ottobre 2019.

Il Gruppo Costa è la compagnia di crociere leader in Europa e in Asia, con sede a Genova. Le 26 navi della sua flotta, appartenenti ai marchi Costa Crociere, AIDA Cruises e Costa Asia, hanno una capacità complessiva di oltre 74.000 letti. La flotta crescerà ulteriormente con l’arrivo di 7 nuove navi entro il 2023. La compagnia ha 27.000 dipendenti, che lavorano a bordo delle navi e in 20 uffici di 14 paesi.

Italia e Islanda per Erasmus

Una nuova sfida nella formazione: l’Italia diventa partner dell’Islanda per un progetto Erasmus+ voluto e finanziato dall’Unione Europea. Protagonista di questa progettualità innovativa è ancora una volta il Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale del Friuli (UD); un nuovo percorso di crescita formativa si va ad aggiungere alle numerose iniziative di scambio su cui il Convitto investe per potenziare la formazione individuale degli allievi.

A settembre arriveranno al Paolo Diacono i partner dalla scuola Menntaskólinn di Akureyri, una città dell’Islanda settentrionale. Durante il “soggiorno professionale” i docenti islandesi svolgeranno un’attività di formazione di tipo job-shadowing – che prevede l’osservazione diretta delle lezioni nelle classi del Convitto, lo scambio e la mutualizzazione di pratiche ed esperienze con i colleghi italiani – allo scopo di attivare scambi e confronti tra metodi didattici ed offerta formativa. I docenti del Convitto assieme agli inseganti della scuola islandese avvieranno la progettazione di futuri scambi tra studenti e classi dei due Paesi.

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Patrizia Pavatti, Rettore del Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale, ha così espresso la sua soddisfazione: “Da settembre i nostri scambi europei si arricchiranno di un nuovo Paese: l’Islanda; un’ulteriore preziosa opportunità di accompagnamento alla crescita formativa e personale dei ragazzi attraverso esperienze uniche di respiro internazionale che forniscono ai ragazzi strumenti utili per affrontare il proprio personale futuro.”

Gli Erasmus+ sono programmi sostenuti dall’Unione Europea a favore dell’istruzione e della formazione dei giovani, che intendono migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi e delle prassi del mondo dell’Istruzione e della Formazione in Europa, perseguendo alcuni obiettivi quali: migliorare le competenze professionali degli individui, ampliare le conoscenze e la comprensione delle politiche e delle pratiche nazionali, rafforzare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, favorire la modernizzazione e internazionalizzazione delle istituzioni educative e formative e promuovere attività di mobilità.

Cultura italiana e russa

La Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone, eccellenza del panorama teatrale del Friuli Venezia Giulia, è stata scelta, tra le poche realtà della Penisola, dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia quale partner per il progetto “Le stagioni russe in Italia”. Tale progetto, che è una sorta di festival itinerante globale che raccorda varie iniziative dedicate alla cultura della Russia, dopo aver avuto grande successo in Giappone lo scorso anno, in questo 2018 si dedica proprio al territorio italiano, con quaranta manifestazioni in una trentina di località diverse. Tra queste anche Pordenone, grazie all’evento clou dell’attività annuale della Scuola dell’Attore, il Festival dell’Arlecchino Errante, che da 22 anni crea ponti tra la grande tradizione italiana della Commedia dell’Arte e le espressioni più importanti delle tradizioni e delle innovazioni teatrali di tutto il mondo.

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La prossima edizione, che si svolgerà per quasi un mese a partire dall’8 settembre (con una piccola sospensione durante Pordenonelegge) sarà intitolata “I teatri dell’orso” (animale simbolo ancestrale della Russia), e proporrà nel suo programma un dialogo variegato e ricco di spunti con il teatro russo contemporaneo, attraverso spettacoli, conferenze, lezioni aperte, concerti, video e film. Il programma completo è ormai prossimo alla presentazione e comprende anche come sempre il famoso Masterclass internazionale le cui iscrizioni sono aperte dal 15 giugno: per informazioni masterclass@arlecchinoerrante.com.

Il Masterclass propone un percorso di perfezionamento dedicato ad attori di ogni genere e stile, costruito proprio sul dialogo di cui sopra, che verrà espresso, per quanto riguarda la Commedia dell’Arte contemporanea, da Claudia Contin Arlecchino e Ferruccio Merisi, e per quanto riguarda il Teatro Russo di attualità, da Konstantin Raikin e Andreij Tolshin.

Così, vicino alla prima donna Arlecchino “stabile” della storia e al fondatore de “L’Arlecchino Errante”, il festival/laboratorio di Pordenone schiera quest’anno due artisti simbolo della Russia contemporanea: un grande mattatore e regista di Mosca, Konstantin Raikin, e un grande attore e insegnante di San Pietroburgo, Andreij Tolshin.

Raikin è il figlio di Arkady, leggendario comico trasformista del periodo sovietico, del quale ha eguagliato la fama: un capocomico abilissimo nelle trasformazioni sul palco (paragonabile nella bravura all’italiano Brachetti) e anima del prestigioso teatro Satirkon di Mosca nonché titolare della Scuola superiore di Arti sceniche.

Tolshin è studioso della relazione attoriale tra Stanislavskij e Mejerchol’d con relativi metodi, nonché esperto di teatro musicale e teatro interetnico. Amato però anche dal grande pubblico in patria per le sue interpretazioni sia in teatro che al cinema.

Il Masterclass, di cui su richiesta sono già disponibili le notizie più dettagliate, vedrà come docenti delle materie complementari (danza, abilità vocale, acrobazia, repertori) anche Lucia Zaghet, Giulia Colussi, Claudia Zamboni e Daria Sadovskaia, attrici e insegnanti stabili nelle stagioni di produzione e di formazione della Scuola. Dmitry Trubotchkin, membro della Commissione ristretta per le arti della Presidenza del governo russo, terrà due conferenze di supporto dedicate alla evoluzione moderna dei metodi di recitazione russi.

Il Masterclass verrà chiuso, il 30 settembre, da una giornata seminariale intera con Konstantin Raikin aperta ad attori di tutto il mondo.

Il riconoscimento da parte dell’Ambasciata russa arriva dopo un intenso cammino di collaborazione tra la Scuola Sperimentale dell’Attore e la scena culturale della cittadina siberiana di Irkutsk, dove la compagnia italiana è stata ospite del festival dedicato al drammaturgo locale Vampilov e ha portato vari suoi spettacoli. Esperienza in terra russa che si è appena arricchita di un nuovo capitolo, con il pluriacclamato spettacolo “Gli Abitanti di Arlecchinia” di e con Claudia Contin Arlecchino per la regia di Ferruccio Merisi che è stato presentato con successo al Festival internazionale Rainbow del teatro Bryantsev di San Pietroburgo.

Delegazione bavarese dell’Alta Franconia

in visita al Porto di Trieste

Una delegazione di imprenditori tedeschi provenienti dall’Alta Franconia (Oberfranken), uno dei sette distretti del Land della Baviera, ha visitato il porto di Trieste in una due giorni di appuntamenti e incontri istituzionali.
La visita è stata promossa dalla Camera di Commercio e dell’Industria dell’Alta Franconia e Bayreuth, città capoluogo del distretto, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Tedesca di Monaco di Baviera.

La dinamicità con cui il porto di Trieste si sta presentando sui mercati internazionali, la performance dei traffici ferroviari su scala europea e il ruolo che Trieste potrà giocare rispetto al progetto cinese della Nuova Via della Seta, sono state le ragioni principali di questo meeting istituzionale.
Il gruppo, composto da una trentina di imprenditori, spedizionieri, operatori del settore marittimo e logistico del distretto bavarese ha visitato i terminal principali dello scalo (molo VII, VI e V), il cantiere della Piattaforma Logistica e il terminal della Saipem in Porto Vecchio.

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2018, . © FABRIZIOGIRALDI

Sono seguiti alcuni meeting istituzionali e commerciali presso la Torre del Lloyd con i rappresentanti dell’Authority, delle associazioni di categoria e delle aziende operanti nello scalo giuliano.
Vari gli approfondimenti richiesti dai componenti della delegazione, soprattutto riguardo al network intermodale dello scalo, allo sviluppo delle nuove aree logistiche e retroportuali, nonché alle potenzialità del porto rispetto al progetto della Nuova Via della Seta (One Belt One Road Initiative).

A capo della delegazione Laura Krainz-Leupoldt, vicepresidente della IHK – Camera di Commercio dell’Alta Franconia e Bayreuth, imprenditrice originaria di Trieste che ha dimostrato forte interesse per la creazione di nuovi legami commerciali tra la Franconia e il porto giuliano. Harald Leupold, vicepresidente della Camera di Commercio di Norimberga, ha sottolineato invece la spiccata vocazione all’ export del tessuto imprenditoriale di quest’area della Baviera che fa capo a Norimberga, ed utilizza attualmente gli scali del Nord Europa, mentre in futuro potrebbe avere maggiori vantaggi con lo sviluppo di nuovi collegamenti intermodali verso Trieste. Alessandro Marino, segretario generale della Camera di Commercio Italo-Tedesca di Monaco di Baviera, e Sabine Lehmann, direttrice dell’Associazione degli Spedizionieri della Baviera, si sono infine soffermati sul ruolo del porto di Trieste quale snodo strategico per i rapporti commerciali tra il Far East e l’Europa.