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La startup che moltiplica il traffico degli youtuber, e aumenta i guadagni

Casalinghe che alternano ricette e soluzioni per semplificarsi la vita, bambini – più o meno spalleggiati dai genitori – che recensiscono giocattoli, ragazze alle prese con trucco e bellezza. Il mondo degli youtuber comprende una infinità di categorie: in una massa enorme, chi inizia ad avere un buon seguito – per fare un esempio, con qualche centinaio di migliaia di iscritti e qualche milione di visualizzazioni mese – può vivere di questa attività, e anche bene.

“I più seguiti arrivano a decine di migliaia di euro al mese, ma ci sono ragazzi che si occupano, ad esempio, di videogame, che arrivano già a 4-5mila euro al mese. Noi ci rivolgiamo a loro: Youtube paga, semplificando, poco meno di un euro ogni mille visualizzazioni, ma fa le regole del gioco e ogni tanto le cambia. Perché legare i propri ricavi a un solo soggetto? Perché non diversificare e aumentare i guadagni?“.

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Vladimiro Mazzotti è il ceo di Zerogrado: una startup made in Treviso – terra fertile per la nascita di giovani imprese -, molto innovativa e con un forte accento pop. Un  progetto nato da un team di sviluppatori che ha già raccolto 1,3 milioni di euro di finanziamenti  coinvolgendo imprenditori digitali e artisti  come Federico Leonardo Lucia (in arte Fedez), Mauro Del Rio (Capital B!), Fabio Cannavale (attraverso Boost Heroes), Nicola Lamberti (founder di TrovaPrezzi), Marco Ferrari e Marco Franciosa (founder di Next14).

A conquistare gli investitori l’idea e la tecnologia innovativa di Zerogrado, una piattaforma che coniuga elementi di machine learning, big data e un elevato grado di integrazione con terze parti, che ottimizza l’esperienza degli youtuber e permette loro di raggiungere in maniera più efficace la propria fan-base passando da una fruizione anonima a una profilata.

zero«Zerogrado for Creators», è una soluzione innovativa che sfrutta il potenziale delle principali piattaforme di messaggistica e consente ai creator e agli youtuber nuove e più elevate forme di coinvolgimento e interazione con la propria audience. «I canali YouTube rappresentano una parte consistente, e in crescita esponenziale, della fruizione dei contenuti video online, avendo soppiantato da tempo i tradizionali canali per le nuove generazioni – spiega Vladimiro Mazzotti – e i creator rappresentano le nuove star in grado di catalizzare masse enormi. Con la nostra soluzione vogliamo dotarli di uno strumento sofisticato che consenta loro di gestire la fan-base e di coinvolgerla in interazioni che facciano crescere fedeltà e partecipazione».

Le soluzioni ideate da Zerogrado sono numerose, dalla speciale dashboard sempre a disposizione del creator per poter monitorare il proprio pubblico alle dinamiche di gamification (l’uso cioè di dimanimiche proprie dei giochi) create per i fan. La crescita del coinvolgimento  degli utenti avviene ad esempio attraverso moduli di interazione speciali, tra cui ad esempio, il quiz: più risposte corrette significano più punti conquistati e un miglior posizionamento nella classifica dei viewer più fedeli. I premi possono essere moltissimi e decisi di volta in volta dallo stesso youtuber: la possibilità di incontrare di persona il proprio idolo, sconti sui prodotti  o la fruizione di contenuti premium. La valorizzazione dei contenuti  contribuisce a trasformare chi guarda  in un fan fedele con maggiore propensione ad acquistare. Il risultato? Il  97% del pubblico viene  raggiunto immediatamente e i tassi di partecipazione sono fino a 20 volte superiori rispetto a quelli dei social media tradizionali.

Zerogrado guarda agli Youtuber italiani e soprattutto internazionali: “Fra i primi a partire, sui quali abbiamo già fatto i test, c’è un giovane californiano che viaggia in tutti il mondo e recensisce i voli aerei. Quello delle recensioni è un filone molto nutrito: si va dai film agli alberghi, e il seguito è notevole”. Ma non c’è solo Youtube: “Lo stesso meccanismo si può applicare ad altri canali video, ed esaltare il potenziale di piattaforme come Facebook Messenger e WeChat“, conclude Mazzotti.