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Export trentino e friulano in Francia, cyber security veronese in Germania, cluster transfrontaliero di università per la Blue economy #AziendeConLaValigia

Francia, un incontro per approfondire le opportunità di export per le imprese trentine…

Con 344 milioni di prodotti esportati nel 2017, pari al 9,4% delle vendite internazionali complessive della provincia, la Francia rappresenta il terzo mercato per l’export Trentino. L’incremento demografico, l’elevato reddito pro-capite e la tenuta dei livelli di consumo anche in fasi congiunturali sfavorevoli fanno della Francia un mercato di riferimento a livello nazionale e locale, con particolare riferimento alla meccanica/meccatronica, al sistema casa e all’agroalimentare. Per questo Trentino Sviluppo, in collaborazione con ICE Parigi e la Provincia di Trento, organizza una tavola rotonda dedicata al mercato francese, con approfondimenti, testimonianze e la possibilità di partecipare a incontri personalizzati. L’appuntamento è per mercoledì 3 ottobre a partire dalle ore 9.30. La partecipazione è gratuita, previa registrazione. Iscrizioni ed ulteriori informazioni sul sito trentinosviluppo.it

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La Francia è il secondo mercato di sbocco per le imprese esportatrici italiane, dopo la Germania, e il terzo per il Trentino. A livello nazionale, il valore delle esportazioni nel 2017 è stato pari a 46,2 miliardi di euro (circa il 12% dell’export) con una crescita del 4,9% rispetto all’anno precedente. I settori prevalenti dell’export italiano verso la Francia sono da: meccanica strumentale (15%), mezzi di trasporto (13%), metalli (10%), altri consumi (9%), tessile ed abbigliamento (9%), chimica (9%), altro (35%). Sono particolarmente apprezzati la flessibilità e nell’alto livello tecnologico delle PMI italiane.

Il 3 ottobre sarà possibile approfondire le possibilità e le giuste strategie da mettere in campo per entrare o affermarsi nel mercato francese grazie all’incontro “Opportunità Francia”, promosso da Trentino Sviluppo e ICE Parigi in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento.

L’appuntamento si svolgerà nella Sala Meeting del Polo Tecnologico di Trentino Sviluppo (Via Fortunato Zeni, 8 – Rovereto). Il programma, dopo la registrazione dei partecipanti (ore 9.30) e i saluti introduttivi (ore 10.00), si svilupperà con l’intervento “Opportunità Francia: secondo mercato export per l’Italia e terzo per il Trentino” a cura della vicepresidente di ICE Parigi Maria Gisella de Pace, con approfondimenti sullo scenario macroeconomico, l’interscambio commerciale del Paese, il settore meccanica/meccatronica, quello dell’arredo/design e quello agroalimentare. Alle 11.30 è in programma la testimonianza aziendale di Simona Barbieri, direttrice vendite trasporto di STEF Italia, mentre alle 12.00 prenderà il via la discussione finale, seguita dal networking lunch. A seguire le imprese interessate potranno partecipare a incontri individuali.

L’appuntamento è gratuito, previa registrazione entro il 1° ottobre. Maggiori informazioni on-line sul sito trentinosviluppo.it.

... e per le friulane

“La Commissione Internazionalizzazione di Confindustria Udine ha individuato pochi mercati chiave in ambito europeo sui quali promuovere attività congiunte per le imprese associate e tra questi la Francia – che rappresenta il terzo Paese delle nostre esportazioni in maniera più o meno trasversale tra tutti i settori, in testa metalmeccanico, arredo e comparto alimentare – rientra appieno nelle sue strategie”.

Obiettivo Francia, dunque, per le aziende associate a Confindustria Udine. Ad affermarlo è stato, in un incontro,  Cristian Vida, vice-presidente vicario dell’Associazione con delega all’Internazionalizzazione, che ha aperto i lavori del “Focus Francia”, promosso, a palazzo Torriani, da Confindustria Udine in collaborazione con Finest Spa.

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 “Proprio grazie alla pluriennale collaborazione diretta che abbiamo con Finest Spa – ha sottolineato Vida -, è nostra intenzione anche tastare il terreno per mettere in atto un’offerta proattiva sulla congiunta partecipazione a fiere di settore o attività mirate di scouting che portino all’individuazione di potenziali controparti in loco. Sul mercato francese punteremo a testare, in primis, le attività rivolte al comparto chimico-plastico-packaging a tutto tondo ed al mondo degli alimentari e bevande. A tale proposito, anche per esperienza personale, la fiera SIAL è stata focus per aziende del nostro tessuto produttivo per alcuni anni, come uno dei più importanti hub del settore”.

L’incontro di palazzo Torriani ha avuto un taglio prettamente operativo con le relazioni tecniche portate da Business France, braccio operativo del Ministero dell’Economia Francese per la facilitazione degli investimenti esteri nel Paese, dalla stessa Finest che dal 2014 ha in portafoglio il Paese d’Oltralpe, da PriceWater House, da BNL e dallo studio legale DS Avocats.

Paolo Copetti, direttore amministrativo di I.Co.P. Spa ha portato la testimonianza aziendale dell’impresa di Basiliano che dal 2014, con una joint venture italo-francesce, opera stabilmente nel Paese lavorando su grandi cantieri, tra i quali quello relativo a Grand Paris Express, uno dei più grandi progetti infrastrutturali in corso di esecuzione nel mondo.

Gli interventi hanno aiutato gli imprenditori friulani presenti alla riunione a comprendere meglio tutta una gamma di strumenti tecnici ed accorgimenti giuridico-legali per minimizzare il rischio d’impresa ed agire con le spalle il più coperte possibile. Secondo mercato europeo con più di 66milioni di abitanti, settimo Paese mondiale e destinazione primaria per gli investimenti esteri diretti italiani, la Francia è ad oggi uno dei partner più importanti per il nostro Paese, sia in termini commerciali che in un’ottica di reciproco scambio di flussi di investimento. Nel 2017 sono stati avviati in Francia 1.298 progetti di investimento estero (+16% su base annua), di cui 96 promossi da imprese nazionali. L’export dell’Italia verso la Francia è cresciuto del 6,2% nel primo semestre 2018 rispetto al primo trimestre del 2017. Ancora più consistente, nello stesso periodo, l’aumento dell’export della Regione Friuli Venezia Giulia verso la nazione transalpina: +10,1%.

Cyber-Security: per Juliasoft partnership

americana e nuova sede in Germania

JuliaSoft, società IT del Gruppo Corvallis specializzata in cyber-security, accelera il percorso di internazionalizzazione grazie a una partnership di distribuzione con il gruppo americano GrammaTech Inc., leader mondiale nel settore dell’analisi statica del software embedded, e con l’apertura di una nuova sede a Monaco in Germania.

Le due operazioni “oltre confine” rientrano nel piano industriale di crescita avviato dalla società veronese, che mira a stabilire una presenza stabile nei mercati tedesco e statunitense, tra i più avanzati a livello mondiale sul fronte cyber-security.

francesco_savino_ad_-juliasoft“La partnership con GrammaTech negli USA e la nuova sede in Germania, rappresentano i primi importanti passi della nostra strategia di espansione internazionale – dichiara Francesco Savino, AD JuliaSoft  (in foto) –. Si tratta dunque di una grande sfida ma siamo convinti che le nostre soluzioni finalizzate al miglioramento dell’efficienza, della sicurezza del software, nonché alla tutela e al rispetto della privacy, troveranno ottimi riscontri tra le aziende che mirano ad incrementare l’efficienza dei propri processi e a salvaguardare la reputazione del proprio brand”.

“I sistemi dove il software svolge un ruolo critico dal punto di vista della sicurezza hanno spesso componenti sia in linguaggi C/C++, sia in Java o C# – dichiara Mark Hermeling, Senior Director Product Marketing di GrammaTech –. La collaborazione tra GrammaTech e JuliaSoft offrirà a questi progetti capacità avanzate di analisti statica, abbattendo i costi di sviluppo e riducendo notevolmente le vulnerabilità rispetto ad attacchi esterni”.

Il nuovo presidio fisico di JuliaSoft in Germania è giustificato dai volumi che caratterizzano questo mercato: basti pensare che, mentre la spesa italiana in qualità del software ammonta a circa lo 0,8% della spesa IT complessiva, in Germania la quota sale all’8%, tenendo conto del fatto, inoltre, che gli investimenti tedeschi nel settore IT sono quattro volte superiori a quelli registrati nel nostro Paese.

Nata nelle aule dell’Università di Verona nel 2010, JuliaSoft è entrata nel 2015 a far parte del Gruppo Corvallis, uno tra i principali player di servizi IT del mercato italiano. L’azienda, che impiega una ventina di dipendenti con una forte presenza di PhD, offre una consulenza a tutto campo su sicurezza, produttività e qualità del software, potendo contare sul software proprietario Julia, un analizzatore statico di nuova generazione la cui tecnologia è basata sul metodo scientifico dell’interpretazione astratta e che identifica vulnerabilità con una precisione ineguagliabile.

L’accordo siglato con la società americana prevede l’integrazione della suite Julia nella gamma di soluzioni GrammaTech, al fine di estendere l’operatività dal linguaggio C/C#, anche a Java, .Net e Android. La partnership prevede, inoltre, che la suite Julia sia distribuita direttamente, sia negli USA sia a livello mondiale, tramite la rete specializzata di rivendita della società americana. Nel contempo, JuliaSoft potrà proporre ai propri clienti, grazie all’integrazione delle due tecnologie, una soluzione end-to-end per gli ecosistemi IoT e Industry 4.0.

Il porto di Trieste incontra

l’ambasciatore del Kazakistan

Lo sviluppo di relazioni concrete nei collegamenti con il Porto di Trieste, vista la sua collocazione strategica all’interno della Via della Seta, oltre a una collaborazione che esalti le reciproche produzioni agricole in una chiave di complementarietà e non di concorrenza. Questi i punti salienti dell’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi a Trieste tra il governatore Massimiliano Fedriga e l’ambasciatore del Kazakistan Sergey Nurtayev, accompagnato dal console onorario a Trieste Luca Bellinello.

Lo stesso Fedriga ha sottolineato come il rapporto con il Kazakistan sia strategico per il Friuli Venezia Giulia in chiave economica, oltre che culturale. A tal fine, proprio per favorire questa relazione in una dinamica nazionale, il governatore ha detto che ne parlerà domani a Roma nel corso dell’incontro con il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti.

Particolare interesse è stato espresso dall’ambasciatore per lo scalo giuliano, in virtù della sua vocazione internazionale e della crescita registrata negli ultimi anni, tanto da diventare, come ha ricordato il governatore, “il primo porto in Italia”.

Fedriga ha anche messo in evidenza gli interventi di carattere strutturale che renderanno lo scalo ancora più competitivo e attrezzato per sviluppare ulteriori volumi di traffico merci, soprattutto con i mercati esteri. In quest’ottica, come ha rimarcato il governatore, i punti franchi rappresentano un’ulteriore opportunità per allacciare relazioni commerciali con un’economia emergente come quella del Kazakistan, il cui Pil ha raggiunto i 25mila euro pro capite.

Altrettanto interessante per l’ambasciatore Nurtayev il settore agroalimentare, riferendosi in particolare all’importante produzione di grano garantita dalla regione più a nord del Paese. In questo ambito, non essendoci una concorrenzialità, possono essere ricercate forme di scambio che coinvolgano le eccellenze regionali in un mercato che presenta ampi margini di crescita.

Sul fronte della cultura l’ambasciatore ha fatto presente la collaborazione già in atto tra il Teatro dell’Opera di Astana e alcune città italiane, proponendo in questo senso una data del 2019 per la messa in scena di uno spettacolo di balletto a Trieste. Infine Fedriga ha manifestato il proprio interesse all’invito formulato dall’ambasciatore per una visita in Kazakistan al fine di rafforzare i progetti di collaborazione.

Il frico friulano va in Islanda

Dopo gli Stati Uniti, l’Islanda. L’azienda Savio di Bueriis di Magnano in Riviera ha cominciato le esportazioni del suo frico croccante, con un’inedita confezione da 120 grammi, nella “terra dei ghiacci”, ampliando ulteriormente le sue esportazioni. «Abbiamo stretto un rapporto di collaborazione con un’importante catena islandese di supermercati – commenta Franco Savio, titolare dell’omonima azienda che opera da oltre mezzo secolo – e i riscontri, finora, sono stati ottimi. Siamo andati oltre le previsioni, tant’è che ci sono già stati diversi riordini del prodotto in pochi mesi».

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I consumatori del paese nordeuropeo, dunque, dimostrano di gradire il piatto tipico friulano, proposto in questo caso nella versione “snack”, ovvero quella che prevede il frico croccante in quadratini, ideale per essere un azzeccato e gustoso accompagnamento per un aperitivo (e non solo). E i risultati incoraggianti maturati in Islanda potrebbero aprire a nuove strade: «Stiamo pensando di introdurre su quel mercato, per ampliare il ventaglio di scelte e garantire maggiore praticità, anche formati di peso minore rispetto ai 120 grammi che proponiamo ora, così come stiamo lavorando pure per esportare il nostro frico già pronto, nella variante classica e non solo – prosegue Savio -. Non escludo nemmeno, per quanto concerne le azioni nel mercato islandese, di proporre un domani i prodotti con packaging dedicati a private label».

Eppure, il titolare ha un sassolino nelle scarpe da togliersi. «Siamo riusciti a sbarcare in Islanda grazie alla collaborazione con un produttore veneto di vini che opera in quello Stato. Dispiace soltanto – conclude – che le sinergie con le aziende friulane siano più difficili. Sarebbe bello promuovere assieme i prodotti della nostra terra, portando benefici a tutti. È un peccato che da quell’orecchio molti non ci sentano».

Dopo gli Usa, un’altra “incursione” di successo per l’impresa friulana sui mercati esteri. Savio, infatti, sarà presente a New York ancora per qualche tempo nel contesto di Smorgasburg, il più grande mercato all’aperto di cibo in America capace di attirare dalle 20.000 alle 30.000 persone nel fine settimana a Brooklyn. All’interno della kermesse, che di sabato è ospitata nel quartiere di Williamsburg e di domenica invece a Prospect Park, è presente uno stand che prepara il tipico frico a base di formaggio e patate, in abbinamento anche ad altri ingredienti di qualità come il prosciutto, le verdure e le salse.

Il Veneto incontra il viceministro per Politiche europee, imprese e tecnologia della Polonia

 

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Il presidente del Consiglio Regionale del Veneto ha ricevuto a palazzo Ferro Fini  il viceministro  per le Politiche Europee del governo polacco, Marcin Ociepa, delegato anche alle politiche per l’impresa e la tecnologia, affiancato nella missione veneziana da Aleksander Siemazko, direttore dell’unità che segue i  rapporti con i Paesi dell’unione Europea, , Krzysztof Boguta, dirigente del dipartimento per le politiche comunitarie e Jerry Boczkowski dell’ambasciata polacca a Roma. All’incontro erano presenti il Segretario generale del Consiglio Regionale, Roberto Valente, e rappresentanti delle categorie economiche venete. “Proprio l’alto profilo della delegazione polacca – ha detto Ciambetti al termine dell’incontro – dimostra l’importanza data dal governo polacco ai rapporti con il Veneto. Si è trattato di un primo incontro, ma quello che conta è stata la disponibilità e l’interesse del governo polacco ad ampliare e approfondire i rapporti con il nostro tessuto socio-economico. Un primo passo molto positivo” ha concluso il presidente del Consiglio Regionale.

Progetto Beat: le università di Padova e Trieste

in Croazia per parlare di Blue Economy

A Rijeka lo scorso venerdì gli Atenei hanno affrontato i temi di sviluppo tecnologico sostenibile per l’economia del mare, innovazione e collaborazione internazionale.

Le Università partner del progetto BEAT tengono lezione in Croazia sullo sviluppo tecnologico sostenibile per l’economia del mare. Venerdì 28 settembre, all’interno della Fiera Nautica di Rijeka (Croazia) organizzata e promossa dalla Camera dell’Economia di Fiume, avranno luogo due appuntamenti rivolti alle imprese della nautica nel contesto di BEAT (Blue enhancement action for technology transfer), progetto approvato al primo bando Interreg V Italia–Croazia 2014-2020 Standard Plus e coordinato da Unioncamere del Veneto.

L’Università di Trieste e Unioncamere del Veneto, con la collaborazione dell’Università di Padova Dipartimento Scienze Economiche e Aziendali “M. Fanno”, assieme a quella locale di Rijeka approfondiranno gli scenari di sviluppo tecnologico sostenibile per l’economia del mare (blue economy) e le opportunità di innovazione e collaborazione internazionale. L’obiettivo del progetto è infatti favorire l’innovazione, il networking e lo scambio di buone pratiche tra le imprese italiane e croate per garantire nuove possibilità di crescita a livello di filiera e territoriale.

Il progetto BEAT, destinato a sviluppare la cantieristica navale e rafforzare le relazioni commerciali fra imprese e centri di ricerca nell’area adriatica, vede collaborare sette partner transfrontalieri: Unioncamere del Veneto; Autorità portuale di Venezia; Concentro – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pordenone; Università di Trieste – Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche; Maritime Technology Cluster FVG; Agenzia per lo sviluppo regionale della Regione dell’Istria e Università di Fiume – Dipartimento di Biotecnologie.

In particolare BEAT punta a stimolare lo sviluppo della creazione di un cluster transfrontaliero nelle tecnologie della blue economy, comprendente il settore della cantieristica nautica, e migliorare la competenza delle imprese nell’innovazione ed organizzazione dei processi manageriali interni. L’attività del progetto BEAT prevede il coinvolgimento di 30 imprese (20 italiane e 10 croate), che verranno accompagnate nella gestione del clima e dell’attitudine all’innovazione.

Collaborazione Friuli VG Carinzia per gli animali

Il traffico illegale di animali è diventato una delle fonti di guadagno più redditizie per le organizzazioni criminali. In questo senso la collaborazione istituzionale transfrontaliera tra la Regione e la Carinzia ha la finalità di contrastare un fenomeno che presenta anche dei seri rischi di carattere sanitario”.

Così il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, a Trieste in apertura delle due giornate dedicate alle attività di formazione del corso Bio-Crime riservato a pubblici ufficiali e forze dell’ordine, all’interno di un progetto europeo di cooperazione realizzato nell’ambito dell’Interreg Italia-Austria. Un problema, questo del traffico di animali, che, come ha sottolineato Riccardi, è ancora poco conosciuto a livello di opinione pubblica e quindi “uno degli obiettivi da conseguire deve essere quello di comunicare alla popolazione i pericoli legati a questa pratica illegale”.

“Pericoli – ha evidenziato il vicegovernatore – che riguardano in primo luogo le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo che possono diffondersi proprio attraverso l’elusione dei controlli”. Da qui, come ha rimarcato Riccardi, l’importanza del lavoro svolto dai professionisti del settore, dalle forze dell’ordine e dalla magistratura “che stanno sviluppando, grazie anche a eventi come quello di oggi, un elevato grado di competenza”.

“Nel suo complesso si tratta di una questione – ha detto ancora il vicegovernatore – collegata ad un emergente alzamento dei livelli di sensibilità per il mondo animale all’interno della società contemporanea. Un sentimento collettivo che non accetta le sofferenze a cui sono sottoposti gli animali che subiscono questa dimensione di illegalità”. Concludendo Riccardi ha garantito l’impegno della Regione, attraverso il servizio di sanità pubblica veterinaria e il Corpo forestale, nel rafforzare l’opera di contrasto e di prevenzione che vede coinvolto anche il dipartimento di malattie infettive dei servizi sanitari del governo del Land Carinzia.

Alle due giornate di corso hanno partecipato più di 90 di pubblici ufficiali, tra cui medici e veterinari della sanità pubblica di Carinzia e Fvg e appartenenti alla Polizia (stradale e di frontiera), ai Carabinieri, ai Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma, alla Guardia di finanza, al Corpo forestale Fvg, all’Esercito e alla Polizia della Carinzia.