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Una veronese veste la metro di Dubai, tecnologia trevigiana per il riciclo in Giappone, occhialeria senza confini #AziendeConLaValigia

C’è la firma di Stone Italiana – azienda veronese leader internazionale nella produzione di materiali per edilizia e arredo – nella nuova Metro di Dubai, l’arteria principale realizzata per l’Expo 2020.

Stone Italiana fornirà i rivestimenti in marmo e quarzo ricomposto per le sette stazioni del percorso, per un totale di 45mila metri quadri: si tratterà di un prodotto unico, realizzato con colorazioni preparate ad hoc mettendo insieme 23 nuances personalizzate.

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Le fermate, ognuna di tre piani (ingresso, mezzanino e piattaforma), saranno un’espressione della grandiosità che la città di Dubai vuole dare a questo evento. La settima stazione è la più prestigiosa, su circa 12mila metri quadri. La commessa che l’azienda italiana si è aggiudicata da RTA – Road and Transport Authority, la principale società che si occupa dei trasporti a Dubai, vale circa 3,5 milioni di euro. I lavori saranno completati a Febbraio 2019, per un costo complessivo dell’opera di 2,5 miliardi di dollari.

Metro Dubai 2020 unirà la funzionalità alla preziosità dei materiali. La nuova linea della metropolitana, che collegherà Dubai all’area dell’Expo, avrà così uno stile Made in Italy. Stone Italiana è stata preferita ad altri player internazionali e la commessa per Expo 2020 – evento considerato una vetrina importante per avere visibilità – diventa l’occasione per imporsi su un mercato ricco e attento al Made in Italy di pregio. L’azienda veronese è già presente in più di 80 Paesi, dai quali derivano circa i due terzi del giro d’affari (fatturato 2017: 25 milioni di euro; Ebitda: 2,5 milioni).

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La Dubai Metro 2020 entrerà in funzione il prossimo 20 maggio, cinque mesi prima dell’apertura dell’Expo. Si svilupperà lungo 15 chilometri di cui tre sotterranei. Avrà una capacità di trasporto di 23mila passeggeri l’ora per senso di marcia. Il tempo di percorrenza dovrebbe essere di 16 minuti. Secondo le stime dovrebbero transitare 125mila passeggeri al giorno, che saliranno a 275mila entro il 2030. RTA prevede che 35mila passeggeri utilizzeranno la stazione Expo ogni giorno della settimana e 47mila nei fine settimana: si tratta di un quinto dei visitatori previsti per l’Expo. Secondo le intenzioni della società costruttrice l’opera dovrà esprimere la grandezza di una città che vuole essere la capitale del business dell’Oriente e l’anello di congiunzione tra l’Europa e le economie emergenti.

Il gruppo veronese ha fatto della ricerca di nuovi materiali il core business aziendale: ogni anno investe in questo settore e nello Sviluppo 1,5 milioni di euro. Guidata dal presidente Roberto Dalla Valle, Stone Italiana ha realizzato negli ultimi dieci anni progetti speciali per 100 milioni di euro con i più grandi architetti del mondo.

Nascono in Giappone grazie a tecnologia italiana

le prime bottiglie da 100% plastica riciclata

E’ una tecnologia italiana a permettere la produzione delle prime bottiglie al mondo realizzate integralmente da plastica riciclata di qualità vergine partendo direttamente dallo scarto. E’ stato infatti inaugurato a Kasama, in Giappone, XTREME RENEW, progettato e realizzato da SIPA (Zoppas Industries): il primo sistema a ciclo unico per la produzione di preforme con plastica di qualità vergine contenenti il 100% di PET riciclato partendo da scaglie, in un unico ciclo di riscaldamento. Questa soluzione rappresenta la perfetta risposta in un’ottica di economia circolare, utilizzando lo scarto generato dall’industria e riutilizzandolo nello stesso processo produttivo, rendendolo sostenibile, economico e, al contempo, di altissima qualità. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle aziende, anche i viceministri dell’industria, dell’agricoltura e dell’ambiente del Giappone.

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Le preforme realizzate negli stabilimenti di Kyoei Industry – primario operatore nipponico che si occupa di riciclaggio di materie plastiche – verranno poi utilizzate da Suntory, gruppo globale da 20 miliardi di dollari, 38.000 dipendenti nel mondo e più di 2,5 miliardi di bottiglie riempite ogni anno, leader nella produzione e distribuzione di bevande tra cui Schweppes e Orangina per i mercati europei e PepsiCo per l’America.

Il sistema, che sarà in grado di produrre oltre 300 milioni di contenitori ogni anno, trasforma le vecchie bottiglie in PET (polietilene tereftalato, il materiale plastico più utilizzato per la produzione di recipienti alimentari e non) in scaglie pulite, che poi alimentano l’impianto (a differenza degli altri sistemi sul mercato che devono partire dalla materia prima già trattata). XTREME RENEW le decontamina, rendendole adatte al contatto con gli alimenti, ne incrementa la viscosità – passaggio fondamentale per rendere i contenitori finali più performanti – poi le fonde, filtra e il risultato, food-approved, passa direttamente alla ruota di inietto-compressione per produrre le preforme da cui poi nascono le bottiglie. Tutto il processo è costantemente ispezionato da telecamere che garantiscono la massima sicurezza sulla qualità e i contenitori generati vantano anche un’estetica di grande livello, grazie all’eliminazione di uno dei processi di fusione che tende a ingiallire la resina, rendendo così il prodotto finale particolarmente “puro”.

L’innovazione introdotta da XTREME RENEW permette inoltre una riduzione del 30% dell’energia elettrica utilizzata nei processi tradizionali (grazie alle fasi integrate nell’impianto), con un notevole risparmio anche in termini di emissioni di CO2 – pari a oltre il 60% in meno – rispetto all’utilizzo di resina vergine.

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XTREME RENEW è un sistema progettato e realizzato da SIPA, uno dei maggiori produttori al mondo di sistemi per l’engineering e la realizzazione di stampi e contenitori in PET che impiega più di 1.100 persone. Con sede in Italia, l’azienda può contare su 17 filiali di vendita, 5 stabilimenti produttivi (tre siti in Italia, uno in Romania e uno in Cina) e 30 centri di servizio post vendita per la fornitura di supporto tecnico e parti di ricambio. SIPA ha installato 7.200 sistemi in 147 diversi Paesi e conta 2.600 clienti in tutto il mondo. La percentuale di export è di oltre il 95%.

SIPA è parte del Gruppo Zoppas Industries, una realtà da oltre 700 milioni di fatturato annui, con 16 stabilimenti produttivi presenti in tutti i continenti. Il Gruppo è leader mondiale nella progettazione e realizzazione di resistenze e sistemi riscaldanti per applicazioni che vanno dalle apparecchiature domestiche, ai satelliti, fino all’automotive.

Buyer scandinavi a caccia di vino e olio veronesi

I primati si possono sempre migliorare. Ne è la prova la presenza a Verona nei giorni scorsi di 16 buyer provenienti dai Paesi scandinavi (Danimarca, Svezia e Norvegia) che hanno incontrato 33 imprese selezionate da Verona Wine Top e Verona Olive Oil Contest, i due concorsi della Camera di Commercio di Verona.

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“Verona è la prima provincia esportatrice di vino italiana in Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia e questi Paesi sono tutti tra i primi partner commerciali delle cantine veronesi, ma l’interesse per il nostro prodotto è ancora molto forte” afferma Riccardo Borghero, vice segretario generale della Camera di Commercio di Verona.

Verona esporta vino per 142 milioni di euro nei Paesi scandinavi, il 7% delle esportazioni complessive pari a 988 milioni di euro. Gli incontri, organizzati secondo la formula dello speed date, sono stati preceduti dalla presentazione dei mercati scandinavi da parte di Signe Olsen rappresentante della Camera di Commercio Italiana in Danimarca, che ha anche selezionato gli importatori.

Strategia internazionale per l’occhialeria

Un mese intenso per le aziende del Distretto dell’Occhiale che hanno partecipato a tre importanti manifestazioni per far conoscere ed apprezzare l’occhiale made in Italy in mercati importanti e di riferimento per il settore, come Stati Uniti e Canada, Centro e Sud America, Asia, Sud-est Asiatico, Australia, Nuova Zelanda, e Paesi Arabi.

ANFAO (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici) ed ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane hanno coinvolto le aziende italiane in tre importanti eventi fieristici: il primo dei quali è stata   una mostra autonoma di occhialeria con incontri professionali dedicata alla promozione dell’occhialeria italiana verso gli operatori provenienti da tutto il continente americano che si è svolta a Miami il 22 e 23 ottobre e alla quale hanno partecipato 30 aziende italiane, 13 delle quali appartengono al Distretto dell’Occhiale bellunese.

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Dal 7 al 9 novembre, poi, un gruppo di aziende italiane ha partecipato alla Hong Kong Optical Fair che da anni rappresenta un appuntamento ormai consolidato per  il settore. La collettiva, composta da 22 aziende italiane delle quali 12 fanno parte del Distretto Occhialeria bellunese, ha avuto a disposizione uno spazio espositivo con un lay-out rinnovato e un allestimento di maggiore impatto.

Il Dubai World Trade Centre ha, invece, ospitato dal 13 al 15 novembre la Dubai Optical Show Vision-X 2018 una tre giorni in cui l’attenzione si è concentrata sull’aspetto “moda” della supply chain. Le 20 aziende italiane, 10 delle quali appartengono al Distretto dell’occhiale bellunese, hanno portato  a Dubai l’eccellenza del Made in Italy al fine di attirare l’attenzione dei nomi più importanti del settore e presentarsi ai mercati di Paesi chiave come Arabia Saudita, Iran, Libano, Kuwait e India.

Nadia Zampol, delegata ANFAO e SIPAO per l’internazionalizzazione, sottolinea: «Il mercato dell’occhialeria italiana è caratterizzato dalla forte propensione all’export e i Paesi che hanno ospitato questi importanti eventi fieristici apprezzano sempre di più il nostro made in Italy. Grazie al sostegno sia in termini economici che organizzativi di ICE/ANFAO, le aziende del Distretto hanno potuto partecipare alle collettive ricevendo un buon posizionamento dello stand, un servizio professionale e un allestimento molto curato. Senza considerare che concentrare la presenza delle imprese italiane in un’unica area offre al visitatore e ai buyer un’immagine più forte e di impatto».

EasyTowns, al via a Malta il progetto europeo

per promuovere il patrimonio culturale di Vicenza

Sono partite, a Malta, le attività d’avvio della seconda edizione del progetto EasyTowns – European accessible sustainable young towns, che vede coinvolto anche il Comune di Vicenza nel ruolo di partner assieme ad altre 11 città europee: Heist-op-den-Berg (Belgio), coordinatrice del progetto, Pforzheim (Germania), Arad (Romania), Sentjur (Slovenia), Gozo (Malta), Niepolomice (Polonia), L’Alfas del Pi (Spagna), Pola e Rijeka (Croazia), Knezha (Bulgaria) e Univerzita Mateja Bela V Banskej Bystrici (Slovacchia).
“Il progetto – dichiara l’assessore con delega alla partecipazione Matteo Tosetto – ci permette di lavorare con i giovani e le associazioni di quartiere, al fine di costruire una rete che valorizzi il ricco patrimonio culturale vicentino e lo metta a confronto con le altre realtà coinvolte a livello europeo”.
Infatti, nel corso dei prossimi due anni, il progetto, con il finanziamento del programma europeo Europe for citizens, mira ad aumentare la capacità di coinvolgimento delle associazioni di quartiere di ciascuna città, e in particolare dei giovani, nella promozione della propria ricchezza culturale, comunicando i valori europei e imparando dalle migliori pratiche proposte dagli altri partner.

</span></figure> (Le delegazioni europee con il Presidente della Repubblica di Malta Coleiro Preca)
(Le delegazioni europee con il Presidente della Repubblica di Malta Coleiro Preca)

Tutte le città coinvolte nel progetto in effetti possono vantare un patrimonio culturale di tutto rispetto, tra siti Unesco, come Vicenza, e capitali europee della cultura (passate e future). E EasyTowns vuole diventare una buona pratica di cittadinanza attiva, proponendo strumenti innovativi e informali utili alla crescita della comunità e delle politiche locali.
I risultati saranno raccolti sotto forma di un portfolio multimediale di esperienze, che diventerà il patrimonio digitale da condividere e scambiare nei 12 Paesi partecipanti con lo slogan “come il passato può parlare del futuro”. E la dimensione europea del progetto consentirà ai partner di condividere le buone pratiche, aumentando l’efficacia e il valore del dibattito locale ed internazionale, e dando modo ai partecipanti di riflettere anche sul ruolo che l’Unione Europea può svolgere.
A Malta i partner – tra cui quattro rappresentanti del Comune di Vicenza (ufficio politiche giovanili, partecipazione, politiche comunitarie e Informagiovani) – hanno avuto modo di confrontarsi sui temi del progetto anche con il Presidente della Repubblica di Malta, Marie Louise Coleiro Preca, che ha voluto incontrare nel suo palazzo di rappresentanza le delgazioni europee.
Il budget dedicato al Comune di Vicenza per le attività previste dal progetto è pari a 25.010 euro, finanziati al 100 per cento dall’agenzia Eacea (Education, audiovisual & culture executive agency), che serviranno a coprire le spese di organizzazione, comunicazione e sviluppo delle attività connesse a uno dei cinque eventi transnazionali previsti dal progetto, in programma a Vicenza a ottobre 2019. Gli altri eventi sono in calendario a Rijeka-Fiume ad aprile, a Banska Bystrica a marzo 2020 e a Heist-op-den-berg a settembre 2020.