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Un supermercato e i suoi clienti, una canzone, una azienda e un istituto di ricerca al fianco della montagna (dopo la tempesta)

Un assegno del valore di  95.600,00 euro, da versare sul conto corrente che la Regione Veneto ha attivato per l’emergenza maltempo degli scorsi mesi, consegnato negli ultimi giorni del 2018 nelle mani del presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

La somma è stata raccolta in sole tre settimane dai clienti dei 23 supermercati della catena alimentare veneziana Cadoro presenti in Veneto, Friuli ed Emilia Romagna.

lucazaialucabovolato

L’iniziativa benefica di Supermercati Cadoro ed alcuni  produttori veneti e friulani – la raccolta fondi è stata svolta su 1.700 articoli di 141 fornitori che hanno collaborato al iniziativa – patrocinata dalle Regione Veneto, è iniziata lunedì 26 novembre e si è conclusa lunedì 17 dicembre con un risultato eccezionale. I clienti si sono mobilitati e hanno acquistato le migliaia di prodotti contrassegnati con il simbolo del “CUORE”. Cadoro ha così potuto devolvere il 10% della spesa dei prodotti del cuore a favore delle comunità montane colpite dalla recente ondata di maltempo.

Cadoro, azienda nata nel 1964, si è velocemente affermata con i suoi supermercati nel territorio trevigiano e poi nelle adiacenti province, arrivando oggi a contare 23 punti vendita di diverse dimensioni, tra il Veneto (in provincia di Treviso e nel Veneziano), il Friuli Venezia Giulia (tra Pordenone e Udine) e l’Emilia Romagna (a Ferrara e Bologna). Oggi conta 23 punti vendita con 44.000 metri quadrati di superficie, che impegnano un migliaio di addetti tra diretti ed indiretti.

“Vogliamo prima di tutto portare un messaggio di vicinanza e affetto alle persone che nel Veneto stanno soffrendo questa situazione – ha commentato Luca Bovolato, direttore generale di Supermercati Cadoroe ringraziare di cuore i nostri clienti, senza i quali non avremmo raggiunto questo risultato davvero eccezionale. È motivo di orgoglio ricordare che a quanto raccolto si è aggiunto anche il contributo spontaneo della colletta organizzata dai collaboratori di Cadoro. Tutti segnali che le nostre genti e il nostro territorio sono sempre attenti ed attivi verso queste iniziative. Ci auguriamo che la somma raccolta, frutto di una vera e propria maratona della generosità da parte dei  Clienti, sia di aiuto, nel suo piccolo, per ricostruire e ripartire. La consegniamo nelle mani del presidente della Regione Veneto, che sappiamo la impiegherà nel modo più utile ed efficace per dare sostegno alle aree colpite”.

Il dono dei lavoratori (e l’azienda raddoppia)

Molte aziende, va detto, si sono messe al fianco della montagna veneta e di chi ha subito i danni della tempesta.

Una di loro è Eliwell by Schneider Electric, centro di eccellenza all’interno del gruppo Schneider Electric per applicazioni HVAC-R, non nuova alle iniziative a favore del territorio, che ha scelto di dare sostegno concreto alle zone del Bellunese particolarmente colpite dall’eccezionale ondata di maltempo dello scorso ottobre.

L’azienda bellunese in quest’occasione ha dato voce alle richieste degli oltre 200 dipendenti, che in prossimità delle feste natalizie hanno espresso il desiderio di contribuire al ripristino delle zone colpite dagli eventi atmosferici che hanno devastato la parte alta della provincia.

L’idea è stata accolta e promossa dal comitato We4You, un gruppo di lavoratori volontari che organizza momenti di aggregazione per i dipendenti e raccoglie i suggerimenti da parte di tutti i reparti al fine di migliorare il clima in azienda: in pochissimo tempo sono stati raccolti i primi fondi a cui ha fatto seguito la decisione di rinunciare al tradizionale panettone.

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La risposta della direzione aziendale non si è fatta attendere: la cifra è stata raddoppiata permettendo di raggiungere l’importo di 5.000 euro, che sono stati devoluti all’Unione Montana Agordina per contribuire concretamente alla ripresa del territorio dolomitico. La donazione è stata simbolicamente consegnata al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha manifestato la sua riconoscenza alla delegazione dell’azienda presente all’incontro, guidata dall’ad Sandro Battagli.

I dipendenti di Eliwell non sono nuovi ad iniziative di questo genere: già nel 2016 il comitato We4You ha contribuito a manifestare la vicinanza dei lavoratori alle zone interessate dagli eventi sismici, acquistando prodotti tipici provenienti dalla zona di Amatrice.

L’azienda bellunese assieme a Schneider Electric è tra le protagoniste anche in numerosi progetti di innovazione tecnologica, quali ad esempio SMACT, progetto promosso dall’Università di Padova con l’obiettivo di supportare le realtà imprenditoriali del Nordest nella digitalizzazione, all’interno del piano Industria 4.0. Eliwell da più di 35 anni offre sistemi di controllo e servizi per unità di refrigerazione e aria condizionata sia commerciale che industriale, con prodotti altamente innovativi e tecnologicamente avanzati. Eliwell fa parte del gruppo Schneider Electric.

La solidarietà dell’Istituto di Oceanografia

Nel vicino Friuli Venezia Giulia, dove a fine ottobre le aree montane del Friuli Venezia Giulia, in particolare le aree boschive, sono state pesantemente danneggiate dall’eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta su tutto l’arco alpino del NordEst, la tempesta chiamata VAIA ha abbattuto un numero di alberi paragonabile a quanti ne vengono tagliati in 5-7 anni per gli usi commerciali.

Di fronte a questo, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha voluto fare la sua parte e ha scelto come suo albero di Natale una pianta proveniente dalla Carnia, tramite il progetto Fai Nascere un Bosco Nuovo promosso dalla Giant Trees Foundation Onlus Ets (www.gianttrees.org/). Si tratta di un gesto simbolico per non far dimenticare quanto accaduto e per promuovere, in occasione delle vacanze natalizie e per tutto il mese di gennaio, una raccolta fondi tra i dipendenti dell’Ente che andrà devoluta a sostegno delle zone interessate.

alberi

“Siamo rimasti tutti molto colpiti dal vedere la distruzione e il dissesto che ha interessato anche alcuni magnifici luoghi della nostra regione – ha affermato Maria Cristina Pedicchio, Presidente dell’OGS – Accanto a quanto Istituzioni e società civile stanno già facendo, abbiamo voluto attivarci per aiutare anche noi. La montagna è patrimonio di tutti e crediamo che tutti debbano essere partecipi di quanto può aiutare il ritorno alla normalità e a far rinascere i boschi”.

Belluno alza la voce

(con un brano e una raccolta fondi)

E’ arrivato alla soglia dei 100mila stream, circa 6mila euro raccolti solo dalla distribuzione digitale, e ora si sta lavorando alla stampa del CD.

alzalavoce

Sul sito bellunoalzalavoce.it è disponibile il brano “Alziamo la voce”, realizzato da una cinquantina di musicisti e cantanti, ed è attiva la raccolta fondi a favore del territorio bellunese.

L’ondata di maltempo che lo scorso ottobre ha colpito diverse zone d’Italia ha messo a dura prova anche il territorio Bellunese: tre vittime, alberi sradicati, strade e case distrutte, fiumi e torrenti esondati, zone alluvionate, interi paesi senza luce né acqua per giorni.
I danni, stimati per decine di milioni di euro, provocati dalle piogge incessanti e dal vento, sono stati ingenti in tutta la provincia che ha però subito reagito con forza attivandosi per la ricostruzione.
Chitarre, parole, amore, conforto e speranza: la voglia di un gruppo di giovani di ripartire. Nato da un’idea di Alessandro Casol, Davide De Faveri e Andrea Albano, subito accolta da tanti amici cantanti, musicisti e professionisti, il brano “Alziamo la voce” vuole raccontare l’animo forte e tenace dei bellunesi che, in poco tempo e senza grandi proclami, hanno saputo ripristinare molti dei danni causati dal maltempo, e vuole dare un aiuto concreto grazie a una raccolta fondi per la ricostruzione.

“È importante rialzare la testa e comunicare al mondo che siamo ancora qui. Crediamo fermamente che quanta è la quantità di fango riversatasi sulle nostre case, tanta è la quantità di fango che opprime le menti e i cuori di tutti noi, e che spinge per uscire.
E per questo tipo di fango non c’è pala che tenga, ma amore, conforto e speranza e noi, artisti della provincia di Belluno, ci sentiamo in dovere di fare la nostra parte”.
Una cinquantina di cantanti e musicisti uniti danno voce al territorio ferito Sono una cinquantina i cantanti e i musicisti che hanno voluto regalare la loro voce al territorio ferito.
Stili, background ed esperienze differenti uniti per l’obiettivo comune, per realizzare un brano che racconta la fatica e le emozioni vissute dalla popolazione in quei giorni difficili, ma anche la forza e la tenacia della ricostruzione.

La raccolta fondi
Per contribuire alla raccolta fondi, promossa in collaborazione con il Comitato Gocce di Sole Onlus, è possibile acquistare il brano o fare una donazione libera dal sito bellunoalzalavoce.it.
I fondi raccolti verranno destinati a uno o più progetti di ricostruzione che verranno poi comunicati nel sito e nei social del progetto su Facebook e su Instagram.

Aggiornamento (16,55): il dono di Meccanostampi

Meccanostampi, azienda di Limana, leader nella produzione di stampi ad iniezione e stampaggio di articoli tecnici in tecnopolimeri attiva sul territorio da 53 anni, quest’anno ha deciso di devolvere, con l’appoggio dei propri dipendenti, una parte del costo che generalmente sostiene per l’acquisto dell’omaggio aziendale alle popolazioni colpite dall’alluvione di fine ottobre 2018.

«Siamo orgogliosi – afferma Ludovico Trevisson, titolare dell’azienda (in foto) – di donare la somma di 17mila euro alla provincia di Belluno fortemente ferita dalla tragica ondata di maltempo di fine ottobre. Questa iniziativa è stata portata avanti, per dare supporto ed essere vicini alle popolazioni che ancora oggi sono in difficoltà. La nostra mission aziendale è da sempre quella di esistere e lavorare in sinergia con il territorio dove operiamo».

Meccanostampi ha abbracciato, anche, l’iniziativa di CGIL,CISL, UIL e Confindustria, di devolvere un’ora di lavoro alle popolazioni colpite dal maltempo.

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