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iPasta e le altre: le imprese (simulate) che agli studenti insegnano il lavoro (reale)

Le chiamano aziende madrine, come le fate buone delle favole: sono quattro in Trentino-Alto Adige, cinque in Veneto e tre in Friuli Venezia Giulia. L’ultima a entrare nel club è il pastificio Felicetti di Predazzo, Trento, 56 addetti e un fatturato di 29 milioni, per il 70% realizzato esportando penne e rigatoni in 40 Paesi in prevalenza europei. Nel circuito Simulimpresa, l’azienda affianca gli studenti – in questo caso quelli dell’istituto La Rosa Bianca – Wiesse rose, indirizzo amministrazione finanza e marketing – creando imprese virtuali, vere e proprie palestre dell’"imparare facendo". La i-Pasta Srl e la Fiemferli Srl, in sostanza, non produrranno fisicamente, ma svolgeranno tutte le operazioni che sono necessarie in una vera impresa, dall’acquisto delle materie prime alla spedizione al marketing. Al lavoro sono circa 3.400 classi in tutta Italia.

Simulimpresa è nata 20 anni fa. Insegna a comprendere, gestire e sviluppare una piccola e media azienda, usando documentazione reale: alle spalle dell’organizzazione, no profit, una centrale di simulazione svolge diversi ruoli, come quello della banca, del fornitore, del cliente, ma anche di Inps, Inail, ufficio Iva e dogana. Gli allievi si trovano in una vera realtà produttiva: quando avranno finito il percorso scolastico, è la tesi, avranno un’esperienza paragonabile a una pratica lavorativa reale, sapranno adattarsi a un posto di lavoro, avranno collaborato con i "colleghi" ed espresso opinioni per far funzionare meglio l’azienda, che si tratti di un pastificio, di una Pmi metalmeccanica o di una agenzia turistica. Al loro fianco docenti che avranno seguito un corso di formazione di 14 ore.
Quanto alle aziende madrine, hanno il compito di fare da consulenti – ruoli lavorativi, strategie di marketing e mercati, cataloghi e listini – e quando serve dare testimonianza diretta. Alcune collaborano con le scuole senza farlo sapere all’esterno, e fra queste ci sono realtà di grandi dimensioni.

Fiem

(i ragazzi della Fiemferli Srl)

IN VENETO E FVG – Gli studenti dell’istituto Gritti di Mestre gestiscono otto imprese simulate: in sei casi si tratta di tour operator:. C’è da organizzare gli itinerari, preparare il materiale informatico, fare biglietti e prenotazioni, tenere la contabilità. Gli altri istituti sono il Cfp S. Luigi di san Donà di Piave, le sedi di Conegliano e Padova del Ciofs Fp Veneto, l’IIS Pertile di Asiago, l’Itcs Alberti di San Donà di Piave, il Cfp Lepido Rocco di Castelfranco Veneto, in FVG si contano l’Isis L. Da Vinci di Trieste e l’Isis Brignoli- Einaudi-Marconi – Staranzano (Go).
In Veneto sono nate 23 imprese simulate, che coinvolgono oltre 500 giovani in mille ore di attività all’anno. Fra le aziende madrine, due sono hotel (Base di Noventa di Piave e Villa fiorita di San Donà). In Friuli Venezia Giulia, in tre imprese simulate lavorano 100 giovani (200 ore). Al loro fianco aziende come la Blifase di Corno di Rosazzo, che affonda radici e know how nel distretto industriale della sedia.
A livello mondiale ci sono più di 6.500 imprese simulate in 48 nazioni.

(i ragazzi di iPasta)

Copia di Cattura foto

IN TRENTINO ALTO ADIGE – Sono nate 28 imprese, con 900 giovani al lavoro. Sei istituti coinvolti – Cfp-Università popolare trentina, Enaip di Borgo Valsugana e Ossana, Cfp Veronesi di Rovereto, scuola prof commercio turismo e servizi Einaudi di Bressanone e Bolzano, IIS Falcone – Borsellino di Bressanone, Collegio arcivescovile E. Endrici di Rovereto – e quattro aziende madrine. «Quando mi è stato presentato il progetto, ancora in fase embrionale, abbiamo aderito con entusiasmo – dice Riccardo Felicetti dell'omonima azienda madrina – Troviamo importante far immaginare agli studenti, in procinto di affrontare il mondo, una realtà fatta di lavoro di squadra, capacità decisionale, ricerca e innovazione».
Oltre al pastificio, c’è la Menz & Gasser, nata nel 1935 come azienda trasformatrice di frutta e specializzata nella produzione di confetture e semilavorati di frutta di alta qualità a Novaledo, la Conterforniture di Bolzano e la Ze Pe’ di Bressanone, che produce articoli da buffet.
Mille le ore di training per 500 giovani: «Il primo compito è stato ricercare un nome che rappresentasse la nostra azienda – scrive la 3B della "Rosa Bianca" – Fiemferli ci è sembrato originale e legato alla zona in cui viviamo, la val di Fiemme. Il passo successivo è stato creare un logo, poi è iniziato il vero lavoro. A ognuno è stato affidato un compito preciso, i ragazzi del marketing hanno creato il sito, contabilità e magazzino hanno iniziato a occuparsi di acquisti e vendite. Non è semplice, ma qui si può imparare molto».

Fiem2

(Il pastificio virtuale)

COME SI FA – Per creare un’impresa simulata a scuola (per 14-18 enni) si seguono queste fasi:
– primi contatti e informazioni con la centrale di simulazione di Ferrara
– individuazione delle date per la formazione (l’organizzazione che intende adottare il modello Simulimpresa, deve individuare tra le sue risorse interne e/o esterne uno staff che si occuperà di implementare, organizzare e gestire l’impresa simulata)
– preparazione Formatori con rilascio attestato e inserimento nell’Albo dei docenti abilitati (14 ore)
– preparazione materiali e impostazione impresa simulata (circa un mese)
– inizio attività di simulazione

LA CENTRALE - Ha un nome e un volto, quello di Cristina Crisan, che ha un cellulare costantemente accesso per dare informazioni spesso risponde anche alle mail domenicali degli imprenditori in erba. «In un contesto economico con giovani che faticano sempre più a trovare un impiego – spiega - vogliamo stimolare le loro risorse per l’innovazione, con competenze utili per la gestione d’impresa, dare supporto nello sviluppo di una idea progetto e la possibilità di acquisire le nuove conoscenze in un ambiente di lavoro simulato. Per avere successo come imprenditori anche di se stessi, gli studenti devono acquisire la capacità di un pensiero critico, hanno bisogno di diventare responsabili delle loro decisioni e azioni, devono essere in grado di relazionarsi e comunicare con gli altri. Motivare gli studenti a "imparare facendo" è un modo per scoprire e infine migliorare le loro competenze e abilità. Non esiste un settore della vita in cui queste abilità non avranno un impatto positivo».

  • Golfredo Giuliani |

    Ho scoperto Simulimpresa oltre dieci anni fa e da dieci sono formatore in una impresa simulata. La certezza di avere dall’altra parte del telefono Cristina Crisan è rassicurante perchè sai che ti confronti con una persona molto disponibile, preparata e competente. Cristina Crisan e la Centrale Simulimpresa di Ferrara sono stati e sono un punto di riferimento, di stimolo e di informazione costanti per tutti coloro che, come me, operano nella simulazione d’impresa.

  • Antonella Baccolo |

    In tanti anni di insegnamento non ho mai visto tanto entusiasmo negli studenti’!!

  • Francesca |

    Il lavoro, l’impegno, la gentilezza e la disponibilità di Cristina Crisan sono davvero immensi e permettono a noi insegnanti e studenti che ci avventuriamo in questa esperienza di farlo serenamente.

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