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Cinque domande a #quellicheassumono (cap. 1): Midac, Verona, precedenza ai quarantenni

Chi sta cercando lavoro sa quanto sia difficile non solo trovarlo, anche solo ricevere una risposta, arrivare a un colloquio: avere insomma una possibiltà più concreta di farsi conoscere. Poi, periodicamente, arriva lo studio che segnala come ci siano posti per i quali non si trovano candidati. L’idea di questa serie è mettere in contatto i due punti di vista, sentendo direttamente le aziende che hanno assunto recentemente, o hanno intenzione di farlo.



La prima è la Midac, al primo posto in Italia per la produzione di batterie industriali per carrelli elevatori e al secondo per la produzione di batterie di avviamento per automobili e camion, con sede principale a Soave (VR) e due stabilimenti a Cremona e Torino. Nel 2013 sono stati inseriti 48 nuovi collaboratori.

Nel novembre Midac 2014 arriverà a 25 anni di storia, senza mai aver utilizzato ammortizzatori sociali, né cassa integrazione e ovviamente nessun licenziamento. E’ inoltre in vigore un accordo aziendale che introduce nuove forme di flessibilità e premi legati al risultato. Nel 2012 ha fatturato 120 milioni, con un utile netto di 4 milioni. Nei primi sei mesi del 2013 i ricavi sono cresciuti del 3,3%, con un trend in decisa ripresa nelle vendite al mercato italiano, che a fine giugno aveva fatto segnare un incremento del 30% circa.

Le assunzioni sono avvenute in tutti e tre gli stabilimenti italiani, suddivise in dirette e interinali. Tra le prime, nove contratti a tempo indeterminato e 2 a tempo determinato per persone di età di circa quarant’anni, collocati nelle mansioni di impiegati commerciali e del reparto tecnico-produttivo. Con contratto interinale l’azienda ha invece inserito 37 ventenni come operai di produzione. Una scelta che rispecchia la filosofia aziendale di offrire sicurezza ai profili con maggiore esperienza, e magari famiglia, e mettere alla prova i più giovani per un periodo di tempo, con possibilità di successivo inserimento.

Che tipo di persone avete assunto?

Per rispondere alla crescente domanda verso i nostri prodotti, nell'ultimo anno abbiamo avuto la necessità d'inserire in azienda soprattutto operai di produzione. Tra questi, quasi tutti sono giovani ventenni assunti con contratto interinale, ma abbiamo anche inserito tre quarantenni con contratto a tempo indeterminato. A supporto della produzione, abbiamo inoltre rafforzato la nostra struttura di vendita e relazione con i clienti, con l'assunzione di una decina di persone, tra cui due donne, nell'ufficio commerciale, tecnico e ICT. Per tutti i ruoli abbiamo dato particolare importanza al background formativo dei nuovi assunti: vi sono infatti molti diplomati anche tra gli operai di produzione, oltre che alcuni laureati negli altri settori.

Come è avvenuto il contatto?

Come spesso accade nel complesso mercato del lavoro di oggi, il contatto con i candidati non s'instaura attraverso un unico canale, ma nasce dalla rete di relazioni dell'azienda. In questa circostanza, le selezioni sono avvenute sia tramite le agenzie interinali con cui collaboriamo, sia attraverso Confindustria, che offre un servizio mirato di ricerca dei profili più aderenti a specifiche esigenze. E poi abbiamo selezionato i candidati dal nostro database interno, composto dalle numerose auto-candidature che ci arrivano e che richiedono da parte nostra un'accurata analisi per individuare i profili interessanti.

Quale tipo di atteggiamento avete premiato?

Oltre alla valutazione delle competenze specifiche per la posizione aperta, abbiamo dato molta importanza alla predisposizione del candidato a lavorare in gruppo, una skill oggi fondamentale per permettere a vari ruoli e settori aziendali di dialogare in modo proficuo e conoscere l'intero e complesso sistema organizzativo dell'azienda. Ci hanno inoltre colpito quelle persone che oltre allo spirito di gruppo hanno espresso la volontà di affermare le proprie capacità indipendentemente dalla necessità di ricoprire un ruolo, perché è anche dalle ambizioni dei singoli che le aziende crescono. Infine, abbiamo dovuto valutare i candidati anche i base a particolari esigenze dell'azienda, come la disponibilità a lavorare in turni e nel fine settimana.

C'è qualche competenza che faticate a trovare?

Non è mai semplice trovare risorse che rispondano perfettamente alle esigenze di un'azienda, ma questo, in particolare per i giovani assunti, non ci preoccupa più di tanto, perché in Midac diamo molta importanza alla formazione interna. Esistono tuttavia dei ruoli in cui occorrono competenze già formate e altamente specializzate, figure sempre difficili da trovare nell'attuale mercato del lavoro. Penso ad esempio all'area Research&Development, in cui è richiesta una significativa esperienza alle spalle e una conoscenza approfondita delle nuove tecnologie.

Un consiglio ai futuri candidati?

Soprattutto ai giovani, il consiglio è di sfruttare qualsiasi opportunità che dia loro l'occasione di inserirsi in un'azienda che li appassiona e in cui credono. Una volta entrati, anche ad un livello base, c'è la possibilità di mettere in risalto le proprie capacità ed affermarsi, per lo meno in quelle aziende che premiano il valore e le competenze delle persone.

 

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