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Figli di papà crescono. E reinventano il bloc notes. Di pitone

Anni 23, studi universitari in corso (ultimo anno di Commercio estero a Ca’ Foscari), nell’azienda di papà da un anno e mezzo nel settore ricerca e sviluppo, «ma venivo qui fin da quando avevo 12 anni, d’estate». Nicola è figlio di Fabio Franceschi, patron di Grafica Veneta, l’azienda di Trebaseleghe, Padova, che ha stampato – fra l’altro – Harry Potter, le 50 sfumature e i ricettari della Parodi collezionando record, con ricavi in crescita nel 2013 (a quota 160 milioni) e un export che supera il 70% della produzione.
Tre mesi fa Nicola ha avuto un’idea.

«Ho riutilizzato quelli che sono gli scarti di stampa, li ho sistemati e fatti diventare dei taccuini che curavo anche nell’estetica, con una copertina bella colorata. Qualcuno ha iniziato a chiedermi dove li avessi comprati». Con un budget vicino allo zero (in fondo era roba da buttare via), e l’aiuto di due collaboratori del reparto produzione, tre mesi dopo la collezione dei Royal Notes è in vendita nelle linee classica e crocodile. Ora, a chi poteva venire in mente di fare un notes pitonato se non a un figlio di papà?

 

Nicoapitone

 

«Ma no, di pitonato c’è solo l’effetto. Quelli costano circa 30 euro e l’idea è farne non il semplice notes da appunti, ma un contenitore di idee e di appunti, quelli che porti sempre con te e diventano preziosi per l’uso che ne fai, quasi dei diari» spiega Nicola che è, al momento, il factotum: «Diciamo che sono io che faccio tutto, dal design alle risposte del servizio clienti. Ho coinvolto però alcuni amici di studio; le fotografie del sito internet, ad esempio, le fa tutte uno che lavorava per feste e matrimoni, ma bravo davvero a rendere l’idea che volevamo».

Quale idea? Quella che «un abito di alta qualità tutta italiana può esalta il valore delle idee che custodisce. Ogni notepad Royal Notes – si parte da 5 euro – è frutto di un processo di realizzazione tutto artigianale, alle spalle c’è uno studio approfondito sulla forma e il carattere dello stile italiano. E poi sono unici per la scelta dei colori, l’accostamento cromatico, la cura estrema anche nel minimo dettaglio, dalla rilegatura alla scelta del nastrino, dalla scelta del formato all’elaborazione della copertina, fino alla cura del risguardo (il foglio, di solito bianco, incollato all’inizio e alla fine di un libro sulla copertina, ndr) e del capitello».

Nicola2

Vi ricorda un altro taccuino prestigioso, che ha fatto carriera fino a sbarcare in Borsa? Ecco, l’idea è di fargli concorrenza. Un prodotto tradizionale con la mano di un ventenne: non uno spin off di impresa convenzionale, insomma. A cominciare dalla vendita, tutta basata sull’e-commerce. Un distributore c’è, ma non è una cartoleria: «Abbiamo scelto una fioreria di Arezzo, che fa composizioni bellissime, molto curate, come è la nostra filosofia», racconta. Con una grande attenzione ai social media: su Instagram gli utenti iscritti sono ormai quasi 15mila.

Quale è stato il ruolo di papà? «Diciamo che ha dettato i tempi, "prima possibile", e ha messo a disposizione gli scarti di magazzino», scherza Nicola. Una volta visto il risultato, però, Franceschi senior si è sbilanciato: «Dopo i libri, bloc notes per tutti. Vorrei che i giovani tornassero a scrivere a mano, come oggi non si fa quasi più, con penna o matita che ormai al massimo si usano per firmare. Prima che la scrittura diventi marginale lancio una provocazione: prendete appunti tra le righe, in disordine su carta bianca oppure su un foglio a quadretti. Il modo di mettere i puntini sulle “i” o di fare il trattino della “t” è unico e diverso per ciascuno di noi».

Royal Notes Still Life 2-13

 

 

  • (bganz) |

    Ha fatto bene, nessun problema!

  • marco |

    Mi scuso, era solo per avere un chiarimento. Da un giornale autorevole me lo aspetto.

  • marco |

    Da valorizzare comunque l’idea, sfruttando le opportunita’ avute. Quindi complimenti ai giovani!

  • (bganz) |

    Chiesta verifica all’azienda: 160 milioni di fatturato (correggo ricavi). Perché mai di parte?

  • marco |

    Ricavi a 160 milioni? Ma se secondo i dati di bilancio non arrivano neanche a 60!! Mi sa che questo articolo e’ stranamente di parte.

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