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Le startup della birra spiegate agli studenti (e un corso per imprenditori del luppolo all’università)

Qualche settimana fa, un gruppo di studenti di Ca’ Foscari ha organizzato a Venezia un incontro sul fenomeno della birra artigianale e dei microbirrifici che spuntano un po’ ovunque: dalla passione al business. Loro, vicini alla laurea in Marketing (si sono battezzati Marketers club), con la serie chiamata MakeIt! vogliono indagare il mondo dell’artigianato e dei nuovi produttori che, anche tramite l’uso di nuove tecnologie digitali, trovano il successo. L’invito ha viaggiato prevalentemente via social network. Il giorno stabilito sono arrivate più persone di quelle che la sala avrebbe potuto contenere, e in molti sono rimasti fuori (compresa chi scrive).
Si è parlato anche di birrifici startup, e delle istruzioni per l’avviamento di una attività. Per chi ha perso l’occasione, sta per arrivare anche un corso universitario.


Birra
«Il fenomeno della birra artigianale – racconta Jacopo Deola, uno dei marketers veneziani – è sempre più una realtà affermata anche in Italia, oggi quinto Paese brassicolo (cioè di produzione) del mondo, pur non avendo alle spalle la solida tradizione di altre nazioni europee. I primi microbirrifici sono nati nel 1996 e da allora, il fenomeno è cresciuto esponenzialmente e costantemente, arrivando a superare quota 600 produttori». Alcuni di questi sono piccolissimi, altri, soprattutto quelli della prima ora, sono ormai realtà affermate come Birra Baladin, Birrificio Del Borgo e Birrificio Italiano. Dopo questa prima "generazione di fenomeni" si stanno ritagliando uno spazio in questo mercato alcuni nuovi artigiani che riescono a offrire un prodotto di qualità.
«A decretare il successo di un birrificio sono i "luoghi sacri" nei quali ogni birraio sogna di vedere il frutto del proprio lavoro offerto al pubblico di appassionati – spiega Jacopo – Uno dei più importanti è il Nidaba, a Montebelluna, che dal 1984, serve solo birra artigianale di qualità senza compromessi, finalmente anche italiana».

(nella foto brindisi di fine lezione)

Birra2
Un altro nome spesso presente tra le varie spine è quello del vicino Birrificio Foglie D’Erba di Forni di Sopra, Udine. Gino Perissutti, il mastro birraio, punta su sostenibilità e legame col territorio e usa solo materie prime di grande qualità. Dopo aver iniziato la sua avventura da artigiano nel 2008, ha vinto il premio "Birraio dell’anno" nell’edizione del 2011 del concorso organizzato da Fermento Birra. Nel microbirrificio – si legge nel sito – tutte le operazioni sono svolte a mano, etichettatura compresa; niente coloranti, conservanti o stabilizzanti, l’acqua non subisce trattamenti, il luppolo fresco in fiore è oltre il 70% del totale impiegato, niente gas forzati, e le spezie utilizzate vengono dal circuito equo e solidale.

La wikipedia della spina è il sito Made in Birra, progetto fondato da Liberato Aliberti – anche lui fra i relatori scelti dagli studenti veneziani – nel 2011 con la missione di «avvicinare tutte le fasce alla passione e alla qualità espressa attraverso le birre italiane, consigliarne le tipologie e in altri casi accompagnare il consumatore per mano in questo splendido viaggio». L’altro riferimento è il portale mondobirra.org.

Voglia di birrificio?
L’Università di Udine ha aperto le iscrizioni alla 15esima edizione del "Corso tecnico gestionale per imprenditori della birra" rivolto a chiunque voglia avviare un’attività legata alla produzione e commercializzazione della bevanda. Il corso si terrà dal 22 al 25 maggio, il termine per aderire è venerdì 16 maggio. Per informazioni su programma, modalità e costi d’iscrizione telefonare al 380 2412937 (Paolo Passeghe) o scrivere a cerevisia@uniud.it. Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
L’iniziativa è organizzato dal dipartimento di Scienze degli alimenti e dall’Azienda agraria universitaria "Antonio Servadei" con il patrocinio dell’associazione Unionbirrai e del Centro per la ricerca e l’innovazione tecnologica in agricoltura (Crita).
Durante le quattro giornata del corso gli argomenti affrontati, con esperti del settore, andranno dalle materie prime alle tecnologie fino agli aspetti normativi, gestionali ed economico-finanziari. Un’intera giornata sarà dedicata alla produzione di una cotta di birra.
Per la cronaca, proprio in Friuli Venezia Giulia c’è un’intensa attività di birrifici: qui sono nati prodotti a chilometro zero, birre di soli ingredienti coltivati in proprio e – presentata pochi giorni fa – la prima birra per celiaci, che si chiama Koilìa ed è prodotta dal birrificio artigianale Gjulia.