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Tutto podio e lavoro: la startup del campione è un chewing gum

Il 50% del suo tempo è dedicato allo sport (Ai mondiali di nuoto, Kazan 2015, era sul podio con Tania Cagnotto, bronzo nei tuffi sincro). L’altro 50% alla startup che ha prima pensato, fresco di laurea in Economia e Management alla Libera Università di Bolzano, e poi avviato. Di tempo libero ne resta pochino per Maicol Verzotto, classe 1988, tuffatore di Bressanone dal 2011 è in forza al gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato. La sua idea di impresa? Produrre un chewing gum per guidatori: si vende in Italia, Slovenia, Belgio, Spagna, Germania, Libano, Regno Unito, Scandinavia e Romania.

</span></figure></a> Maicol Verzotto
Maicol Verzotto

“Nella mia vita ho sempre girato il mondo: le gare mi hanno portato un po’ ovunque, in Cina per la coppa del mondo 2008 sono stato un mese”, racconta.

drive3Un mese spesso in giro sui taxi, osservando che praticamente tutti i conducenti masticavano chewing gum. “Così ho pensato: se è vero che masticare aumenta la concentrazione, ancora meglio sarebbe trovare il modo di potenziare questo effetto, per tutti coloro che passano ore al volante”. Come il papà di Maicol, Marino, professione import e distribuzione di alimentari biologici, all’attivo qualcosa come 150mila chilometri all’anno. È lui uno dei soci di DriveGum, insieme a un ex tuffatore e un altro amico di Maicol.

La gomma potenziata contiene caffeina: masticarne una equivale a bere mezzo caffè, “con il vantaggio che l’assorbimento avviene tramite le papille gustative, non serve passare per lo stomaco: così l’effetto è 300 volte più veloce”. Destinatari i guidatori, e non a caso la distribuzione avviene esclusivamente nelle aree di servizio. Ma la startup – fondata nel 2012, ha già raggiunto il punto di pareggio – già guarda a come crescere. Con nuovi potenziali clienti – studenti ad esempio, e chi ha turni di lavoro notturno – e nuovi componenti da aggiungere nella gomma.

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“La parte più difficile è stata mascherare il sapore della caffeina, piuttosto amaro: ci siamo riusciti con la menta”, spiega Maicol. La DriveGum è ora un marchio registrato, ed ha al suo fianco due incubatori di impresa: il Tis di Bolzano, grazie al bando vinto quest’anno, e l’IE (International Excellence), business school di Madrid. Non c’è stata alcuna campagna di comunicazione tradizionale, ma alcune collaborazioni – con BlaBlaCar in Spagna, la app per i passaggi in auto, e con la scuola di guida sicura di Andrea de Adamich in Italia – e l’uso dei principali social, da Facebook a Twitter. Dove fra le testimonial non potevano mancare le “colleghe di tuffi” Cagnotto e Dallapè.

Ai colleghi startupper Maicol suggerisce la determinazione: “Credo che la cosa più difficile non sia avere una buona idea, ma realizzarla come si deve. E ricordare che anche a quel punto si è solo all’inizio”.

tania