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Al pareggio in un anno: Crossing è il volto buono della chimica (nato in università per le aziende)

L’obiettivo era arrivarci in due o tre anni; ce l’hanno fatta in un solo anno di attività. Per questo, venerdì scorso, nel Campus scientifico di Ca’ Foscari (in via Torino a Mestre) si è festeggiato incontrando amici, aziende, clienti.

Crossing è uno spin off accademico (uno degli undici nati dall’ateneo veneziano) nato nel 2014 e iscritto al registro delle Start up innovative. Ha una vocazione molto mirata sulle imprese manifatturiere: “Mi ero sempre occupata di altro: chimica fine, profumi, fragranze – racconta Valentina Beghetto, fondatrice e ricercatrice a tempo indeterminato – Poi, anche per motivi didattici, mi è stato chiesto di concentrarmi su qualcosa di nuovo. Mi sono guardata intorno: quale avrebbe potuto essere un bacino di utenza vicino e abbastanza ampio, interessato alle mie ricerche? Ho pensato di partire dalla concia”.

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L’industria conciaria che ruota attorno alla provincia di Vicenza sta cercando un non semplice equilibrio con la sostenibilità ambientale. Crossing si basa sull’impiego di una specifica classe di molecole impiegate come agenti attivanti di “cross-linking” (ACL) – da cui il nome della startup – messi a punto al dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi. Quelli finora presenti sul mercato sono di un unico genere, in quantità limitate e a costi insostenibili per le applicazioni industriali.

L’idea centrale che anima Crossing nasce dall’intuizione di poter applicare gli ACL per la produzione manifatturiera su larga scala, grazie all’innovativa tecnologia che abbatte radicalmente i costi di produzione e moltiplica il numero di ACLx che in futuro saranno disponibili sul mercato. Il cuore dell’innovazione tecnologica di Crossing sta nell’aver ripensato le modalità di produzione di un composto chimico già noto. Questa rottura degli schemi, nata nei laboratori di Ca’ Foscari, ha dato la stura ad una cascata di effetti: da un solo metodo di produzione ne sono stati creati più d’uno. Da una sola sostanza ne è stata creata una nuova famiglia in cui ogni molecola è specializzata per una applicazione.

“In parole semplici questo significa poter ottenere cuoio atossico di alta qualità senza cromo e metalli, tessuti antibatterici, imballaggi attivi. Sono solo alcune delle applicazioni della tecnologia sviluppata – spiega Valentina – Questo perché le sostanze impiegate nella lavorazione e potenzialmente nocive non restano legate al prodotto: nelle pelli, ad esempio, la lavorazione prevede l’uso di addiviti che ne impediscano il deterioramento; con la nostra tecnologia questi restano legati e risultano assenti nel prodotto finale, senza inquinare quando ad esempio si gettano via la borsetta o le scarpe usate. In campo alimentare, dove i conservanti solo spesso necessari, trattenerli nell’involucro significherebbe ridurre i rischi di allergie”. E questi sono solo due esempi.

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Attualmente lo spin-off già collabora con una ventina di aziende italiane ed estere. Il tutto  innovando anche nel modello di business: la formula imprenditoriale è pensata per essere sviluppata in un contesto di rete di imprese, in una catena che coivolge i produttori di chimica fine, i produttori di prodotti chimici pronti e quelli delle manifatture in cui impiegare gli ACLx di Crossing. In questa maniera si crea una stabile relazione che permette non solo una ottimizzazione degli ACLx e dei protocolli di impiego, ma anche dei prodotti finiti cui Crossing offre una possibilità di diventare migliori. Non solo imballaggi conservanti (così i consumatori non ingeriscono i conservanti stessi), carta insolubile e cuoio senza cromo o altri prodotti pericolosi, ma anche plastica composita, materiali misti riciclati con caratteristiche meccaniche migliori, vernici atossiche che proteggono dalle aggressioni di muffe ed alghe senza rilasciare alcunché in mare o nelle stanze, cosmetici innovativi, coloranti a lunga durata.

Valentina – 46 anni, un marito, due figli e tre cani che la aspettano alla fine del lavoro – ha al suo fianco Riccardo Samiolo, esperto di Finanza e sviluppo commerciale conosciuto alla competizione Start Cup Veneto, Renzo Taffarello, esperto di trasferimento di know how, innovazione di gestione, sviluppo del business, penetrazione in nuovi mercati, e Lodovico Agostinis, dottorando e collaboratore di Crossing che sta lavorando a tempo pieno per lo sviluppo del know how per la produzione e l’impiego degli ACLx.

Siamo al passo con il business plan, il puzzle si completa delineando un’immagine sempre più nitida del nostro percorso – racconta la ricercatrice – in questi mesi abbiamo strutturato una rete di relazioni con le aziende, trovando disponibilità a cogliere la forte innovazione che proponiamo. Ci poniamo noi stessi come azienda abbattendo barriere che possono essere percepite tra mondo delle imprese ed enti pubblici, ma siamo forti del supporto e dell’autorevolezza dell’ateneo. Con l’università ora proponiamo progetti, offriamo stage e cofinanzieremo un dottorato di ricerca. Il prossimo passo sarà scegliere i nostri partner: una multinazionale della chimica e aziende con le quali raggiungere i vari settori produttivi a cui siamo interessati”.

Per contatti: Valentina Beghetto, Via Torino 155 30172 Mestre (VE), telefono 041 2348928