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L’impresa del pane quotidiano ha sfornato 10 posti di lavoro (e oggi ad assaggiare arriva Cracco)

Matteo, 20 anni, ha un diploma da termoidraulico ma ha preferito maneggiare la pasta madre, e così Claudia, 17 anni, che ha studiato da parrucchiera; Caio, 17 anni, si occupa del rinfresco dei lieviti e dell’impasto iniziale. Ali, 18 anni, si occupa di crackers e grissini, mentre sogna di diventare ingegnere meccanico, e Nina, studentessa all’università, segue il bar, ma anche l’organizzazione degli eventi necessari a farsi conoscere. E poi ci sono Sonia, Carine, Giorgia, Luana, Christiana e gli altri: volti giovanissimi, “perché lo spazio in cui ci misuriamo è il lavoro di gruppo, facendo un’esperienza di crescita sia personale, sia collettiva“.

Il progetto è iniziato con la costruzione, nell’estate 2015, di un forno nel Villaggio SOS di Vicenza, in viale Trieste. L’obiettivo era avviare la produzione di pane, biscotti, crackers, grissini e focacce, ma soprattutto creare opportunità di lavoro per i ragazzi e le ragazze più grandi. Giovani vulnerabili, spesso senza una famiglia alle spalle, per i quali il viaggio verso una vita autonoma e un lavoro stabile è sempre stato un po’ più difficile. Sono almeno dieci (un po’ oscillano con le stagioni) i posti di lavoro creati: cinque nel Forno e cinque in Panetteria, dai 18 ai 22 anni, tre maschi e sette femmine.

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Quella che è nata è una vera impresa del Pane quotidiano (e le novità viaggiano via Facebook), pensata per autosostenersi nel tempo, e magari diventare un modello da esportare.

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Un’idea che ha trovato compagni di viaggio pronti a sostenerla: la prima è stata la fondazione Divo Bartolini, dal nome del fondatore dell’azienda di trasporti bolognese. Nel tempo si è aggiunto il sostegno del fondatore della Faber (Arcugnano, Vicenza, casse acustiche), poi della Cameo, consociata italiana della multinazionale Dr. Oetker, presente in oltre 40 Paesi che dal 2012 collabora con i villaggi Sos (7 in Italia: oltre a Vicenza Trento, Ostuni, Morosolo, Saronno, Roma e Mantova) e della Costruzioni meccaniche Sottoriva, Spa di Marano Vicentino, 70 anni di storia nelle impastatrici, per i macchinari necessari. La coop (di tipo B) del Pane quotidiano ha vinto un bando per un locale in affitto nel cuore della città, sotto la Basilica Palladiana, patrimonio dell’Unesco; il progetto esecutivo e l’arredamento portano il nome dell’architetto Fabio Albanese, che lo ha realizzato (e donato).

Nella rivendita, in Piazza delle Erbe, si vendono prodotti sfornati ogni notte da Pane Quotidiano, tutti realizzati artigianalmente, con pasta madre e farine da agricoltura biologica e filiera veneta, macinate a pietra pane4in un mulino della provincia.

Qui, oggi, arriverà lo chef vicentino Carlo Cracco, dalle ore 16.30. In Piazza delle Erbe saranno allestiti, davanti agli ingressi di Pane Quotidiano, tre gazebo sotto ai quali sarà proposto il pane a pasta madre, le focacce e i dolci sfornati dai ragazzi del Villaggio SOS di Vicenza, accompagnati da alcune specialità del territorio ed eccellenze enogastronomiche delle ditte e aziende agricole che collaborano con la panetteria: formaggi e salumi, salse e sughi, verdure e succhi naturali e buon vino dei colli. Lo chef dovrà degustare e valutare cinque diversi pani: alla canapa, al farro, ai cinque cereali, alla segale, alla timilia (un grano duro siciliano), oltre a una nuova coppetta di pane, contenitore ideale per gustare il “pane e tocio”.

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“Carlo Cracco era già stato a Vicenza per il Villaggio SOS due anni fa, a cucinare per i nostri ragazzi: cinque di loro che frequentavano la scuola alberghiera lo avevano aiutato quella sera a impiattare le sue creazioni – racconta Piera Moro, direttrice del Villaggio SOS di Vicenza -. Alcuni di loro ora sono panettieri e baristi per Pane Quotidiano. La presenza di Cracco, il 1° aprile in Piazza delle Erbe, diventa quindi un momento per valutare la qualità del loro lavoro e dei prodotti. Una qualità che i ragazzi donano tutti i giorni alla città di Vicenza, sfornando il pane anche la domenica”.

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