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Fra le fabbriche dismesse raddoppia il polo del vino friulano

Sul lato opposto della strada c’è lo stabilimento ex Ideal Standard, uno dei simboli della crisi – e della battaglia, ancora senza lieto fine, della cooperativa fondata dai lavoratori per rilanciare proprio qui la produzione.

Ecco perché in tanti hanno visto un gesto di coraggio nel taglio del nastro della cantina “La Delizia” di Casarsa, la realtà più grande del settore in Friuli Venezia Giulia che a Orcenico di Zoppola ha inaugurato una nuova area produttiva su una superficie di 11mila metri quadrati. Una festa doppia, visto che il taglio del nastro è coinciso con l’85° anniversario dalla fondazione.

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Oltre a Serracchiani c’erano anche il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello, alcuni consiglieri regionali e i sindaci di Casarsa e Zoppola Lavinia Clarotto e Francesca Papais. L’attività avviata ad Orcenico si trova all’interno di un’area in cui ci sono diversi stabilimenti dismessi: “Vederne uno che torna finalmente in attività – ha detto Serracchiani – è un segnale di fiducia tanto per l’economia quanto per il tessuto sociale locale”.

installazione serbatoi
Con la nuova area produttiva la cantina La Delizia di Casarsa punta a raddoppiare la sua capacità produttiva che già la vede leader tra le cantine regionali con la sua sede storica casarsese, la quale rimarrà pienamente operativa. Tra Zoppola e Casarsa prenderà così forma il più grande polo per la vinificazione e spumantizzazione del Friuli Venezia Giulia. La nuova area sarà utilizzata già per la vendemmia 2016.

L’intera area di Zoppola ha numeri da record: solo la zona dei serbatoi è ampia più di 5mila metri quadrati, ai quali si aggiungono ulteriori aree coperte fino a raggiungere quasi le dimensioni di due campi da calcio. Gli stessi serbatoi installati sono 50 “giganti” dalla capacità di 1.900 hl, 1.600 hl e 900 hl. Sono state 12 le aziende, principalmente del territorio, che hanno lavorato nel cantiere, il quale ha rappresentato un volano per l’economia locale nonché la riqualificazione di un’area industriale dismessa per diversi anni (quella dell’ex cantina Friulvini di fronte alla statale Pontebbana).

</span></figure> La sede di Casarsa
La sede di Casarsa

I lavori in questi mesi si sono svolti sia di giorno che di notte, visto che proprio nelle ore notturne i grandi serbatoi sono stati trasportati in loco con diversi trasporti eccezionali. “Una superficie di 11mila metri quadri coperti – ha spiegato il presidente de La Delizia Flavio Bellomo – in un’area di 80mila metri quadri totali sulla quale investiremo oltre 10 milioni di euro e che sarà gradualmente ultimata nei prossimi anni. Il primo step, che vede la realizzazione di un impianto di vinificazione e stoccaggio da uve di Pinot Grigio e Prosecco, i vini più richiesti al momento insieme agli altri nostri spumanti, è oramai pronto. Questo nuovo polo logistico raddoppierà, una volta completato, la nostra capacità produttiva e di stoccaggio”.

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Un investimento con il quale La Delizia vuole rispondere alla sfida globale dei mercati, con l’export che ormai copre il 60% della sua produzione: oltre ai canali distributivi consolidati in Usa, Canada, Germania e Regno Unito (dove recenti statistiche di mercato indicano come il Prosecco sia richiesto tanto quanto lo champagne francese), altre aree del mondo stanno iniziando a premiare la cantina friulana come l’Europa dell’Est (con la Russia in primis) e la Cina, alle quali si aggiungono mercati vinicoli emergenti dal Messico al Sudest asiatico. Gli ettolitri di vino prodotti ogni anno sono oltre 220 mila. “Il 40% di produzione destinata al mercato nazionale – ha aggiunto Bellomo – è per noi allo stesso modo fondamentale, visto che è richiesta principalmente dal canale Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café) e dalla grande distribuzione, settori strategici per essere conosciuti e apprezzati in Italia”.

“La logica con cui si è sviluppato questo nuovo sito – ha spiegato il presidente de La Delizia Flavio Bellomo di fronte a un nutrito pubblico con presenti quasi tutti i 450 soci della cantina – è stata quella di affrontare nell’immediato le esigenze produttive e logistiche conseguenti a questi anni di crescita, ma è una logica legata anche ad una visione a medio e lungo termine, cercando di predisporre il tutto per uno sviluppo razionale e organico che può avvenire nei prossimi anni. Questo nuovo stabilimento deve essere un punto di partenza per costruire il nostro futuro, fedeli alle radici del nostro passato che ha come punti di forza la produzione di vino di qualità che racconta il territorio friulano in cui nasce e la presenza nei mercati esteri”.