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Quello che le imprese dicono (su siti e social): l’economia del Friuli VG in una mappa di parole

L’economia regionale raccontata per parole chiave: una mappa semantica, tra innovazione e tradizione, del Friuli-Venezia Giulia che produce. Basata sui dati ricavati con il motore semantico Atoka della startup SpazioDati, la mappa esamina le aziende a livello di regione, di province e dei principali comuni (per numero di abitanti); le parole-chiave sono quelle che più caratterizzano le aziende del FVG nei settori principali. I dati sono aggiornati ad agosto 2016. E’ il frutto di una analisi semantica su una enorme quantità di sorgenti-dati associate alle aziende stesse, prima di tutto i siti internet e i social, sulla base di alcuni parametri di occorrenza pre-determinati.

Il risultato è una fotografia, un atlante lessicale (e non solo) che racconta le vocazioni, le parole-chiave e i trend di un territorio che si conferma essere uno dei più dinamici (e innovativi) di tutta Italia. Il focus sono le aziende con sede legale nella regione, ma non tutte: solo quelle con i ricavi noti in crescita e attive in alcuni settori particolari:

1) Manifatturiero
2) Costruzioni
3) Attività professionali, scientifiche e tecniche
4) Agricoltura

Si comincia con il manifatturiero. Tra tutte le aziende friulane (6.191) con i ricavi in crescita, ben 1.471 appartengono al manifatturiero, che quindi precede in questa classifica anche il settore delle costruzioni (641) e quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio (1.200). Delle 1.471 aziende manifatturiere, 1.055 sono Srl, 203 sono Srl con socio unico, 137 Spa e così via; appena 20 di esse (un nome su tutti, Fincantieri, che ha sede legale appunto a Trieste) hanno almeno 250 dipendenti, ma quasi tutte (per la precisione 1.301) hanno almeno 5 anni di età. 380 di esse ha partecipato a qualche bando della Pa, e sono state in 332 a vincerne.

Per quanto concerne il loro tasso di digitalizzazione, il 70% di esse ha un sito internet, 344 è presente su Facebook, 130 su YouTube e 121 su Twitter; nei siti di ben 712 aziende appare la parola “qualità”, in 489 la parola “design”, in 230 la parola “innovazione” e in 362 la parola “tecnologia”. E in effetti il manifatturiero del FVG sembra scommettere molto su know-how consolidati e sulle proprie eccellenze, come si evince dalle parole-chiave che caratterizzano il territorio: Distretto della Sedia, industria manifatturiera, ontano, Montasio, sedia, profilo alare, progettazione, Fincantieri. Si tratta di un lessico che rimanda a uno dei più importanti distretti d’Italia (quello appunto della sedia, che ha le sue capitali in paesi come San Giovanni al Natisone, Manzano e Corno di Rosazzo), a legni pregiati e a prodotti della tradizione (il formaggio Montasio, Dop) e appunto alla Fincantieri. Cantieristica e nautica dominano nella provincia di Trieste e in quella di Gorizia, ma nel comune triestino si parla anche (ovviamente) di “torrefazione” (Illy), di “farmaceutica” e di “scienza”.

La carica innovativa di un territorio che è sede di hub tecno-scientifici come la Sissa e Area Science Park si ritrova in altre parti del FVG, regione peraltro leader in innovazione e sviluppo al pari del Piemonte: a Udine (comune) si parla “applicazioni web”, “automazione”, “ricerca e sviluppo”, a Pordenone di “brevetto”, “innovazione”, “ricerca & sviluppo”, ma si parla di “tecnologia” anche a Codroipo (UD) e Cormons (GO).

Ancora più interessante, l’innovazione traspare in un settore, quello delle costruzioni, che a livello collettivo è percepito come molto tradizionale, e che in realtà scommette molto proprio sull’innovazione tecnologica, almeno in FVG: infatti tanto nella provincia di Udine che in quella di Gorizia e di Pordenone si parla tanto di “architettura sostenibile”, “ecosostenibilità”, “pannello solare termico”, “coibentazione”, “bonifica”, “depurazione”… Anche nel settore delle costruzioni dominano le Srl (483 su 641), seguite dalle Srl a socio unico (102), dalle cooperative e dalle Spa (11). Rispetto al manifatturiero, qui il tasso di digitalizzazione è più basso: su 641 aziende, hanno un sito web in 238, e la presenza social si limita sostanzialmente a Facebook (77). Quanto ai bandi, il 48% delle aziende hanno partecipato a una gara della Pa, e ne hanno vinto in 268.

Ad alto tasso di innovazione è poi il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche, settore composito del terziario che può raggruppare attività diverse come ad esempio gli studi specializzati in consulenza gestionale, i laboratori scientifici, gli studi di pubblicità e così via. Qui il lessico dell’innovazione è preponderante, tanto è vero che la prima parola-chiave a livello regionale è Università di Udine; in provincia di Trieste si parla di “biotecnologie” e di “innovazione”, nel pordenonese di “microbiologia” e “prototipo”, nell’udinese di “Università di Udine” e “rete telematica”.

Per ovvie ragioni qui di un totale di 509 aziende del settore con i ricavi in crescita 287 hanno un sito internet, 104 sono su Facebook e 52 su Twitter; gran parte di esse sono Srl (359) e 73 Srl a socio unico. 197 hanno partecipato a bandi della Pa, e 175 ne hanno vinti.

Infine, l’agricoltura. Le 148 aziende del FVG con i ricavi in crescita puntano con forza su uno dei pilastri dell’export agroalimentare italiano: il vino. Delle parole-chiave a livello regionale molte rimandano al comparto enologico, come “Collio”, “Ribolla Gialla”, “Sauvignon”. Tale trend è accentuato nelle province di Pordenone e soprattutto di Gorizia, mentre nell’udinese si parla anche di “itticoltura” e “acquacoltura”. Il tasso di digitalizzazione qui è limitato (ma è normale nel settore agricolo): 45 aziende hanno un sito web, ancora di meno (23) sono su Facebook. Interessante è invece l’età delle aziende: su 148 136 hanno almeno 5 anni, e 74 almeno 20, segno che qui tradizione e retaggio d’eccellenza fanno da padroni.