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Il lato umano dell’Ufficio personale, dove si conciliano turni, mogli, mariti, vita e lavoro

L’azienda si è stabilita in Alto Adige negli anni Cinquanta: anni di storia alle spalle che si riflettono sull’organico: “Qui ci sono persone che hanno iniziato a lavorare a 17, 18 anni, e che andranno in pensione con noi. L’età media dei dipendenti è abbastanza elevata, e cambiano le esigenze: noi cerchiamo di rispondere”, spiega Tamara Tonioni, direttore Risorse umane Europe South di Röchling Automotive, più di 4,700 addetti nel mondo, altri tre stabilimenti in Italia (in Trentino, Piemonte, Lombardia).

L’azienda è la più grande nella rete Welfare Alto Adige che si è appena costituita.

</span></figure> Tamara Tonioni (in giacca bianca) alla presentazione della rete welfare Alto Adige
Tamara Tonioni (in giacca bianca) alla presentazione della rete welfare Alto Adige

Il vantaggio è sia per le imprese che per i dipendenti, spiega Tonioni, che presiede la rete: “Il welfare aziendale costituisce un insieme di benefit che l’impresa mette a disposizione dei propri dipendenti, al fine di sostenere il loro reddito e migliorare la loro vita privata e lavorativa. Per le imprese aderenti alla rete, questo investimento significa rafforzare il benessere delle persone, la competitività aziendale e il rapporto tra l’impresa e il territorio”.

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Molte aziende sono diventate nel tempo delle vere palestre di welfare, ben prima della formalizzazione in accordi o reti. La stessa Röchling ne è un esempio; qui c’è una dipendente dell’ufficio personale che svolge il delicato (e prezioso) ruolo di collettore di bisogni ed esigenze di chi lavora, e trova il modo di dare una risposta. Così l’azienda manifatturiera trasforma il benessere dei dipendenti in competitività.

In una realtà dove c’è un sostanziale equilibrio di genere (circa il 40% di lavoro femminile), con molte donne anche nel reparto produzione, si sono formate nel tempo anche molte coppie: “Abbiamo una grande flessibilità di orario: si può arrivare fra le 7,30 alle 9, conciliando ad esempio con la necessità di accompagnare i figli a scuola o con altre esigenze – spiega Tonioni – Questo naturalmente è possibile negli uffici: invece in produzione, dove si lavora su turni (dalle 6 alle 14, dalle 14 alle 22, dalle 22 alle 6), questa elasticità non è fattibile, ma ci sono spesso esigenze di cambio, alle quali l’azienda risponde prontamente, ad esempio, nella stessa famiglia, per essere più presenti in casa”.

roechlingNello stesso ufficio arrivano anche le altre richieste di chi lavora: “Ormai l’esigenza di servizi quali asili nido è ridotta fra i nostri dipendenti: molte di più sono le persone che hanno superato  i 40 anni e hanno genitori anziani di cui occuparsi. Su questo fronte anche il territorio ha investito meno”. Su temi come questi l’azienda può dare un contributo decisivo, e lo stesso può fare quanto – è accaduto – un dipendente si ammala e ha bisogno di più cure: “Parlandoci abbiamo trovato la strada, ad esempio una aspettativa più lunga di quella dovuta per legge, ma necessaria per svolgere delle terapie. A Bolzano lavorano quasi 900 persone, ma questo non impedisce di gestire le risorse dando attenzione a ciascuno. Il risultato è, per tutti, un ambiente di lavoro più sereno”.

E poiché il lavoro non è tutto, le aziende della rete di cui Röchling rappresenta la realtà più grande hanno esteso il welfare non solo alle aree tradizionali – buoni spesa e carburante, spese mediche e di assistenza, rette scolastiche dall’asilo all’università e libri di testo – ma anche allo shopping e al tempo libero: fra i fornitori di beni e servizi selezionati – a tutti gli effetti i terzi beneficiari del welfare territoriale, oltre ad aziende e dipendenti – si possono scegliere anche palestre, centri benessere e anche viaggi.