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Missione Trentino a Ekaterinburg e Novosibirk, marmo in Libano, Veneto in Rwanda #AziendeConLaValigia

Cosmesi e sistema casa si affacciano sul mercato russo

Si chiuderanno venerdì 19 maggio le iscrizioni per partecipare alla missione economico-istituzionale di Trentino Sviluppo a Ekaterinburg e Novosibirsk. La missione, che si terrà dal 10 al 14 luglio prossimi, è pensata prioritariamente per le imprese trentine attive nei settori della meccanica-meccatronica, della cosmesi e del sistema casa che intendano affacciarsi sul mercato russo. Tanti i servizi messi in campo dall’Agenzia provinciale per facilitare l’incontro con gli operatori economici locali: dall’interpretariato nelle trattative alla predisposizione di studi di fattibilità e schede aziendali in lingua russa, fino alla partecipazione alla Fiera internazionale dell’industria di Ekaterinburg.

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Dopo la firma dell’Accordo di collaborazione tra Trentino Sviluppo e Technopolis Moscow nel 2015, la missione istituzionale a Mosca nel novembre 2016 e l’incoming di quindici operatori economici russi a Rovereto nel marzo 2017, che ha dato avvio a diversi accordi e negoziazioni commerciali ad oggi in corso di svolgimento, i rapporti tra il Trentino e la Federazione russa si consolidano con una nuova missione economico – istituzionale a Ekaterinburg e Novosibirk, due metropoli a forte vocazione industriale e ricche di materie prime strategiche, che offrono importanti opportunità di investimento nei settori della meccanica strumentale, della lavorazione dei metalli, dell’automotive, dell’industria farmaceutica e dell’arredamento. Interessanti sono anche le prospettive nell’ambito dell’innovazione e della ricerca offerte dal distretto di Novosibirsk.

La missione, promossa da Trentino Sviluppo, si terrà dal 10 al 14 luglio e si rivolge prioritariamente alle aziende trentine attive nei settori della meccanica-meccatronica, del sistema casa e della cosmesi. Il progetto prevede due giornate di incontri B2B personalizzati in entrambe le città, nonché la predisposizione di uno studio di fattibilità e di una scheda aziendale in lingua russa per ogni impresa partecipante, che potrà sempre usufruire del servizio di interpretariato italiano-russo. Le aziende meccanico-meccatroniche potranno infine approfittare dell’occasione per partecipare a Innoprom, la fiera internazionale dell’industria che ogni anno, dal 2010, si svolge ad Ekaterinburg e che per il 2017 è stata calendarizzata proprio in concomitanza della missione (10-13 luglio). Trentino Sviluppo ha opzionato un desk istituzionale in fiera, da mettere gratuitamente a disposizione delle imprese trentine per gestire, previo accordo, eventuali appuntamenti individuali.

Il termine per l’iscrizione al progetto è venerdì 19 maggio. Per informazioni telefonare al numero 0464/443185.

Repubblica Srpska in Friuli VG

Una delegazione dell’Assemblea nazionale della Repubblica Srpska, guidata dal presidente Nedeljko Cubrilovic, ha fatto visita al Consiglio regionale del Friuli VG, accolta dal presidente Franco Iacop.

seal_of_republika_srpska-svgIl Friuli Venezia Giulia è la regione italiana più aperta verso i Balcani – ha esordito Iacop – con cui intrattiene importanti relazioni e Trieste, il suo capoluogo, registra un’importante presenza serba, con una comunità numerosa e perfettamente integrata. L’auspicio – ha aggiunto – “è che questi rapporti di collaborazione siano sempre più stretti e che si possa condividere in modo proficuo la dimensione europea, il cui processo di avvicinamento vediamo in modo positivo”.

Proprio per rafforzare i rapporti di collaborazione, il presidente Cubrilovic ha rivolto l’invito a Iacop a una visita a Banja Luka, per poter condividere esperienze istituzionali proprie di organismi legislativi, ma anche per rafforzare un dialogo in funzione europea. Dal punto di vista delle relazioni – ha aggiunto – la comunità serba a Trieste e la sua integrazione con la città non può che favorirle e rafforzarle. Va poi considerato anche l’aspetto della collaborazione economica, dove non mancano le esperienze positive: lo scambio con il Nord Italia vale oggi 550 milioni di euro, ma ci sono ampi margini di incremento.

La delegazione Srpska ha proseguito la sua visita a Pordenone con una serie di incontri nella sede di Finest con rappresentanti del mondo economico e imprenditoriale del territorio.

In Libano il marmo parla italiano

Esplorare nuove opportunità di business per i marmi e i graniti italiani nel settore delle costruzioni in Libano e nell’area Mediorientale. È questo l’obiettivo della missione commerciale ‘We Speak Stone’ di Marmomac, il più importante salone mondiale della Fiera di Verona sulla pietra naturale, che il 17 e il 18 maggio ha fatto tappa a Beirut. Nove le aziende del comparto lapideo presenti nella delegazione tricolore: Antolini, Bellamoli, Bauce Bruno, Domos, La Lessinia Graniti, Marmi Scala, Marmi Santa Caterina, Santa Margherita e Marini Marmi.

marmo
Per due giorni sono state impegnate a incontrare i più importanti studi di architettura, ingegneria e contract locali, gli importatori di marmi leader nella regione, selezionati da Marmomac in collaborazione con Platform Architecture and Design, senza dimenticare i momenti istituzionali previsti con l’Ambasciata d’Italia e l’Ufficio ICE di Beirut. La pietra made in Italy è molto apprezzata nei grandi progetti di edilizia residenziale, commerciale e turistica della Terra dei cedri: nel 2016 le esportazioni di prodotti lavorati e blocchi grezzi verso il Libano hanno raggiunto infatti i 13,1 milioni di euro, in crescita dell’1,9% sul 2015 (fonte Osservatorio Marmomac su base Istat).

«L’iniziativa We Speak Stone-Beirut – spiega Elena Amadini, vicedirettrice commerciale di Veronafiereprosegue l’attività di scouting con cui Marmomac accompagna le imprese italiane del comparto sia sui mercati più maturi come gli Stati Uniti, focus con New York della tappa 2016, che sugli emergenti. Il Libano nello specifico, oltre alla domanda interna in crescita, rappresenta un hub strategico verso gran parte dell’area Mediorientale e sarà uno snodo fondamentale nella futura ricostruzione delle Siria, così come già oggi lo è per quella irachena».

 Il Medio Oriente, storico crocevia di scambi internazionali, assorbe oltre 55% dell’export di marmi e graniti lavorati e semilavorati italiani diretti verso il continente asiatico. Secondo l’Osservatorio Marmomac, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi, Libano e Israele nel 2016 hanno registrato un controvalore complessivo di 186,5 milioni di euro. Nonostante la flessione del 17% dovuta alle tensioni internazionali, nel 2016 spiccano le esportazioni verso il Qatar con 28,5 milioni di euro, in aumento del 15,4% sull’anno precedente.

L’interesse per la pietra italiana trova riscontro anche nel numero di buyer in visita al Marmomac di Verona che nel 2016 ha visto la partecipazione di 2.600 operatori dei paesi del Medio Oriente, di cui 270 dal Libano. La 52° edizione del salone è in programma a Veronafiere dal 27 al 30 settembre 2017.

Aziende venete in Rwanda

La missione imprenditoriale in Rwanda si è appena conclusa ed è stata gestita secondo un format collaudato e di successo che solo Veneto Promozione, a livello veneto e nazionale, svolge da 7 anni nell’ambito dei Programmi di attività condivisi tra la Regione del Veneto e le Camere di commercio del Veneto. L’obiettivo sono in mercati  ‘difficili’, ‘poco noti’ – e come tale liberi dalla concorrenza di massa – in Africa Subsahariana che in certe aree sta vivendo da dieci anni a questa parte una importante fase di espansione economica, di interesse anche commerciale per i settori produttivi veneti.

flag-map_of_rwanda-svgIl Rwanda è un Paese molto giovane, di fatto nato nel 1995 dopo il genocidio, hub sicuro e stabile politicamente, ideale per penetrare il mercato dell’East Africa (180.000.000 di abitanti). In Africa Orientale come in nessun altra regione del Continente i governi di Tanzania, Kenya, Uganda, Sud Sudan, Rwanda e Burundi stanno lavorando a un’integrazione regionale avanzata sia da un punto di vista economico che politico: in materia di infrastrutture, energia e commercio, i progetti e le strategie  di questi paesi sono interconnessi fra di loro.

La popolazione rwandese, circa 13 milioni di abitanti, di cui 2 concentrati nella capitale Kigali, ha un livello di scolarizzazione e standard di vita piuttosto elevati, soprattutto se in relazione alla media dell’Africa subsahariana. Il governo pone un’attenzione speciale all’ambiente, è infatti bandita dal paese la plastica.

Molti sono i progetti in essere di costruzione civile, industriale e commerciale – così come quelli in fase di implementazione: dal nuovo aeroporto alle nuove centrali idroelettriche. Dai quartieri residenziali alle nuove strutture commerciali e industriali. L’Italia è quasi assente nel mercato, che viceversa necessita sia tecnologia e meccanizzazione, e si approvvigiona direttamente da EU (spesso Svizzera) e USA.

Partendo da quest’ultima constatazione e con l’obiettivo di aprire il mercato alle aziende venete, è stata svolta dal personale qualificato di Veneto Promozione un’intensa e specifica azione di scouting e ricerca partner mirata rispetto ai settori aziendali focus del progetto, attraverso l’individuazione dei principali player privati e pubblici di settore.

Questi di seguito i risultati in sintesi per le otto aziende partecipanti:

  • Per le aziende del settore costruzioni le opportunità concrete e immediate con richieste di quotazioni per prodotti che nel mercato non esistono (neppure la versione cinese!), da parte dei principali player del settore nel Paese.
  • Per il settore dello stoccaggio cereali e mangimifici sono stati realizzati importanti incontri sia col settore pubblico (Ruanda Development Board e Ministero dell’Agricoltura) sia con quello privato con interessanti prospettive.
  • Ottimi risultati sono stati ottenuti per il settore idroelettrico. Grazie agli appuntamenti da organizzati con l’Associazione dei produttori di energia EPD, REG società pubblica e con alcune delle più importanti società del settore a livello privato, la nostra azienda veneta del comparto torna a casa con proposte di sviluppo progetti e contatti molto utili ai fini dei prossimi tender. Interessante senza dubbio si prospetta il business della panificazione. Anche qui grazie agli incontri realizzati e alla buona nomea del Bakery equipment made in Italy, l’azienda veneta del settore gia’ molto presente in Uganda, ha buone possibilità di entrare nel mercato.
  • Infine, il settore del packaging di cartone e legno ha senza dubbio opportunità sotto il profilo dell’investimento nel mercato, in termini di JV con aziende che producono i sacchetti di carta e con aziende di grandi dimensioni attive nel settore del te e caffè, interessate a sviluppare una locale industria del packaging per l’esportazione dei propri prodotti, industria che per ora non esiste nel Paese, dipendente per questo settore dall’estero.