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Le radici del vino: 100 anni fa la tecnica che salvò la viticoltura mondiale, oggi Rauscedo è la capitale mondiale delle barbatelle

Rauscedo, la frazione più ampia del comune di San Giorgio della Richinveld, Pordenone.  Una frazione, spiega con orgoglio il sito comunale, “famosa in tutto il mondo per l’associazione immediata al vivaismo viticolo. Infatti, è riconosciuta quale capitale mondiale della barbatella. L’economia della frazione gravita quasi totalmente sul vivaismo e sulla viticoltura che nella frazione hanno raggiunto livelli di eccellenza”.

La barbatella è la piantina di vite (Vitis Vinifera) ottenuta dall’innesto al banco di vite americana con vite europea. Verso la metà dell’ottocento in Europa era arrivata la Fillossera, un insetto che danneggiava le radici e comprometteva il fogliame, fino alla morte della pianta. La vite americana, costretta a convivere con la malattia già presente da secoli in America, era invece diventata resistente.

Rauscedo è il luogo dove nell’autunno del 1917, poche settimane prima del ripiegamento causato dalla battaglia di Caporetto, un caporale dell’esercito italiano di origini piemontesi insegnò a Pietro D’Andrea l’innesto a spacco, che all’epoca andava per la maggiore nel Nordovest del Regno d’Italia, ma che a Nordest era praticamente sconosciuto. D’Andrea, insieme ad altri agricoltori locali, diffuse rapidamente la tecnica tanto che si può dire che così salvò la viticoltura mondiale: in effetti proprio su queste basi fu inventata a Rauscedo la tecnica di innesto su vite americana che si rivelò fondamentale per preservare le viti dalla malattia della filossera.

Nel piccolo paese ai piedi delle Prealpi Carniche, in un ambiente economicamente depresso e caratterizzato da emigrazioni di massa, nasce il primo nucleo di un’attività vivaistico-viticola. Oggi da qui si contano oltre 100 milioni di barbatelle innestate, e i Vivai cooperativi sono un sistema da oltre 220 soci, 50 dipendenti fissi più tutti gli stagionali (tra occupati diretti e indotti si arriva a oltre 2.500 persone), 101 milioni di fatturato per il 75% della produzione italiana e il 20% di quella mondiale. Le barbatelle friulane prendono la strada di 28 Paesi, fra i quali Cina, Argentina e Azerbaigian.

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Nei giorni scorsi sono partite le celebrazioni del centenario, ed è stato presentato il logo che racconta tutta questa evoluzione degli innesti. “Nelle tre cifre che compongono il numero 100 – ha detto il sindaco Michele Leon – abbiamo voluto ricordare i tre tipi di innesti succedutisi nei decenni, da quello a spacco di cento anni fa a quello a omega attuale, passando per quello a incastro. Anche i colori scelti si legano al mondo della vite, richiamando le cromie dei vini bianco, rosso e rosato. Un logo che vuole ricordare a tutti che senza Rauscedo e quell’innesto a spacco che diede vita alle barbatelle, oggi non avremmo vino, cantine, vigneti, scuole ed università, associazioni, appassionati, enoturisti, enoteche, strade del vino, libri e paesaggi meravigliosi disegnati dalla forma dei vigneti. Ecco perché oggi come amministrazione comunale vogliamo celebrare Rauscedo e i suoi paesi limitrofi ma soprattutto le storie di donne e uomini che hanno lavorato a creare quella che oggi è la capitale mondiale della barbatella”.

La storia racconta che nella terra Grave, durante la Prima guerra mondiale e mentre in Europa imperversava da anni la piaga della fillossera della vite, o peste del vino, l’innesto fu l’intuizione con cui si comprese che l’immunità radicale sviluppata da alcune specie americane poteva essere utilizzata per costruire una pianta con il piede americano, ma apparato vegetativo e riproduttivo europeo: da lì iniziò una storia centenaria da primato, “una storia di impegno e volontà degli agricoltori che hanno saputo unire la capacità di cooperare e innovare, diventando, con una produzione e distribuzione annuale di 100 milioni di nuove piante, pari al 75% della produzione nazionale e al 20% di quella mondiale, leader del settore. Celebriamo un brand del territorio che promuove una filiera di eccellenza, con centralità della ricerca scientifica e dell’innovazione, in collaborazione con Università, centri di ricerca e Regione FVG. Si tratta di un circuito unico nel suo genere di cui essere orgogliosi”.

le-radici-del-vino-enotecaL’innovazione, qui, significa ricerca continua di nuove varietà, cloni ed incroci che possano dare risultati sempre migliori per il viticoltore. Tutti i filoni della ricerca vivaistico-viticola sono stati percorsi dai Vivai Cooperativi: dall’uso della micropropagazione e dell’innesto a verde alla clonazione fino alle 350 microvinificazioni che vengono annualmente effettuate nella cantina Sperimentale. Anche nel campo delle varietà da tavola si sono valutate le novità provenienti da Argentina, Moldavia, Ucraina e Grecia, mentre dal 2006 i Vivai hanno aderito al progetto “Genoma della vite” per poter fruire, nel medio-lungo termine, dei risultati di ricerche finalizzate all’ottenimento, attraverso l’ibridazione, di varietà resistenti alle malattie.

In contemporanea è stato presentato il programma dell’edizione 2017 de Le Radici del Vino, grande festa autunnale di Rauscedo che dal 5 all’8 ottobre proporrà 25 eventi (sempre al coperto, programma su www.leradicidelvino.com).

Fra gli eventi in programma il concorso enologico per i migliori vini del Friuli Venezia Giulia nelle categoria “Sauvignon Principe del Friuli” e “Festival della Ribolla Gialla”, l’arena del gusto con le specialità friulane e dei territori vicini, perfino l’area dedicata a bambine e bambini che potranno giocare con l’uva, partecipare a laboratori creativi e divertirsi.

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Le Radici del Vino ospiterà la quarta edizione della Fiera agricola “Viticoltura d’Eccellenza”, con la presenza di 45 espositori i quali presenteranno le più recenti novità nel campo dei macchinari e prodotti agricoli, dalle irroratrici alle vendemmiatrici, dai trattori alle barbatelle solo per citarne alcuni. La fiera rappresenta anche un momento fondamentale d’incontro per gli agricoltori della regione Friuli Venezia Giulia al termine della vendemmia: per questo ospiterà pure dei meeting di approfondimento per addetti ai lavori.

barbatelle2Fra i convegni, da segnalare il 7 ottobre alle 10 il convegno su “La viticoltura tra 10 anni” (un evento realizzato insieme a Confcooperative Pordenone). Inoltre il 6 ottobre alle 17 convegno storico su “La Grande Guerra e la nascita della viticoltura moderna”, dedicato al centenario dal primo innesto.

Le Radici del Vino è organizzato dal Comune di San Giorgio della Richinvelda con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFvg e Friulovest Banca. Partner preziosi Confcooperative Pordenone, Vivai Cooperativi Rauscedo, Circolo Agrario Friulano, Vitis Rauscedo, Cooperativa di Consumo di Rauscedo, Dea Barbatelle, Ambiente Servizi, Marchi Volpe, Gruppo Bisaro, Enofriuli, Cantina Rauscedo, Vivaistica D’Andrea, Forchir, Ronco Margherita, I Magredi, Onav, Assoenologi e Pordenonefiere.

 

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