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I 36 corsisti – 12 sono studenti – dell’università del volontariato (perché il bene va fatto bene)

E’ iniziato il 4° anno di Università del Volontariato di Treviso, percorso di alta formazione gratuito offerto da Volontarinsieme – CSV Treviso insieme all’Università Ca’ Foscari Venezia, e che ha già formato 90 corsisti e visto la partecipazione di oltre mille persone alle lezioni specialistiche. Il progetto è un percorso formativo che vuole offrire  conoscenze approfondite sulle tematiche sociali, del volontariato e della cittadinanza attiva, qualificando i volontari e apportando nuove competenze al mondo del non-profit.

La classe dell’anno 2017-2018 è formata da 36 corsisti, 33 di Treviso e 3 di Belluno (con cui è stata avviata una bella collaborazione) 25 donne e 11 uomini; 19  le persone già attive nel volontariato,  12 gli studenti universitari e 5 i cittadini aspiranti volontari.

Una classe eterogenea ma essenzialmente giovane, con un’età media di 43 anni, così ripartita: 14 corsisti hanno tra i 30-55 anni, 12 tra i 20-30 anni e 10 tra i 55-80 anni.

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Che cosa produce l’Università del Volontariato? Grazie alla collaborazione con il Centro SELISI di Treviso, durante l’estate è stata avviata un’analisi dell’impatto sociale delle attività realizzate dall’Università a Treviso. I risultati sono stati presentati durante la cerimonia di avvio: ha risposto oltre l’80% degli ex-studenti.

Tra gli aspiranti volontari, coloro che quindi non avevano mai fatto volontariato, uno su due dopo l’Università del volontariato ha intrapreso un percorso all’interno di un’associazione del territorio.

Chi, tra i corsisti, era già attivo nel mondo del volontarito, ha potuto portare delle migliorie organizzative e di contenuto all’interno della propria realtà associativa, assumendo, in alcuni casi, ruoli di responsabilità.
Inoltre nel corso di queste tre edizioni, grazie a UniVol sono nate una decina di nuove associazioni di volontariato.

“E’ importante poter vedere i frutti di questo percorso di alta formazione, che non solo arricchisce le persone che decidono di mettersi in gioco e frequentare un anno di lezioni, ma ha una ricaduta sociale e valoriale molto importante per le nostre comunità – ha affermato Alberto Franceschini, presidente di Volontarinsieme CSV Treviso – Molto positivo anche il fatto che le richieste di iscrizione non abbiano avuto un calo, che sarebbe stato fisiologico, ma si attestino sempre sopra le cento persone che ogni anno chiedono di frequentare Università del Volontariato”.

Il percorso di studi è articolato in corsi base obbligatori (36 ore complessivamente), lezioni specialistiche a scelta (almeno 10 ore), uno stage di volontariato (almeno 20 ore) e un elaborato finale, ciascuno dei quali prevede una misurazione dell’impegno posto per l’apprendimento.
Ogni corsista viene sostenuto nella sua formazione da un tutor che lo accompagna per tutto il percorso.

L’offerta formativa di questo anno accademico prevede a calendario i 4 moduli obbligatori per un totale di 36 ore e 49 lezioni specialistiche, per un totale di 149 ore di formazione in aula.

L’offerta formativa è stata arricchita da due nuove aree tematiche, una dedicata a Economia, Impresa e Finanza per l’Innovazione sociale che vuole considerare il Volontariato anche dalla prospettiva dell’analisi economica, studiando le sue relazioni dirette e indirette con lo sviluppo delle società moderne.

Un’altra dedicata alla Relazione d’aiuto orizzontale – i gruppi AMA (auto mutuo aiuto) in questo caso Università del Volontariato diventa il luogo in cui ospitare anche la formazione trasversale dedicata a queste particolari reti di prossimità, offrendo un ciclo di lezioni volte a sostenere e qualificare l’impegno dei volontari facilitatori dei gruppi.

Importante anche la revisione dell’area Amministrazione, fiscalità e normativa con una ricca offerta di lezioni dedicate a fornire alle associazioni tutti i supporti utili in conoscenze e applicazioni pratiche delle novità introdotte dai decreti attuativi della Riforma del Terzo settore (dalla tenuta dei libri contabili, alla revisione delle procedure del beneficio del 5 per mille, fino ai nuovi voucher).

Tra gli elementi di novità nella sezione Attualità, una lezione dedicata a differenze di genere e violenza “Maschile, femminile, plurale” e un modulo di tre lezioni dedicate all’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

“Innovazione sociale, economia del terzo settore e politiche di inclusione sono ambiti sui quali Ca’ Foscari e il Campus di Treviso sono attivamente impegnati sul piano scientifico e didattico. Anche per questo Ca’ Foscari crede molto al valore sociale e culturale dell’Università del Volontariato, con cui collaboriamo da anni mettendo a disposizione proprie competenze e sviluppando specifiche attività di ricerca. Grazie al sostegno di CSV alcuni nostri laureandi della Scuola di Economia, Lingue e Imprenditorialità per gli Scambi Internazionali sono infatti impegnati a monitorare i percorsi professionali dei frequentanti l’Università del Volontariato e analizzare l’impatto economico e sociale del terzo settore sul nostro territorio” ha detto durante la lezione di avvio il professor Giancarlo Corò, docente all’Università Ca’ Foscari e Direttore del centro dipartimentale SELISI.