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Caldogno, capitale mondiale delle corde per ukulele e chitarra (grazie a un musicista un po’ chimico, e a una scopa)

Si usa per generi diversi incluso pop e rock, va bene anche per chi ha un fisico minuto, non pesa nel trasporto e non occupa troppo spazio a casa. L’ukulele – piccola cassa, manico e quattro corde, ma ne esistono molte versioni – è uno degli strumenti musicali più prodotti e diffusi al mondo; fino a 100 milioni di esemplari l’anno.
A Caldogno, comune vicentino di poco più di 11mila anime, 20 anni fa è nata una azienda che ha trovato notorietà in tutto il mondo per la sua particolare produzione: corde per ukulele. Si chiama Aquila Corde Armoniche e ci lavorano 24 persone, di ogni nazionalità, abilissime nella manualità necessaria a questa particolare lavorazione. Tutto ruota intorno al fondatore, Mimmo Peruffo, di origine sarda ma vicentino d’adozione, che ha di fatto rivoluzionato il suono di molti strumenti grazie ad innovative corde.

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Un giorno la leggenda racconta che abbia messo tra i denti un filo usato per le scope (Pippo era la marca) e, che così sia iniziata così la rivoluzione che ha portato l’azienda al successo. “Caso o destino, la soluzione dell’enigma era proprio davanti agli occhi, una scopa: “Mi misi tra i denti un filo di poliestere usati per le scope – racconta – e pizzicandolo scoprii che suonava come quelle di budello; da quel momento lavorai per introdurre alcune modifiche sostanziali così da poter ottenere corde più resistenti, sonore ed economiche”.

aquila-corde-armoniche-internoOra il Nylgut è un materiale sintetico sviluppato all’interno dell’azienda e brevettato nel 1997: presenta lo stesso peso specifico medio del budello ed un ridotto assorbimento di umidità – pari al 10% soltanto – di quello del Nylon da musica. Una sorta di ‘budello sintetico’, insomma, (la traduzione suona come nylon-budello) messo a punto unendo la conoscenza della chimica e la grande passione per il liuto di questo modermo liutaio, capace di muoversi fra musica antica e moderna. Nylgut, oltre all’alta performance sonora, ha la caratteristica di avere una grande resistenza: suonate per circa due ore al giorno, le corde durano più di un anno. La ricerca non si è comunque fermata e nel corso degli anni l’azienda è riuscita a creare nuovi suoni mai sentiti prima, un’unicità che anche il masterpiece della vendita delle chitarre acustiche mondiale – l’americana Martin Guitars – ha abbracciato, commissionando decine di migliaia di corde ogni anno.

Peruffo è perito chimico e insieme amante di strumenti musicali antichi oltre che suonatore lui stesso: lavora in azienda, ricerca, studia e sperimenta tanto da essere diventato un punto di riferimento internazionale tra conferenze e laboratori.

Sul sito si leggono i nomi delle aziende clienti: Ibanez e le altre, oltre ai singoli artisti.

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Ma non ci sono solo corde “commerciali”: l’azienda è l’unica al mondo per il fatto che funge da centro di ricerche nell’ambito delle montature storiche per strumenti a pizzico e ad arco del Rinascimento, Barocco e periodo Classico, con l’obiettivo di salvaguardare la tecnologia cordaia del passato, ormai prossima all’estinzione, mediante specifiche iniziative a livello nazionale e presso il Parlamento Europeo. Visitare la sede equivale ad un percorso nella storia; c’è il laboratorio dove viene lavorato il budello naturale, di cui Mimmo è considerato da molti il maggior esperto internazionale.
Siamo rimasti in cinque o sei in tutto il mondo a lavorare il budello – spiegano da Aquila Corde Armoniche – che è capace di suoni eccelsi, ma anche talvolta di rotture improvvise ben descritte anche nelle fonti storiche; non ne vendiamo molte in confronto al sintetico, sono faticose da realizzare, richiedono due settimane di lavoro manuale, ma noi più che agli affari pensiamo al sogno dei suoni perduti ed ora felicemente ricostruiti”. Sempre sul sito scorrono gli strumenti: l’arpa, basso barocco e rinascimentale, liuto e violoncello da spalla.

Da Shanghai a Los Angeles fino a Francoforte, l’azienda di Caldogno partecipa alle principali fiere di settore, e proprio in una di queste occasioni è riuscita nell’impresa di scardinare la concorrenza facendo diventare i competitor dei collaboratori: “Si dice che il miglior carabiniere è l’ex bandito, chi sa perfettamente come funzionano certi meccanismi. C’è stato chi ha provato a copiarci, poi ce lo siamo trovati in fiera, tre anni fa, allo stand: ci cercava per lavorare insieme, allargando il mercato. Abbiamo cambiato logica e accettato”.

Intanto l’azienda investe in responsabilità sociale e ha offerto un finanziamento destinato all’Università di Firenze per un incarico di ricerca di atti notarili e documenti di archivio presso le biblioteche ed archivi di stato della Toscana al fine di poter ricostruire le tappe storiche della corderia locale. Oggi Aquila Corde Armoniche, che esporta oltre il 90% della produzione, ha un solo problema, “quello di stare crescendo troppo in fretta. Io pigio sul freno, per salvaguardare attenzione e qualità”, conclude Peruffo.