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L’azienda dolciaria che apre il primo ristorante amico dei diabetici (solo in Veneto 300mila persone)

Al fianco della torta al cioccolato, sul menù, c’è il prezzo e un numero: 53. Il tiramisù invece totalizza 23 e più su, fra i primi piatti, c’è il 127 delle lasagne fresche e il 18 della Vellutata di zucchine e patate profumata alla menta. Ogni voce riporta la quota chiamata CHO che indica la quantità di carboidrati presente in ogni porzione.

Succede al Fraccaro Café, il primo ristorante in Italia adatto anche alle persone affette da diabete di tipo 1.

Il Cafè fa capo all’azienda veneta del dolciario Fraccaro Spumadoro; ospita uno spazione per la vendita dei prodotti e uno spazio gourmet, che aderisce al progetto d1abfriend promosso da Nastrino Invisibile Onlus, Associazione Trevigiana Giovani con Diabete, con  menù “a misura di diabete”. Una risposta all’esigenza della “strategia del conteggio dei carboidrati”, fondamentale nel raggiungimento del controllo glicemico.

“Il Fraccaro Café è un concept store con una formula originale, per questo abbiamo deciso di aderire a questo encomiabile progetto dedicato alle persone affette da diabete di tipo 1.“ dichiara il presidente Luca Fraccaro. Aggiunge Paolo Pietrobon, presidente del Fraccaro Café: ”Il risultato implementa quella che è la vocazione naturale della location: riunire diverse esigenze e rispondere con la varietà offerta alle necessità di un vasto pubblico. Il fatto di essere il primo ristorante caffetteria d1abfriend in Italia ad offrire questo plus, con il menù che presenta il conteggio dei carboidrati, ci riempie di orgoglio. Speriamo di non essere i soli ma che altri esercenti seguano il nostro esempio. Lo chef Luca Pibiri, insieme all’Associazione Nastrino Invisibile Onlus, che fa riferimento al centro diabetologico pediatrico di Castelfranco Veneto seguito dal dottor Francesco Oteri, ha studiato ogni voce del menù, dai primi piatti alla pizza, dalle brioche per la colazione al gelato, per calcolare la quota di carboidrati presente in ogni porzione. Questa quota, chiamata CHO, viene indicata per ogni portata, agevolando, così, le persone affette da questa malattia. Inoltre questa informazione può essere utile a tutti coloro che semplicemente vogliono seguire una dieta controllata.”

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L’inaugurazione

“Studi specifici hanno dimostrato che l’aspetto terapeutico legato all’alimentazione è in grado di ottenere risultati, sul controllo glicemico, superiori ad interventi farmacologici; in tutti i casi di potenziarne gli effetti, per cui ben vengano tutte le iniziative che portano conoscenza, innovazione e benefici in tal senso. Oggi a Castelfranco è stata aperta una nuova via in un settore nel quale finora, pur meritoriamente, le attenzioni si erano concentrate su altri problemi, a cominciare dalle intolleranze alimentari, mai sull’effetto degli alimenti e della corretta alimentazione sul diabete”.

Così l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, alla presentazione del primo “menù a misura di diabete” mai pensato in Italia.

menuuuCon Coletto, erano presenti il Sindaco di Castelfranco Veneto e Presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, l’Assessore alla Sanità del Comune di Castelfranco Veneto Sandra Piva, la Dottoressa Sabrina Carraro, Vice Presidente di Assindustria Venetocentro – delegata di Territorio Castellana e il Dottor Giovanni Taliana, Presidente del Gruppo Alimentare di Assindustria Venetocentro, il Dottor Renato Grando, fiduciario Slow Food per l’Alta Marca Trevigiana. Per l’Associazione Nastrino Invisibile sono intervenuti il Presidente Stefano Palermo e Paola Tranquillo, responsabile progetti, affiancati dal management di Fraccaro Cafè.

Esprimendo l’augurio che iniziative simili si diffondano in tanti punti di erogazione di alimenti, Coletto ha sottolineato che “si tratta di rendere la vita migliore anche a tavola a oltre il 6% dei cittadini. Vale a dire  che nel Veneto, il diabete colpisce circa 300.000 persone, fra le quali 7.500-8.000  di tipo 1 (diabete giovanile, insulino-dipendente)”. L’incidenza , in Veneto, è sostanzialmente stabile nel tipo 1, con circa 200 nuovi casi all’anno, mentre nel tipo 2 (dell’adulto, generalmente in sovrappeso e non insulino-dipendente) è in continua ascesa ed esordisce in circa 20mila nuove persone all’anno.

“Un’alimentazione equilibrata – ha concluso Coletto complimentandosi con gli ideatori e i realizzatori di questo specialissimo menù – aiuta i portatori di diabete del tipo 1, il più grave, ma sarà anche utilissima per chi ha il tipo 2, non insulino dipendente, ma non meno collegato alla necessità di mangiare sano e consapevole”.

Il diabete di tipo 1 è una patologia cronica autoimmune, in cui il pancreas non produce più insulina, e quindi è necessario iniettare sottocute la quantità corretta prima di ogni assunzione di cibo. Colpisce principalmente i bambini e i giovani. Si tratta di una delle patologie a maggior impatto sociale del nostro tempo. Il tasso di incidenza della malattia è in continuo aumento e sempre più precoce è l’età della diagnosi, gli ultimi dati parlano di un’incidenza di 1 bambino su 800 colpito da diabete di tipo 1.

L’azienda

Fraccaro Spumadoro, azienda di Castelfranco Veneto, prosegue il trend positivo: il 2017 ha premiato in termini di fatturato e di espansione all’estero per Fraccaro Spumadoro, nata nel 1932 e nota per la capacità di coniugare le antiche tradizioni dell’arte dolciaria veneta all’innovazione nella produzione di dolci da forno.  Grazie alla produzione annua di oltre 600mila chili di specialità dolciarie, che impegna circa 45 addetti, l’azienda di Castelfranco Veneto ha raggiunto il fatturato di 7,8 milioni di euro, risultato ottenuto soprattutto grazie all’export, che rappresenta il 70 per cento del business. L’azienda è presente oggi in 35 Paesi: Stati Uniti, Est Europa e Sud Est Asiatico.

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Risposte più che soddisfacenti giungono anche dal mercato italiano, grazie al consumo in forte crescita delle specialità Pasticceria Fraccaro gluten-free, bio e vegane, linee di prodotto recentemente introdotte dall’azienda, costantemente attenta a cogliere e soddisfare le esigenze dei consumatori, sempre più consapevoli nella scelta degli alimenti.

“I prodotti made in Italy sono universalmente riconosciuti per la loro eccellente qualità – spiega Luca Fraccaro, presidente dell’azienda fondata dalla sua famiglia e giunta oggi alla quarta generazione – ed è nostra responsabilità mantenere ai massimi livelli questo standard. Lo facciamo utilizzando materie prime altamente selezionate e presìdi Slow Food, che lavoriamo secondo tradizione utilizzando il lievito madre, il nostro ingrediente speciale e imprescindibile dalla nostra produzione. Riteniamo, però, sia nostro compito sostenere e promuovere all’estero anche le tipicità del nostro territorio, per noi elemento fondante al quale siamo fortemente legati”.

Prosegue Fraccaro: “In Italia così come all’estero, la scelta di proporre al mercato solo prodotti di alta qualità si è dimostrata vincente: puntiamo a chiudere l’anno in corso a 8,3 milioni di euro e quelli a venire sono per noi i mesi decisivi: i prodotti legati al Natale, infatti, influiscono per il 35 per cento sul nostro fatturato”.

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