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Un caffè trevigiano a Sarajevo, il NordEst incontra la Serbia, Veronfiere apre a Shanghai #AziendeConLaValigia

Manuel Caffè, azienda di san Vendemiano (Treviso), è sempre più internazionale. È da poco appena inaugurato il primo Spazio Gourmet dedicato alla fascinazione della ristorazione italiana nel cuore pulsante di Sarajevo, a due passi dalla Biblioteca Nazionale e la Cattedrale Ortodossa, in una zona di forte passaggio turistico.

Investiamo continuamente sul mercato estero e il progetto dell’apertura del primo Spazio Gourmet si inserisce in questo obiettivo. –  sostiene Cristina De Giusti – Il nostro sogno, che è quello di diffondere il sapore dell’italianità, inizia da Sarajevo, dove già da tempo siamo conosciuti ed apprezzati grazie al nostro punto vendita Spazio Caffè. Abbiamo cercato di ricreare la stessa atmosfera che unisce uno stile cosmopolita a quello tradizionale, implementando i servizi e l’offerta”.

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Sono 350 i metri quadri suddivisi in sei differenti aree tematiche, studiate per assecondare ogni esigenza di gusto e di tempo ed accogliere il pubblico in un ambiente familiare, dove la cultura del caffè è in primo piano con la possibilità di degustare gli Specialty Coffee e le migliori miscele selezionate dalla famiglia De Giusti.

Ideale per una pausa pranzo, Spazio Gourmet è anche ristorazione: in cucina il famoso chef Miran Karić da un valore aggiunto proponendo ricette della tradizione italiana, dalla pasta rigorosamente fatta in casa ai panini gourmet realizzati con prodotti freschi e di stagione, dalla pizza prodotta con lievito madre al dolce proposto in tutte le sue declinazioni, da accompagnare al caffè Manuel. Aperto da mattina a sera, l’offerta di Spazio Gourmet si concentra per l’aperitivo su una serie di sfizi e finger food, da accompagnare alle proposte cocktail, birra e vini italiani.

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Linee eleganti e raffinate con largo sfoggio di materiali e colori naturali si combinano al laboratorio e cucina a vista, tavoli in legno e ampie vetrate: Spazio Gourmet rappresenta la filosofia produttiva di Manuel Caffè e il suo modo di vivere il rito del caffè, tra atmosfere rilassate e la ricerca della massima qualità. Da sempre l’azienda è attenta a proporre nuovi stili di vita e punta alla costante innovazione, pur mantenendo salde le radici che legano dal 1975 la famiglia De Giusti ad un passato di tradizione rigorosamente italiana. La continua ricerca delle migliori miscele, la scrupolosa attenzione rivolta a tutta la filiera produttiva e la qualità riconosciuta dai consumatori ha portato Manuel Caffè ad aprire numerosi flagship store in tutto il mondo.

Il Nordest incontra la Serbia

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Un accordo con l’obiettivo di promuovere seminari tecnici tra le imprese italiane e il mercato serbo; facilitare l’incoming delle delegazioni commerciali durante le rassegne organizzate da Veronafiere (in particolare Fieragricola, Vinitaly, Marmomac, Samoter e Sol&Agrifood); aumentare la conoscenza reciproca tra l’Italia e la Serbia, corsia preferenziale per tutto il business verso i Balcani, attraverso progetti di promozione e comunicazione congiunti.

Sono le linee guida dell’intesa siglata nel centro congressi di Veronafiere, nell’ambito del convegno “Nuove opportunità economiche per le imprese Venete: Serbia porta dei Balcani”, dal direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani e dal direttore della divisione internazionale relazioni economiche della Camera di Commercio e dell’Industria della Serbia, Jelena Jovanovic.

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L’Italia, con quasi 2 miliardi di euro di importazioni ed altrettanti di esportazioni, è il secondo partner commerciale della Serbia nel 2017 e registra un incremento dell’8% dell’export nei primi otto mesi di quest’anno, mentre nei primi quattro mesi sono 66 nuove imprese italiane che hanno avviato un’attività in questo paese.

“Con questa iniziativa – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – rafforziamo il nostro ruolo di strumento a favore dell’internazionalizzazione delle imprese. Nel 2018 sono stati oltre 2.100 i top buyer e gli espositori serbi presenti alle nostre principali manifestazioni b2b e siamo convinti che questo accordo servirà a potenziale ulteriormente l’interscambio tra i nostri due paesi”.

“Tante imprese veronesi e venete hanno deciso di essere presenti in Serbia e l’obiettivo della Regione Veneto è continuare a sviluppare questo importante rapporto – commenta l’assessore Federico Caner –. Si tratta di un mercato molto interessante grazie alla stabilità politica ed economica, alle buone infrastrutture, a una forza lavoro formata e al ruolo di porta d’accesso alle nazioni dell’Est Europa”.

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E poi ci sono gli «ottimi rapporti politico-economici con il Friuli Venezia Giulia e l’Italia, nazione con la quale nel 2019 festeggeremo i 140 anni di relazioni diplomatiche»: per l’ambasciatore della Repubblica di Serbia, Goran Aleksic, in visita a Pordenone su invito della CCIAA di PN-UD e dell’Associazione culturale Norberto Bobbio, l’interscambio economico e culturale col nostro Paese, il FVG e la Destra Tagliamento è naturalmente destinato a infittirsi non solo per le reali opportunità che hanno persuaso oltre 600 imprese tricolori – dai colossi alle Pmi – a basarsi in Serbia investendo risorse importanti, ma per i rapporti che contraddistinguono storicamente le due comunità. Ciò premesso, l’appeal che hanno gli strumenti finanziari del Paese balcanico accanto a un costo del lavoro altamente competitivo sia tra i colletti bianchi sia tra la manodopera specializzata, ci mettono il resto: «La tassazione sul reddito di impresa – ha spiegato ancora l’ambasciatore – è del 15 per cento. Sono state inoltre create 14 zone franche nelle quali sono si pagano dazi e il trasferimento dei profitti è libero».

Per il presidente del Consiglio regionale, Mauro Zanin, a Pordenone, la Serbia è un Paese strategico anche dal punto di vista geopolitico per lo sviluppo del FVG, una porta di accesso ai mercati retrostanti come quello russo, ad esempio, ed “è opportuno che i soggetti istituzionali preposti, ha detto ancora, collaborino sempre più all’infittimento ulteriore dei rapporti”.

 Silvano Pascolo, Presidente di ConCentro, l’azienda speciale camerale, ha ricordato di come si sia intervenuti più volte in Serbia con manifestazioni ad eventi fieristici: l’attenzione per quel mercato – ha aggiunto – è altissima. Pascolo, nella sua qualità di presidente di Interporto Centro Ingrosso, ha detto anche che per promuovere con ulteriore incisività i rapporti con la Serbia sul versante logistico è stata realizzata una società ad hoc. Dal Presidente di Finest, Mauro Del Savio, una carrellata sulla merchant bank con un accento alle performance del FVG, prima regione italiana – ha detto – per indice di innovazione, seconda in Italia nel rapporto Pil brevetti

Una giornata importante, come ha ribadito il presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti – dettosi grande estimatore della Serbia, anche per le relazioni future. Il presidente di Unindustria ha spiegato inoltre che “gli affari non si fanno solo se sussistono condizioni favorevoli ma, anche, un’empatia, del reciproco rispetto e stima che credo siano sempre esistite tra i nostri popoli”.

Veronafiere apre a Shanghai

Veronafiere guarda da sempre con attenzione alla Cina. L’inaugurazione della sua sede permanente, dopo 20 anni di presenza, si inserisce in un contesto di nuova apertura cinese. Il nostro Paese e Veronafiere – spiegano nella sede scaligera – condividono con la Cina della nuova era tre grandi concetti: qualità, innovazione e bellezza. Inoltre, l’apertura di questa sede permanente, nello stesso edificio dove lavorano altre realtà italiane a partire dal Consolato e dall’Ice, consente al sistema Italia di presentarsi unito, con autorevolezza e credibilità”. Lo ha detto l’Ambasciatore d’Italia in Cina, Ettore Sequi, nei giorni scorsi all’inaugurazione della sede operativa permanente di Veronafiere a Shanghai nel centrale distretto business di Xuhui (Changle Road, 989).

Veronafiere rafforza così la propria presenza in favore di brand strategici della filiera Italia: vino, marmo e construction, agritech sono gli asset in portfolio dalla Spa veronese che ora intende presidiare in pianta stabile anche il Paese del Dragone. Per il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese: “Sono oltre 5mila gli operatori cinesi presenti a Marmomac, Vinitaly e Fieragricola in un percorso di internazionalizzazione multipolare. L’obiettivo – ha proseguito – è favorire il business attraverso un’azione e una presenza assidue e costanti. Questa apertura coincide con la ricorrenza dei 120 anni dalla nascita della Fiera – la prima in Italia per organizzazione diretta delle manifestazioni – e i 20 anni di presenza qui in Cina. Vogliamo – ha concluso Danese – che gli uffici che apriamo oggi siano un ulteriore strumento per l’internazionalizzazione a disposizione non solo di Veronafiere ma anche dei nostri imprenditori e delle istituzioni”.

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“La Cina – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – oggi è un mercato da 1.600 miliardi di euro, cifra destinata a crescere in virtù delle aperture del Governo cinese, come ricordato anche dal presidente Xi Jinping in apertura del China International Import Expo, ribadendo il suo impegno a favore di libero scambio e globalizzazione dell’economia. Una opportunità che deve essere accolta con responsabilità anche dal nostro Paese, che oggi è solo il 22° fornitore di Pechino, con un valore di 18 miliardi di euro nel 2017. In questi 20 anni – ha concluso il direttore generale – le nostre relazioni in questo Paese sono notevolmente cresciute e abbiamo stabilizzato le nostre attività, specie nel settore vino. Ma ora vogliamo ampliare la nostra offerta”.
All’inaugurazione ha partecipato anche il Console generale italiano a Shanghai, Michele Cecchi.

In foto, da sinistra: Giovanni Mantovani, dg Veronafiere; Maurizio Danese, presidente Veronafiere; Ettore Sequi, Ambasciatore d’Italia in Cina; Michele Cecchi, Console generale d’Italia a Shanghai; Simone Incontro, direttore sede Veronafiere in Cina.