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Hollywood? No, Doliwood, la risata virale della Riviera del Brenta che macina click (e sogna di diventare grande)

Mezz’ora dopo il crash di What’sApp, lo scorso 22 febbraio, la parodia in veneto era bella e servita. E ha totalizzato 10mila visualizzazioni in un giorno di pubblicazione.
L’idea di scherzare sul blocco della popolare applicazione social, da poco acquistata da Facebook, è firmata DOLiWOOD Films, collettivo di creativi – 12 ragazzi e ragazze, età media 39 anni, due attrici professioniste nello staff (Beatrice Bello e Carla Camporese), residenza fra le province di Padova e Venezia – che dal 2010 a oggi ha collezionato 50mila "mi piace" su Facebook, più di 6 milioni di visualizzazioni e 14mila iscritti su YouTube. Su Facebook le schede Okea, parodia veneta del catalogo edito dal colosso svedese – con "articoli" quali il kasson coi maneghi (baule), il Karegoto (seggiolone per bebè, in omaggio il kussin, cuscino) o la skuea (set da colazione in ceramica smaltà) – hanno raggiunto in una sola settimana un picco di 1,2 milioni di visualizzazioni.

 

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Numeri da far pensare all’associazione culturale che, forse, è il momento di immaginare il salto di qualità.



Già da più parti giungono proposte e richieste: «Ci chiedono di realizzare delle pubblicità, di commissionarci dei video, ma noi ci andiamo molto cauti» racconta Ciano, l’ideatore della Hollywood "ne noantri". Il suo nome vero è Giorgio Brugnone e non, come si potrebbe supporre dal diminutivo, Luciano: «La mia prima interpretazione da ridoppiatore è stata in "Avate" (in dialetto veneto suona come "lavati!", ndr), remake parodistico di "Avatar", il cui protagonista è di colore ciano, una variante di azzurro: da qui il mio soprannome», puntualizza. E non serve spiegare perché ora la compagna, Roberta Livieri, anch’ella voce doppiante in quello stesso film, sia per tutti Azzurra.

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Ricordate la scena di "Forrest Gump" in cui Bubba elencava tutti i possibili piatti a base di gamberi? Nella versione veneta della DOLiWOOD, l’ambientazione è Porto Tolle «dove non ghe xe lavoro, solo nebia e tera», e al posto dei crostacei c’è una lista infinita di ricette a base di verze in tutte le declinazioni possibili: sofegae, roste, con riso o minestra, poenta o ravioi. Apprezzamenti divertiti sono arrivati non solo dal Veneto, ma anche dai veneti residenti all’estero, da Londra al Sudamerica. «Ho quasi avuto una crisi respiratoria per il troppo ridere», hanno scritto dal Brasile.

A queste prime produzioni si sono aggiunti i ridoppiaggi di famose scene cinematografiche, da "Titanic" in versione crocieristica sul Canal Grande a "Die Hard", ispirato all’odissea dei pendolari tartassati dal rincaro delle tariffe autostradali. Spiega Ciano: «Spesso ci scrive qualcuno dicendoci: perché non fate qualcosa? E ci propone un argomento». Con What’sApp è andata così: una segnalazione dei fan – sapete cos’è successo? – ed eccoli lì, gli attori del film "Apollo 13" si confrontano: «Cossa galo dito Zuckerberg? Ghe ho mandà ’na mail ma el ga ea ciaveta internet che no ciapa…».

Nel corso di questi quattro anni, DOLiWOOD ha collaborato con artisti noti al grande pubblico: Natalino Balasso (voce del Maestro Miaghi in "Karate Kid", ridoppiaggio realizzato per una raccolta fondi pro alluvionati del Veneto nel 2011, Miss Rettore (interprete di Crudelia Demon nella prima produzione DOLiWOOD del 2014), Sir Oliver Skardy dei Pitura Freska. L’estate 2013 ha portato uno spettacolo live nei teatri e nelle piazze venete e l’incontro con Raffaele Femio, altro veneziano doc (trapiantato a Borbiago di Mira), fondatore di MiVago Productions e ideatore della parodia TriVaGo con tanto di voce originale dello spot, Roberta Mussato.

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Fra le iniziative in corso il rilancio di Westwood Dee Jay, protagonista, con la sua musica e il suo stile, delle notti di "tendénsa", ritornato nella sua Mestre dopo essersi defilato per alcuni anni: i suoi video-tormentoni hanno conquistato anche la simpatia di vip quali Belen Rodriguez, Paola (del duo Paola & Chiara), Omar Pedrini, Nevruz Joku.
Intanto spopolano sul web le schede dedicate all’iracondo chef britannico Gordon Ramsay, postate da molti siti, anche giornalistici, del Nordest. Lo chef re di "Hell’s Kitchen" parla, ovviamente, in veneto e manco a dirlo macina contatti su contatti.

 

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  • steno |

    fantastici i DOLIWOOD grande scalata verso il successo… ve lo meritate tosi…

  • Ciano |

    E noi ringraziamo di cuore Barbara Ganz per questo splendido articolo che racconta le nostre gesta a tutta l’Italia.
    E’ sempre un piacere divertire divertendosi come facciamo in casa DOLiWOOD
    Un abbraccio da tutto lo staff

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