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Migrazioni e capitale umano: 12 giovani discendenti di emigrati in Sudamerica a scuola di impresa e internazionalizzazione

Sono arrivati in giugno, per 25 ore di formazione e 90 di tirocinio in aziende del Friuli Venezia Giulia. Dodici corsisti argentini e brasiliani, selezionati per il 5. corso di perfezionamento in “Valori identitari e imprenditorialità” dell’università di Udine, destinato a discendenti di famiglie friulane emigrate in Sudamerica. Per loro uno know how da spendere al ritorno nel Paese di orgine, dove le  comunità di origine italiana diventano un veicolo dell’immagine del Friuli, e dell’Italia.

Le attività formative però erano iniziate già il 19 maggio, prima dell’arrivo dei corsisti a Udine, con lezioni  online dalla sede del nucleo per l’e-learning di ateneo a palazzo Antonini.

Corsisti, organizzatori, docenti, sostenitori del Corso«Le postazioni informatiche sono in grado di facilitare la didattica in e-learning  – spiega Raffaella Bombi, direttrice del corso – Da qui si sono svolte attività interattive in video lezioni con i 12 studenti collegati via web da Argentina e Brasile».

I corsisti
Un corso in quattro I – identità, imprenditorialità, italiano e internet – che si ripete già da qualche anno, organizzato dall’università di Udine in collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo e il sostegno della Regione.

Oggi, 21 luglio, la conclusione formale della quinta edizione che non interromperà il canale di comunicazione instaurato tra il Friuli e i Paesi di residenza dei corsisti. «I social network, utilizzati come strumenti operativi durante il corso – spiega il direttore, Raffaella Bombi –, hanno portato infatti alla costruzione su Facebook del Gruppo valori identitari e imprenditoriali (http://corsofirb.uniud.it) che raccoglie nella community on line i giovani che hanno partecipato alle diverse edizioni del corso e che, attraverso la rete, mantengono vivi i contatti e gli scambi in uno spazio “glocale” in grado di favorire inaspettate forme di aggregazione virtuale, ma non meno reale».

Un modo di dare valore a un fenomeno che secondo gli annuari statistici, solo fra il 1946 e il 1970 ha visto espatriare complessivamente dal Friuli VG 363.854 persone, una media di 14.554 all’anno.  «Il corso di perfezionamento – sottolinea Bombi – scorge nell’universo migratorio un capitale umano straordinario per la diffusione dell’italiano nel mondo. Si tratta di un’operazione unica nel panorama universitario italiano sia per il target al quale è rivolta, sia per l’originalità della proposta formativa basata su un modulo didattico in e-learning nella prima parte, seguito, all’arrivo dei corsisti in Italia, da lezioni in modalità frontale».

«In  base a una proiezione che parte dagli 80 milioni di oriundi nel mondo, è verosimile che l’emigrazione friulana  nel mondo ammonti nel tempo ad almeno 2 milioni. Teniamo presente che 25 milioni sono gli oriundi in Brasile e  18 milioni in Argentina per cui  non meno di 1  milione complessivi sono friulani emigrati in questi due paesi del Sud America –  spiega ancora la docente – Il dato significativo di questo corso di perfezionamento è che una prima parte, antecedente l’arrivo dei Corsisti nell’ateneo friulano, si svolge in e-learning con l’utilizzo delle tecnologie per la didattica  on line attraverso una piattaforma Moodle in grado di collegare tra loro le comunità di friulani nel mondo con l’Università di Udine attraverso lezioni sincrone in  web conferenze e attività interattive in piattaforma.  Quotidianamente gli studenti infatti entrano nelle aule virtuali, seguono in diretta le lezioni in videoconferenza, dialogano  con i docenti, scaricano materiali  didattici per studiare. Questa modalità didattica permette di attivare processi di internazionalizzazione avvicinando attraverso il web studenti ‘fisicamente lontani’  ma culturalmente  vicini. I temi del corso sono Linguistica e comunicazione, Saperi del Friuli, Territorio, Cultura d’impresa a Unione Europea. Una serie di conferenze e workshop sul territorio e il Tirocinio nelle aziende completano questo percorso di ritorno di questi giovani in Friuli e di riattivazione di un interesse verso le terre di origine dei loro progenitori».

I ragazzi corsisti«L’iniziativa – osserva il coordinatore scientifico del progetto, Vincenzo Orioles – contribuisce a catalizzare l’attenzione delle comunità friulane ed italiane emigrate sull’offerta formativa dell’università di Udine e in generale del sistema universitario italiano. Il Friuli e l’Italia rappresentano per i giovani discendenti dei nostri corregionali e connazionali emigrati non tanto un recupero di memorie del passato, ma un mondo nuovo capace di veicolare una rinnovata immagine in termini di spendibilità professionale e sociale».

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