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Sette protocolli anti molestie per il settore dei trasporti (dove le donne non arrivano al 20%)

Ieri, nella giornata dedicata a combattere la violenza sulle donne, in Veneto è stata inaugurata, con un primo gruppo di intese tutte a livello regionale, una stagione di accordi tra aziende e sindacato per prevenire e contrastare le molestie nei luoghi di lavoro.
L’iniziativa, la prima in Italia di questo genere, mira a prevenire situazioni di disagio e sofferenza alle quali è più di altri esposto il comparto dei trasporti e della logistica: qui , dove le donne sono una netta minoranza e spesso sono relegate in lavori marginali e precari, è più alto il rischio di essere esposte a rischi di molestia.

Per questo la Filt-Cgil regionale nelle settimane scorse ha contattato diverse imprese del settore per portarle a sottoscrivere protocolli “anti-molestie” che prevedono forme di vigilanza e controllo, tutela delle lavoratrici, momenti di formazione ed informazione del personale. Il sindacato realizzerà anche una campagna di sensibilizzazione attraverso più strumenti – compreso l’inoltro di 52 messaggi virali, uno la settimana, sui social network – e, soprattutto, proseguirà nella formazione dei propri delegati per dar loro strumenti di verifica e gestione di eventuali casi di molestie.

2014 11 25 NO MOLESTIE conf stampa 053I primi sette accordi aziendali o di gruppo sono stati siglati da DHL, ATV (l’azienda veronese di trasporto pubblico locale), Athena, Zust Ambrosetti, Hargartner terminal, Euroservice e Lega delle Cooperative, presente in Veneto con 450 unità di cui 50 operanti nel settore dei trasporti, con Maria Cristina Marzola e Federica Vedova, Segretarie Filt. I protocolli “anti-molestie” – hanno spiegato le segretarie Filt Maria Cristina Marzola e Federica Vedova, tengono conto del fatto che spesso le vittime di molestia – per fattori psicologici (spesso nelle vittime scattano sensi di colpa e di inadeguatezza), culturali e a volte anche di ruolo (Baldo ha fatto l’esempio delle addette alle pulizie negli ospedali) – faticano a riconoscere ed affrontare il problema.

 

Nelle aziende del settore trasporti inoltre le lavoratrici sono ancora una minoranza che si attesta intorno al 10-20%, soprattutto nei profili professionali più tecnici e nei settori dove è maggiore la precarietà. Ambienti dove sussistono ancora comportamenti poco rispettosi della dignità delle persone e atteggiamenti umilianti verso le lavoratrici, che creano disagio e imbarazzo, anche quando non invadono la sfera fisica.

“Come Filt Veneto ci stiamo impegnando perché le molestie e le molestie sessuali, ovvero qualsiasi condotta inadeguata e indesiderata che, intenzionalmente o meno, crea senso di apprensione, umiliazione, imbarazzo o disagio alle persone a cui è diretta, siano tenacemente contrastate anche dalle direzioni aziendali. Non dimentichiamo che le molestie generano un ambiente di lavoro intimidatorio e ostile, producono stress, demotivazione, assenteismo, con costi elevatissimi non solo sul piano umano, individuale, ma con una ricaduta pesante per le imprese”, spiegano le rappresentanti sindacali.
Parallelamente, una campagna di sensibilizzazione tratterà la violenza più in generale di cui possono essere vittime le lavoratrici e le utenti dei trasporti, a partire da terminals, stazioni Fs ed autolinee.