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L’avvocato diventa tuttofare, ovvero come inventarsi un lavoro a (quasi) 60 anni con una laurea in legge nel cassetto

La spesa, il bollettino da pagare in posta, i figli da accompagnare e riprendere e il cane da portare a fare la passeggiata; e ancora gli abiti da recuperare in lavanderia, i medicinali in farmacia, le code e le attese. Concetta Giordano, veronese, è avvocato: ha esercitato la professione per 15 anni, poi, ai primi segnali della crisi, si è accorta che lo studio singolo (associato a una attività di consulenti del lavoro) era una fonte di costi più che di guadagni. Per alcuni anni ha aiutato il marito, artigiano impiantista, occupandosi di amministrazione, forniture e segreteria, ma anche lì il lavoro ha subito un calo negli ultimi anni. A questo si è aggiunta la necessità di contribuire a mantenere una zia 92enne sola al mondo e invalida. Che fare?
«Ho mandato il mio curriculum in giro: ma diciamo la verità, con tanti neolaureati che cercano spazio, perché dovrebbero assumere me a quasi 60 anni? Ho capito che la professione non aveva più nulla da darmi», racconta oggi. «Così ho deciso di ripartire da me, da quello che so fare meglio e che amo fare: occuparmi degli altri». A volte mamma, a volte nonna, altre ancora la «mano in più” in tante famiglie dove il tempo non basta mai. Chi oggi ha un lavoro, spesso deve fronteggiare situazioni difficili, turni e richieste di presenze prolungate, alle quali non si dice di no per tenersi stretto il posto. Conosco genitori che escono alle 6 di mattina, se non ci sono nonni a disposizione chi si occupa dei figli?». Una nonna in affitto, appunto.

</span></figure></a> Concetta Giordano
Concetta Giordano

Che con sorpresa, dopo avere iniziato a pubblicizzare i suoi servizi, si è vista sommergere di richieste di lavoro, più che di offerte: «Autisti, infermiere: persone che offrivano la loro disponibilità in tutti i campi. Un dolore dover rispondere che no, non avevo alcun lavoro per loro».

 

L’attività di Concetta – che tramite volantini ci ha messo il suo nome, il suo volto, il suo numero di cellulare – ha pochi mesi: «Al momento rilascio fattura per prestazioni occasionali, ma l’idea, se tutto andrà bene, è di aprire una Partita Iva e strutturare al meglio una vera agenzia. Perché la richiesta maggiore riguarda proprio l’aiuto nella quotidianità, dai bambini agli animali agli anziani, per chi non ce la fa a stare dietro a tutto». Il sogno è quello di dare vita a una vera e propria cooperativa per fornire “prestazioni familiari”, per riuscire non solo a garantirsi un lavoro, ma allargare questa chance anche ad altri.

  • federica castagnini |

    mi ci ritrovo in pieno: sono moglie, mamma di 3 figli, avvocato e mediatrice . Ho il pallino di essere utile mettendo le mie competenze a disposizione di chi ha più bisogno . Dopo quasi 20 anni di professione, diventati grandi i figli, sento il bisogno di nuovi stimoli.
    Disponibile a discuterne e approfondire l’argomento

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