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Due udinesi a Melbourne fondano un’agenzia per aiutare chi vuole trasferirsi in Australia (la prima domanda è: avete già compiuto 31 anni?)

Circa 22mila italiani hanno chiesto nell’ultimo anno il visto working holiday per viaggiare e lavorare in Australia; a questo si aggiungono i circa 6mila visti student e gli altri visti, come quelli permanenti e le richieste di chi, entrato come turista, sceglie di restare. L’Australia è una delle destinazioni preferite da chi sceglie di farsi – o rifarsi – una vita. Ilaria Gianfagna e Stefano Riva, udinesi entrambi, trentenni, sono partiti un anno fa: ora hanno creato Just Australia, un sito e un Infopoint, gratuito, a Melbourne, per dare informazioni ai connazionali che vogliono tentare la stessa avventura, con qualche sicurezza in più.

</span></figure></a> Ilaria e Stefano, fondatori di Just Australia
Ilaria e Stefano, fondatori di Just Australia

Just Australia è un servizio gratuito, grazie alle convenzioni con una serie di scuole e istituti. In più ci sono una serie di sponsor come l’agenzia di viaggi in Italia Spada viaggi, sede a Udine e biglietteria internazionale, che offre prezzi convenzionati e assistenza a studenti e clienti. Le parole scuole e studenti ricorrono se si parla di Australia: via Facebook da Melbourne, Ilaria spiega le procedure, a cominciare dalla prima cosa da sapere per chi valuta un trasferimento. Avere più o meno di 31 anni comporta percorsi – e difficoltà – diversi.

koala«Fino a 31 anni si può chiedere un visto chiamato working holiday visa: una sorta di vacanza lavoro. Dura una anno, prorogabile per altri 12 mesi se si accetta di lavorare per 88 giorni in una farm, una fattoria. In questo senso la seconda permanenza occorre guadagnarsela. Basta andare sul sito del governo per avere tutto in poche ore, per un costo di circa 350 euro».

Chi invece ha più di 31 anni trova una strada più in salita, «e queste sono tipicamente le persone che hanno bisogno di un aiuto. Di solito si chiede uno student visa, un permesso di studio, per molti il primo passo di una vera emigrazione». C’è da tenere conto che trasferirsi stabilmente in Australia comporta sostenere un esame di inglese, che quindi richiede una certa formazione. Ma non basta.

 

</span></figure></a> Melbourne
Melbourne

Il primo consiglio è di guardare a due liste predisposte dal governo australiano: «La prima è chiamata Sol list e contiene le professioni espressamente ricercate», spiega Ilaria: sono chef (inteso come cuoco, non solo quelli stellati), perché la ristorazione qui è un settore trainante, e poi muratori, falegnami, meccanici, e salendo con le qualifiche medici, infermieri, ingegneri. A essere favorito è l’arrivo di persone molto preparate, «quella che viene chiamata skilled migration. Dunque è necessario documentare le proprie competenze, titoli di studio, esperienze precedenti». Anche le costruzioni sono in grande espansione e richiedono manodopera. Il sito governativo di riferimento è questo.

E poi c’è la Csol list, le professioni sponsorizzate per cui occore trovare qualcuno disponibile ad assumere. Ecco perché può essere necessario trovare un sopporto sul posto, magari per frequentare un corso che confermi le competenze maturate in Italia: «È una cosa frequente per molti: iscriversi a una scuola qui per poi trovare lavoro», sottolinea Ilaria. Ecco perché Just Australia ha messo in piedi una serie di collaborazioni con scuole, agenzie, studi legali, banche, agenzie di viaggi, assicurazioni.

</span></figure></a> Brighton
Brighton

Il progetto marcia a pieno regime, spesso in collaborazione con uno studio di legali e migration agent. «Gli ostacoli che abbiamo incontrato all’inizio ci hanno dato la carica, ci siamo detti siamo pronti – racconta Ilaria – e abbiamo iniziato a lavorare per mettere in pratica il nostro progetto. Lavorando giorno e notte tra morale spesso alle stelle, ma a volte anche a terra, abbiamo creato una realtà che in pochi giorni era già funzionante». Molti fra i primi contatti dell’agenzia provengono da persone che pensano di cambiare vita perché in Italia non hanno, ormai da tempo, lavoro: «E questi sono i casi in cui non ci si può permettere di sbagliare».

L’invito per chi pensa di partire è a muoversi con cautela: «Questo non è il Paradiso, le cose possono essere molto complicate. Ad esempio sconsigliamo di spostare subito la famiglia: meglio qualcuno che parte da solo, prepara la strada, e si organizza prima di pensare a un ricongiungimento». Chi sogna l’Australia «vuole trasferirsi qui perché si sta bene, gli stipendi sono molto alti e la qualità della vita anche, con una burocrazia efficiente e uno di stile di vita molto rilassato. E le persone sono accoglienti: giusto ieri mi hanno inseguita per restiurmi il cellulare che avevo dimenticato, puoi perdere il portafoglio e sapere che qualcuno te lo riporterà».
Dello staff di Just Australia fanno parte anche Celeste Gullace (promozione) Christian Taddio (web designer), Davide Degano (fotografo) e Giulio Virgolin (pubbliche relazioni). Si trova sia su Facebook che su Instagram.

  • Barbara Ganz |

    Posso solo consigliarvi di mandare una mail direttamente al sito Just Australia, sono loro che si occupano di dare informazioni (http://www.justaustralia.it, sezione “contattaci”)

  • Michele |

    Salve,
    Vi contatto per sapere se possibile
    richiedere un WHV,
    io ho 30 a Sept 31!

    Spero pertanto di avere vostre info grazie

    Michele Pacileo
    Graphic designer

  • Cristian Mores |

    Volevo sapere siccome sono un escavatorsta come posso fare per lavorare li o visto che ci sono richieste

  • ANTONIO |

    salve io faccio il piastrellista da 25 anni o 39 anni chi mi potrebbe aiutare ad andare in australia per lavorare

  • Lafrufru |

    Confermo! Infatti mia figlia vive oramai da due anni a Perth prima con visto studenti poi ora ha richiesto un partner vista. Non è assolutamente facile averlo ma se sei in gamba e motivati ci riesci. Da quando sono rientrata in Italia dopo essere stata a Perth, il mio unico traguardo è ritornaci prima possibile! Qualità della vita ottima!

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