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AAA botteghe (quasi) digitali cercansi, fino al 30 ottobre. Il modello è la tipografia di Lino, dove inchiostro e laser vanno a braccetto

Negli anni 50 la bottega del signor Lino (allora praticamente un ragazzino), a Verona, lavorava a pieno ritmo con due stampanti Heidelberg, macchine simbolo dell’industria tipografica. Anni di lavoro, fatica e soddisfazioni, fino alla meritata pensione – e le macchine ferme, sotto un telo, in cantina. Quello che è successo dopo è il simbolo della “trasformazione digitale” possibile, se non a tutte, a molte piccole realtà artigianali. Per aiutarle c’è una intera squadra di professionisti e una selezione per “Botteghe Digitali”, alla quale aderire entro il 30 ottobre.

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I nuovi makers – artigiani digitali – sanno muoversi fra conoscenze tecnologiche, grafiche, ingegneristiche, di robotica e stampa 3D. Quando nella bottega di Lino sono entrati in tre – Stefano Schiavo (ingegnere gestionale), Nicola Zago (laurea in comunicazione)  e Tommaso Cinti (giurisprudenza), riuniti nella società di consulenza Sharazad dopo esperienze in altre aziende – hanno alzato i teli che nascondevano le vecchie macchine e l’odore di inchiostro, e sono ripartiti mescolando tradizione e modernità: così il torchio e le altre attrezzature storiche oggi lavorano con clichè e caratteri mobili prodotti al laser e da stampanti tridimensionali, e la tipografia artigianale ha sposato la grafica digitale. “Possiamo stampare biglietti da visita, progettare l’identità grafica di una azienda, creare 400 agende da spedire a Singapore”.

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E la bottega Lino’s Type è diventata un piccolo ecosistema di professioni diverse ma affini, che lavorano fianco a fianco nello spazio per il coworking: architetti e designer, esperti di web e studenti, grafici e illustratori. Così chi arriva fin qui trova non un singolo prodotto, ma la possibilità di veder nascere qualunque progetto abbia in mente: c’è perfino il negozio, per dare un immediato canale di uscita ai prodotti, e Lino stesso che dà consigli e mette a disposizione la sua esperienza.

Un modello replicabile

La tipografia digitale potrebbe sbarcare presto a Milano e Firenze – i contatti sono in corso – ma molte altre botteghe di altro genere potrebbero seguire questo percorso. Il requisito per partecipare al programma Botteghe Digitali è solo uno, essenziale; avere un prodotto d’eccellenza, che abbia il giusto potenziale di mercato per diventare un caso della nuova manifattura italiana.

A trasformare un’azienda tradizionale del Made in Italy in un’impresa proiettata nel futuro grazie alle nuove tecnologie della manifattura digitale penserà la task force di Botteghe Digitali, una squadra di professionisti dove convergono l’esperienza di makers, esperti di marketing e social media, specialisti di banca e finanza che sapranno consigliare e guidare le imprese nel loro percorso di crescita e “digitalizzazione”.

FIF-LOGOv02_CMYK-01“Botteghe Digitali” è anche il nome del video-reality che racconterà questo percorso e questa trasformazione; un format video, nato da un’idea di Stefano Micelli (Professore di Economia e Gestione delle Imprese a Ca’ Foscari e autore di “Futuro Artigiano”), con Banca IFIS e Marketing Arena, sviluppato in collaborazione con Maker Faire Rome, dal 16 al 18 ottobre, la più grande fiera europea dell’innovazione, a Roma. Il principale strumento di dialogo è il sito web www.fareimpresafuturo.it. Banca IFIS, istituto che supporta finanziariamente le piccole, medie e “micro” imprese italiane tramite il marchio Credi Impresa Futuro, selezionerà alcune realtà che corrispondano ai requisiti sopra descritti per mettere a loro disposizione, gratuitamente, una squadra di professionisti ed esperti che le accompagnerà in un percorso di crescita imprenditoriale completo.

Come funziona?

Le aziende interessate possono dare la propria disponibilità compilando le informazioni nell’apposito form al sito www.fareimpresafuturo.it. I form saranno a disposizione anche di coloro che vorranno compilarlo direttamente alla Maker Faire di Roma (16-18 ottobre), dove il team di Banca Ifis sarà a disposizione per raccontare il progetto e coinvolgere in diretta i potenziali protagonisti di “Botteghe Digitali”. La raccolta dati chiuderà il 30 ottobre.

Web&Social

Sono già attivi i diversi profili social (Fare Impresa Futuro è su Facebook,Twitter, Pinterest, Instagram e YouTube) che raccontano e accompagneranno il progetto nei prossimi mesi. È anche online, nel sito ufficiale e nel profilo YouTube di Fare Impresa Futuro, l’anticipazione della prima e della seconda puntata di Botteghe Digitali.