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Aziende a convegno sul “colpo de mona” (applicato alla prevenzione degli infortuni)

Avete sobbalzato alla lettura del titolo, sì? Non siete i soli.

Si chiama «colpo de mona» ed è ciò che in tanti infortuni – anche mortali, e anche al di fuori del mondo del lavoro – entra in scena in un determinato, fatale attimo. Con questa parola, in dialetto veneto, si definisce una persona «sciocca» o «stupida» senza tuttavia offenderla o etichettarla come appartenente ad una categoria minore. Ed è appunto nella espressione del colpo de mona che i veneti hanno colto ciò che oggi gli psicologi comportamentali hanno scientificamente condiviso, e cioè che – per dirla con Forrest Gump – “Stupido è chi lo stupido” fa e che momenti di stupidità sono equamente distribuiti nell’arco della giornata in tutte le categorie sociali, dalle più umili fino alle upper class.

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Un modo di dire talmente diffuso nel parlare quotidiano di queste parti che Unindustria Pordenone l’ha adottato nel titolo del convegno in programma il 5 aprile prossimo, dalle ore 14, in collaborazione con Banca Mediolanum, dal titolo «Il colpo de mona nell’infortunio: dalla psicologia sperimentale alla pratica in fabbrica e in cantiere».

Secondo l’Osservatorio Vega Engineering, erano 746 i morti registrati in occasione di lavoro nel 2014, mentre nel 2015 a trovare la morte nel luogo di lavoro sono state 878 persone: un drammatico incremento della mortalità del 18 per cento. Spicca poi il dato degli incidenti mortali tra i 50 e 55 anni che – segnala Unindustria Pordenone – hanno una numerosità superiore alle altre fasce di un 15/20 per cento. Esperienza, forma fisica, capacita lavorativa sono al loro massimo, cosa altro (se non il dolpo in questione) quindi può essere responsabile di questo picco?

Cosa fare, se è possibile, per minimizzarne l’incidenza? Cosa si fa come prevenzione in contesti dove un “colpo de mona” può essere catastrofico come nell’aviazione piuttosto che nelle equipe chirurgiche?
Che trattamento la Giurisprudenza ha riservato in passato e potrà riservare in futuro a queste situazioni nel corso di incidenti mortali?

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Quando si tratta effettivamente di un attimo di stupidità imprevedibile ed estemporaneo e quando invece lo tiriamo in ballo impropriamente come alibi per mancanze o fallimenti del sistema di prevenzione? Può la formazione, l’organizzazione aziendale o anche la sola forza di volontà del singolo contrastare questo fenomeno? Se ne parlerà in generale, senza offese per nessuno.

Intervengono Paolo Legrenzi, professore emerito di Psicologia Università di Venezia Ca’ Foscari e Renato Pilutti Consulente direzione e HR – Ph.D. teologia. Modera ed agita, portando la sua esperienza di 40 anni di lavoro nella prevenzione, Vigilio Piccolotto.

La partecipazione al convegno è gratuita. Per partecipare è necessario confermare la propria adesione entro venerdì 1 aprile 2016. Contatti: segreteria organizzativa Unindustria Pordenone, Area Ambiente e Sicurezza,
0434 526415, area.ambienteasicurezza@unindustria.pn.it